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| 19 ago 2021 | 18:04

Calcio, ecco i calendari, ma per le società trentine tanti dubbi: il protocollo in vigore rischia di far scomparire tante realtà provinciali

Il Presidente Stefano Grassi: "Comprendiamo le difficoltà delle società del territorio e auspichiamo che il protocollo, già oggetto di una modifica, possa essere rivisto per permettere a tutti di ottemperare agli obblighi". Nei campionati d'interesse nazionale non ci saranno facilitazioni: potrà parteciparvi solamente chi è in possesso del Green Pass o chi si sottoporrà a tampone rapido entro le 48 ore precedenti ogni gara ufficiale. Senza "se" e senza "ma"

Il Presidente della Figc trentina Stefano Grassi: a lui il compito di guidare il movimento provinciale in questo difficile periodo storico

TRENTO. Il giorno dei calendari, il giorno del via ufficiale alla nuova stagione, il giorno in cui, però, emergono ufficialmente, e ancora una volta, i dubbi e le perplessità delle società sportive del territorio trentino. Che hanno scelto coraggiosamente di andare avanti, ma chiedono aiuti e semplificazione per poter tornare a popolare i campi da calcio della Provincia di Trento.

 

Il vernissage, svoltosi esclusivamente in modalità on line, della presentazione dei calendari per la successiva stagione sportiva è un appuntamento fisso. Sino ad un paio d'anni fa era l'occasione per i presidenti, dirigenti e tecnici di tutte le categorie di ritrovarsi nella splendida cornice di Villa Madruzzo e di confrontarsi riguardo al calciomercato appena trascorso e sulla nuova stagione ormai alle porte.

 

Quest'anno, al di là della curiosità di conoscere il nome della prima avversaria del campionato e la "road map" annuale, il punto focale dell'evento è stato un altro: come si ripartirà? Il protocollo attualmente in vigore resterà tale o subirà altre modifiche? Quanti cicli di tamponi andranno effettuati e quando?

 

Le incognite sono tante, i costi da sostenere rischiano di essere proibitivi per tante società, perché lo screening obbligatorio che andrà effettuato varrà sia per le prime squadre che per tutte le giovanili, con l'eccezione della Scuola Calcio. Per taluni sodalizi si tratta di ragionare nell'ordine anche dei 250 - 300 tamponi. Tanti, troppi perché, dopo un anno e mezzo di quasi totale inattività, cerca faticosamente di ripartire.

 

È bene precisarlo a scanso di equivoci: il Comitato Provinciale Autonomo di Trento della Figc non ha alcuna responsabilità diretta, ma si è limitato a recepire e divulgare un protocollo stilato dalla Figc che, ovviamente, scontenta quasi tutti e, a conti fatti, non offre grandi certezze, visto che il tampone rapido garantisce sì, ma solamente per un breve lasso di tempo.

 

"Il protocollo Figc divulgato il 4 agosto e modificato il 10 agosto - spiega il presidente della Figc trentina Stefano Grassi - prevede un avvio con screening generale per il cosiddetto gruppo squadra. Il gruppo viene diviso in tre categorie: vaccinati, guariti da non oltre 6 mesi e suscettibili. In quest'ultima categoria rientrano tutti coloro i quali non appartengono alle prime due (i non vaccinati, ndr). Successivamente tutti dovranno sottoporsi ad un tampone rapido e, a distanza di 6-7 giorni, i soggetti individuati come suscettibili dovranno sottoporsi ad un ulteriore tampone. Per poi partecipare ai tornei ritenuti d'interesse nazionale (Eccellenza maschile e femminile, calcio a 5 di serie C1 maschile e calcio a 5 di serie C femminile) sarà necessario il Green Pass (ovvero ciclo di vaccinazione completa o tampone entro le 48 precedenti la gara), mentre per tutti gli altri campionati sarà sufficiente l'autocertificazione. Le perplessità delle società riguardano l'aspetto economico in primis, ma anche quello organizzativo. Pare, ma sottolineo pare, che vi sia un ripensamento e il protocollo potrebbe subire ulteriori modifiche, che abbatterebbero i costi".

 

Quali potrebbero essere queste modifiche? Per esempio evitare di sottoporre a tampone iniziale i soggetti vaccinati con entrambe le dosi, quindi già in possesso del Green Pass e attenuare la misura nei confronti dei tornei giovanili, evitando magari il secondo tampone, che porterebbe le società a dover sostenere costi elevati in rapida successione.

 

"Sicuramente vi saranno degli obblighi - conclude Grassi - per tornare a praticare l'attività che ci auguriamo possa svolgersi nel modo più regolare possibile anche se la pandemia non è alle spalle. Il sopracitato protocollo riguarda solamente le manifestazioni di calcio a 11, mentre per quanto riguarda il calcio a 5, visto che l'attività si svolge in palestra, sarà necessario avere il Green Pass (o sottoporsi a tampone rapido entro le 48 ore precedenti ad ogni gara ufficiale) in tutte le categorie, anche in serie C2 e serie D".

 

 
 

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