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Dopo 8 anni termina la squalifica di Alex Schwazer: "Grazie a quei pochi che mi sono stati vicini. Ora posso finalmente accompagnare i miei figli a gareggiare"

Il Tribunale di Bolzano ha archiviato il caso "per non aver commesso il fatto", ma la Wada (l'Agenzia Mondiale Antidoping) non ha concesso la riduzione della squalifica. Schwazer non potrà esserci a Parigi, visto che sono scaduti i tempi tecnici per ottenere i "minimi" richiesti, mentre il "no" alla staffetta (dove non ci sono vincoli cronometrici) è arrivato dalla Fidal

Di D.L. - 08 luglio 2024 - 12:54

RACINES. L'incubo è finito, certo è che ad Alex Schwazer nessuno potrà mai restituire gli ultimi 8 anni di quella che avrebbe potuto essere una seconda parte di carriera incredibile.

 

Domenica 7 luglio è terminata la lunghissima squalifica di 8 anni, che gli era stata comminata ad agosto 2016: un campione delle sue urine, prelevato con un controllo a sorpresa effettuato il primo gennaio di quell'anno, era infatti risultato positivo - un mese e mezzo prima - ai metaboliti del testosterone 

 

Con una foto significativa - lui che tiene per mano i due figli, Ida e Noah, ai bordi di un campo sportivo - il marciatore di Racines, campione olimpico della 50 chilometri a Pechino 2008, ha ripercorso brevemente gli ultimi 8 anni, difficili e complicati.  Adesso, però, finalmente potrà entrare nuovamente all'interno di un impianto sportivo e assistere agli allenamenti dei suoi bambini.

 

"Oggi scade il termine della ingiusta squalifica che ho dovuto scontare per intero - scrive Schwazer sui proprio canali ufficiali -. Mi auguro che a nessun atleta venga mai riservato il trattamento che ho dovuto subire in questi otto anni per difendere e tutelare il mio onore e la mia dignità, per provare la mia innocenza, per cercare di ottenere giustizia e per dimostrare la verità. Ringrazio tutti quelli (pochi) che mi sono stati vicini in questo doloroso (ed infernale) percorso, quelli che non mi hanno mai abbandonato, quando sarebbe stato facile farlo, quelli che hanno lottato con me e sofferto assieme a me per l'ingiustizia che dovevo sopportare e per il trattamento che mi veniva riservato. Ringrazio, infine, quelli (molti) che dopo aver compreso la mia innocenza ed estraneità ai fatti di cui ero stato accusato, mi hanno fatto sentire (seppur a distanza) il loro affetto e vicinanza, grazie! Il buio e le tenebre per l'ingiustizia subita faranno ora posto alla luce di un nuovo giorno nel quale potrò accompagnare i miei figli a gareggiare in una piscina o in una pista di atletica senza per questo incorrere in squalifiche (cosa che sarebbe avvenuta fino a ieri)".

 

Schwazer era stato sospeso dalla Iaaf, con effetto immediato in via cautelare, l'8 luglio 2016 e, un mese dopo, a Rio de Janeiro (durante i Giochi), il ricorso presentato dai legali del marciatore venne discusso sotto l'arbitrato del Tas: due giorni dopo venne ufficializzato il respingimento del reclamo e l'atleta altoatesino squalificato per 8 anni.

 

Dunque niente Olimpiadi di Rio, niente Olimpiadi di Tokyo e, di fatto, carriera stroncata per Alex Schwazer, nonostante il 3 dicembre 2020 la procura di Bolzano avesse chiesto l'archiviazione del procedimento penale. Il 18 febbraio 2021 il Gip del Tribunale di Bolzano dispose infine l'archiviazione del procedimento penale per "non aver commesso il fatto", ritenendo "accertato con alto grado di credibilità razionale" che i campioni di urina "siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi e, dunque, di ottenere la squalifica e il discredito dell’atleta come pure del suo allenatore, Sandro Donati"

 

Il fuoriclasse di Racines, reo confesso in occasione della prima positività all'Epo (che aveva portato una squalifica di 3 anni e mezzo, sino al 29 aprile 2016), si è sempre professato innocente e vittima di un complotto (tesi questa sostenuta anche dalla giustizia ordinaria). Dopo l'archiviazione del procedimento penale (contestata dalla Wada, l'Agenzia Mondiale Antidoping), il team di legali dell'altoatesino presentarono richiesta di sospensione al Tas per gareggiare ai Giochi Olimpici di Tokyo, ma la richiesta venne respinta dal tribunale elvetico.

 

Un secondo tentativo era stato effettuato pochi mesi fa, con l'obiettivo di poter esserci alle Olimpiadi di Parigi: anche questa richiesta è stata respinta e i tempi "tecnici" per ottenere i tempi "minimi" per qualificarsi non vi sono più. Schwazer avrebbe potuto essere convocato per una delle prove a staffetta ma, in questo caso, era stata la Fidal a dire "no".

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