''Lollo non mollare'', i Crippa Friends omaggiano l'amico in coma e Yeman arriva secondo (apposta?) a Castelbuono. Arrivano gli europei e Lollo ci servi, torna presto

I veri “Friends” lo sono fino in fondo! E allora - “Friends” - tutti con LOLLO che … mollare mai, assolutamente! I Friends (amici) in questione - “Crippa-Friends-Club” - sono quelli del gruppo che supporta Yeman Crippa: eccoli in una delle foto di Giovanni Diliberti; fra loro Massimo Pegoretti, allenatore del maratoneta e mezzofondista azzurro e Nicola Degàudenz, presidente e fondatore dello stesso club; Crippa (altre due foto) è con ‘Lollo’ nello spirito e nella spinta a … “non mollare”! E di “Lollo” di più vi racconterò più in basso, beninteso continuando a mia volta ad incitarlo a … non mollare.
Di lui scrive Degàudenz, avvocato valsuganotto e, a tempo perso o a tempo pieno, primo fra pari tra i tifosi di Crippa: “Tutti passeggiamo nel giardino della turbolenza e le onde che arrivano non solo sempre uguali. Lorenzo (il nostro “Lollo”, ndr) da qualche giorno vive dentro una geometria sbagliata perché un nodo del destino lo sta sfidando in un letto d’ospedale. Ma ha la grinta del samurai e noi gli siamo vicini più della vena che ha sul collo. Yeman gli porta così tanto rispetto da non aver voluto vincere a Castelbuono in sua assenza. Lorenzo è sempre un passo avanti a chi è già un passo avanti. Quindi presto si sveglierà e ci troverà ancora tutti; non ci siamo spostati di un millimetro, perché anche chi aspetta deve faticare”.

