Paolo Bertolucci a Il Dolomiti: "In tanti hanno parlato di Sinner a sproposito, senza aver letto la sentenza. Ha dimostrato ancora una volta di essere un fenomeno"
Il commentatore tecnico di Sky, una dei commentatori più autorevoli del mondo, non ha dubbi: "Tutto si è svolto, ampiamente, nel rispetto delle regole. Ma c'è un altro aspetto: a Sinner è stata fatta praticamente una "colpa" il fatto di potersi avvalere di un team di avvocati di primissimo livello. Assurdo. L'Us Open? La prima settimana sarà di rifinitura. Certo che i 3 set su 5 sono una "bestia" sempre difficile da domare"

TRENTO. L'avventura di Jannik Sinner all'Us Open è iniziata con una vittoria.
Con qualche sofferenza iniziale ma, alla fine, il fuoriclasse di Sesto ha superato il quattro set l'americano Mckenzie McDonald, accedendo così al secondo turno della kermesse di Flushing Meadows. Primo set da "incubo" per l'azzurro, contratto, nervoso, falloso e pure un po' "spiritato", inizio di secondo parziale che lasciava presagire una debacle, poi Jannik ha cambiato marcia.
E ha iniziato a fare il fuoriclasse, a picchiare da ogni posizione, a ricacciare sempre indietro l'avversario, accompagnato "all'uscita" della partita con tre set dominati in lungo e il largo dall'azzurro, che al secondo turno affronterà Alex Michelsen, già superato qualche giorno fa a Cincinnati.
Dopo essersi tolto il "fardello" della possibile squalifica (anche se ci sarà da capire se la Wada presenterà ricorso: eventualmente dovrà farlo entro il 6 settembre), Jannik va a caccia del successo all'Us Open, con la tranquillità di chi ha visto riconosciuta la propria innocenza dopo mesi complicati e difficili da gestire.
Una vicenda, quella legata al "doping involontario", che ha fatto il giro del mondo. Se n'è parlato tanto e in tanti l'hanno fatto a sproposito.
Il Dolomiti ha intervistato Paolo Bertolucci, l'ex "braccio d'oro" del tennis italiano, uno degli eroi della Davis del 1976 e oggi commentatore Sky, la voce più apprezzata del tennis in Italia e uno dei commentatori più autorevoli di tutto il mondo.
Bertolucci, non possiamo non partire da Sinner e da quanto accaduto nelle scorse settimane. Anzi, per meglio dire, nei mesi scorsi.
"Ha ritrovato il sorriso dopo mesi devastanti, in cui ha dovuto portare un fardello pesantissimo, consapevole di non aver fatto nulla di male, ma con il rischio di una sanzione. Che qualcosa non andasse era chiaro per chi lo conosce bene e lo osserva. Ero strasicuro, per mille motivi, che Sinner non era sereno. E poi il fatto che il team non fosse al completo, non ad un torneo minore, ma in occasione degli appuntamenti più importanti era visibile a tutti. Però nessuno poteva immaginare che il suo turbamento dipendesse da una situazione di questo tipo. Beh, nonostante fosse "sotto ad un tram" ha raggiunto la semifinale al Roland Garros, i quarti a Wimbledon e ha vinto Cincinnati. E' l'ennesima dimostrazione che si tratta di un fuoriclasse di livello assoluto".
Non c'è dubbio sul fatto che Sinner non si sia mai dopato e che tutto sia stato frutto di un errore clamoroso da parte di alcuni ormai ex componenti del suo team.
"Non c'è il minimo dubbio che Sinner sia innocente. Andate a leggere cosa ha detto lo zio di Rafa Nadal, Tony, il suo allenatore, uno che di tennis se ne intende. Ha detto: "A me risulta assolutamente chiara la volontà del giocatore italiano di non commettere alcuna infrazione, e ancor più, di non cercare alcun vantaggio attraverso l’uso di sostanze proibite". E poi: "“Ancor più mi stupisce davvero che all’interno del circuito ci siano altri tennisti che abbiano preso posizione contro di lui. Non capisco come alcuni dei suoi colleghi sembrano dubitare della sua innocenza o che direttamente vogliano contro di lui una punizione che a rigore di certezza scientifica sarebbe assolutamente smisurata”. Unto. Credo non vi sia altro da aggiungere".