Prendere lo scritto di Nick per ‘licenza poetica’ che esula dalla cronaca: Yeman quasi certamente avrebbe preferito vincere e dedicare a “Lollo” la sua vittoria, ma adesso tant’è e ha davvero ragione Nicola. Quando si dice “Friends” (amici) e lo si è fino in fondo, appunto…
Crippa-Friends-Club; sì, Yeman Crippa. A dire il vero il nome sulla carta d’identità è Yemaneberhan, ma non ve lo scrivo per esteso: troppo lungo, riempirebbe tutto questo articolo. Al massimo vi scriverei che dall’amarico dovrebbe voler dire “il braccio destro di Dio”. Il suo fan club non si chiama come tutti gli altri, Fan Club, ma Crippa-Friends-Club. Il club è anche per l’altro fratello professionista della corsa, Nekagenet o più semplicemente Neka. “Friends-Club” appunto, dalla nascita il nocciolo duro è proprio un gruppo di amici, intimi, chi più scalmanato, chi meno, ma ognuno di loro riconosce sempre il valore di chi è in gara con Yeman, quando il “nostro” gli arriva dietro. Tutti pronti a seguire Crippa ovunque o quasi dove sia impegnato a correre, giocandosela quasi sempre per la vittoria.
E’ accaduto anche domenica scorsa, Yeman dal Trentino è sceso in Sicilia, sopra Cefalù, a Castelbuono, nel cuore delle Madonìe, provincia di Palermo, capoluogo lontano un’ottantina di chilometri. Nella cittadina siciliana, patria del panetùn - come scriverebbe chi l’ha inventato, i milanesi - da centoquattordici anni, edizione più edizione meno, si corre “Il Giro podistico internazionale di Castelbuono” che lì chiamano più semplicemente “ ‘a cursa ‘i Sant’Anna”; la si corre il 26 luglio in onore della patrona, la nonna di Gesù Cristo. Oramai da anni al nome ufficiale è affiancata la specifica “la Corsa più antica d’Europa”. Al mondo esiste la Maratona di Boston, che dal 1897 su centotrenta volte ne ha saltata una, per la pandemia (nel 2020) e poi la corsa in onore di Sant’Anna.
Vero che ogni tanto spunta qualcuno che, nel Vecchio Continente, reclama effettiva primogenitura, ma non ti puoi mettere contro Sant’Anna. Il Giro oltretutto è estremamente nobile, per livello dei partecipanti e relativo albo d’oro. In Italia, per numero di edizioni, arrivano poi, per la corsa su strada, due manifestazioni podistiche in Trentino, il Giro al Sas a Trento, a fine-settembre saranno 79 edizioni ed il Giro podistico di Rovereto, due settimane dopo, una in meno. C’è anche un’altra gara-mito, con tante edizioni, fa parte della tipologia della corsa campestre, la “Cinque Mulini” a San Vittore Olona (Milano), a novembre saranno 94 edizioni di fila dalla prima nel 1935.
Per Castelbuono quella di domenica era l’edizione numero CENTO e l’anniversario rotondo ha “costretto” - si fa per dire - ad un impegno-extra gli organizzatori, dal presidente Antonio Castiglia in giù, con centinaia di volontari. Per cui nei due giorni precedenti, in prima fila in entrambe le occasioni il sindaco Mario Cicero, non una ma DUE presentazioni ufficiali. “Oriundo” di Castelbuono è Marcello Fiasconaro, che fu primatista mondiale degli ottocento metri, quel tempo come record italiano, battuto pochi giorni fa, è durato cinquantatré anni. Il babbo dalla Sicilia, dopo mille vicissitudini, arrivò in Sudafrica dove fece pure il direttore dell’Orchestra sinfonica di Città del Capo. Marcello, commosso e partecipe, era in prima fila per ognuna delle cerimonie e anche per la gara.
Peso specifico importante la solidarietà nelle celebrazioni, è stato premiato anche Roberto Crippa che ormai più di quattro lustri fa aveva adottato, con la moglie Luisa, da un orfanotrofio dell’Etiopia OTTO fra fratelli e cugini (adesso son tutti fratelli adottivi), tutti orfani dei genitori. Fra questi anche Yeman. Roberto Crippa, rappresentante di prodotti e mangimi per animali, abbandonò tutto e da Milano si trasferì con la moglie a Montagne, nel Basso Trentino, allora comune autonomo di poco più di duecento abitanti (dieci dei quali facenti parte solo della famiglia Crippa); da dieci anni Montagne è confluita come frazione nel Comune sparso di Tre Ville. Commovente il momento in cui Crippa senior ha raccontato che, per loro che figli non ne potevano avere “aver formato una famiglia così è stato dare, ma soprattutto ricevere!”.
La gara, quella che il capo del Friends-Club dice, anzi scrive, che Yeman ha lasciato ad altri per onorare la lotta di “Lollo”…
Crippa l’aveva vinta nell’edizione numero novantanove, primo italiano a riuscirci dopo trentasei vittorie di altri (nel 1989 fu primo il trevigiano Salvatore Bettiol); avesse fatto il bis sarebbe stato il primo in assoluto dalla tripletta del kenyano Benson Barus, fra 2000 e 2002. Davanti in due da metà gara in poi dei dieci giri su tracciato complicato (terribile la famigerata salita di via Mario Levante) per un totale di più di 11.300 metri. Sono l’etiope Tamirat Tola, nella maratona campione olimpico in carica e mondiale quattro anni fa e Yeman Crippa, azzurro delle Fiamme Oro che ad aprile aveva “finalmente” domato la belva-maratona: vittoria a Parigi con gran tempo, quasi-record italiano. Nelle cinquanta edizioni della quarantadue chilometri della capitale francese MAI un italiano aveva trionfato…
A gara finita, Yeman s’è unito ai “Friends” del suo Fan Club nell’indossare anche sul podio durante la premiazione, la maglia bianca con lo sprone per il grande amico: Lollo non mollare!

Prima delle tre al rientro a casa, qualche notte prima, Lorenzo s’era trovato di fronte un camion a Cadine, sopra Trento; adesso è in coma, per ora indotto, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Chiara di Trento. Per cui è ancora forte lo strillo: “Lollo, non mollare!”, perché al di là di tutto i veri “Friends” lo sono per sempre…
E per parafrasare il capo del club: ‘Lollo’, non fare che agli europei di Birmingham, in Inghilterra, dal dieci al sedici, Yeman ti voglia portare così tanto rispetto e ti voglia onorare in modo tale da NON vincere in tua assenza… A Ferragosto Yeman Crippa sarà impegnato nella finale dei diecimila metri, la vinse quattro anni fa a Monaco di Baviera, due anni fa a Roma vinse la mezza maratona, sempre degli europei: “Lollo”, vedi tu!