Ecco, appunto. Mediaticamente la vicenda ha fatto il giro del mondo. Tutti, troppi, ne hanno parlato, non solamente gli addetti ai lavori. E si parla anche di una "disparità" di trattamento.
"E tantissimi lo hanno fatto senza aver letto le 33 pagine con cui è stato chiuso il procedimento. Quello che è scritto nella sentenza è chiarissimo, cristallino. La stessa vicenda era accaduta ad un altro tennista italiano, Marco Bortolotti e mi pare che, anche in quel caso, la vicenda era stata tenuta "coperta". Se fai immediatamente ricorso lo sviluppo è questo e non lo dico io, ma le norme. Tutto si è svolto, ampiamente, nel rispetto delle regole. Ma c'è un altro aspetto: a Sinner è stata fatta praticamente una "colpa" il fatto di potersi avvalere di un team di avvocati di primissimo livello. Dunque, quale è il problema? Mi pare accada quotidianamente. C'è chi può ingaggiare il "super" avvocato e chi, con tutto il rispetto, deve ricorrere al difensore d'ufficio. Si è riusciti a fare "dietrologia" anche su questo. Le persone che conoscono le dinamiche hanno parlato con cognizione di causa. Tantissimi altri no".
L'hanno stupita le parole degli altri tennisti?
"Djokovic l'ha buttata sul "sindacalismo", con Alcaraz c'è un'amicizia che dura da anni. Ma poi stiamo parlando comunque di avversari, di persone con cui sì, viene condiviso lo spogliatoio prima della gara, ma pur sempre di rivali. C'è grande rispetto e stima, ma non stiamo parlando degli amici d'infanzia o di scuola".
E, invece, di quello che hanno detto Kyrgios e Shapovalov, altri "colleghi" di Sinner cosa ne pensa?
"Vale lo stesso discorso fatto sopra. Chi parla senza sapere non merita di essere considerato. E poi, da sempre, nel circuito quello che conta sono le parole dei "big". E' sempre stato e sempre sarà così".
Parliamo di tennis giocato: Sinner ha le carte in regola per vincere l'Us Open?
"Ah bisognerà aspettare la seconda settimana per sbilanciarsi. Siamo in un Grande Slam e si gioca tre set su cinque, una "bestia" difficile da domare. lungo tre settimane. La prima sarà di ambientamento, nella seconda i "big" dovranno inevitabilmente mettere le carte in tavola, senza più possibilità di bluffare. Alcaraz pareva sulla "luna", poi ha perso malamente a Cincinnati, Djokovic ha vinto l'Olimpiade ma poi non ha più giocato, Rune è già uscito, Hurkacz è pericoloso in una singola partita, senza dimenticare, ovviamente, Medvedev e Zverev. Ma adesso è ancora troppo presto per parlare. Adesso si gioca ma per i grandi è ancora "rifinitura". L'unico dubbio su Sinner è legato al tipo di lavoro atletico ha svolto, visto che negli ultimi mesi il preparatore non faceva più parte del suo staff, ma sono sicuro che abbia lavorato benissimo con due tecnici di primissimo livello quali Vagnozzi e Cahill".
Quella che è sbarcata a New York è una vera e propria "armata" azzurra.
"Ah certo, è un Us Open a tinte assolutamente azzurre. Rispetto al passato, quando si faceva fatica ad accedere alle qualificazioni, adesso il gruppo azzurro è il più numeroso, il più giovane, il più forte. Insomma siamo "più" rispetto agli altri ad ogni livello".












