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Trento
06 luglio | 21:02

Paolo Bertolucci, la "voce" del tennis di Sky: "Sinner è un "pezzo unico". Impossibile fare paragoni. Se mi diverto? Finalmente racconto di un italiano al vertice"

"Chi è più forte tra Sinner e Alcaraz? Tanto per fare un paragone con la Formula 1 direi che si parla di "millesimi", di differenze minime e quasi impercettibili agli occhi dei più, che possono far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Chi vincerà? I tornei del Grande Slam sono come il Tour de France, il percorso è lungo. Certamente quello di Jannik è il tabellone più impegnativo"

WIMBLEDON. E' stato uno degli "eroi" di Santiago del Cile nel 1976, che - per la prima volta (e unica sino allo scorso anno) - portarono la Coppa Davis in Italia.

 

Adesso Paolo Bertolucci, soprannominato "braccio d'oro" per il suo tocco e il suo talento tennistico, è la voce più apprezzata del tennis in Italia e uno dei commentatori più autorevoli di tutto il mondo. 

 

L'abbiamo raggiunto telefonicamente a Wimbledon, dove è inviato per Sky per seguire e commentare quello che è il torneo più iconico e importante dell'anno. E, a Il Dolomiti, ha commentato il percorso sin qui compiuto da Sinner, le aspettative che il numero 1 al mondo può avere a Londra e ci ha fornito un quadro generale sullo stato di salute (eccellente) del tennis italiano.

 

Sinner che tornerà in campo domenica 7 luglio per gli ottavi di finale contro l'americano Ben Shelton (inizio previsto alle 15.15), avversario già sconfitto da Jannik, ma da prendere certamente con le "molle".

 

Bertolucci, partiamo dall'inizio: Sinner ha faticato più del previsto contro Hanfmann all'esordio e poi parecchio contro un Berrettini che sta tornando sui suoi livelli.

"Beh, sono due situazioni molto diverse. La "prima" è sempre difficile, per tutti, ovviamente anche per il numero al mondo, che deve fare i conti con tutte le pressioni del caso e contro avversari che spingono al massimo. E' c'è l'inevitabile emozione di scendere in campo in un contesto come quello di Wimbledon, assolutamente unico. Contro Berrettini, invece, ha avuto difficoltà perché Matteo è fortissimo sull'erba, uno dei primi 4 al mondo senza dubbio. E se l'altra sera avesse affrontato chiunque altro probabilmente lo avrebbe battuto".

 

Il match è stato uno spettacolo, uno spot clamoroso non solamente per il tennis ma per lo sport in generale.

"E' stata una partita fenomenale. E, aggiungo, che Sinner temeva molto ka sfida contro Berrettini, proprio perché perfettamente consapevole della forza del suo avversario e poi un derby è sempre un derby, anche se arriva al secondo turno. Poi sono uscite la forza fisica, mentale e i colpi di Jannik che, non a caso, è il numero uno del mondo e l'ha dimostrato ancora una volta. Io direi che ha vinto Sinner ma non ha perso Berrettini".

 

Una partenza un po' contratta, ma già contro Kecmanovic si è visto un Sinner in evidente crescita.

"Beh, partiamo dal presupposto che dall'altra parte della rete c'era un avversario che, con tutto il rispetto, gli faceva il solletico. Sicuramente è sceso in campo bello sciolto, sicuro e si è visto: la sua è stata una prestazione super. Tutti e due tiravano fortissimo, ma la differenza è che gli altri sbagliano, lui poco, quasi mai".

 

Adesso troverà un mancino come Shelton.

"Il tabellone di Sinner è difficilissimo e questo si era capito subito, sin dal sorteggio. Soprattutto all'inizio potrebbe avere qualche difficoltà, siano a quando non gli avrà preso le misure. E poi, collegandomi a quanto ho detto prima, non dimentichiamoci che negli Slam si gioca 3 su 5 e non 2 su 3. La differenza è abissale ed è un altro elemento che rende tutto più impegnativo".

 

Chi è più forte tra Sinner e Alcaraz, destinati a dominare il tennis per almeno un decennio?

"Tanto per fare un paragone con la Formula 1 direi che si parla di "millesimi", di differenze minime e quasi impercettibili agli occhi dei più che possono far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. E poi ogni partita fa storia a sé. Alcaraz, ad esempio, ha un tabellone più semplice rispetto a Sinner e venerdì sera è stato ad un passo dall'andare a casa contro Tiafoe. I tornei del Grande Slam sono come un Tour de France

 

Nove atleti tra i primi 100 al mondo e uno di questi guida il ranking: siamo noi i "padroni" del tennis mondiale?

"Da un anno a questa parte siamo certamente la nazione più forte del pianeta. Prima era toccato al movimento femminile, adesso ci siamo noi. Perché, oltre a Sinner, ci sono anche tanti giovani in grandissima crescita come Musetti, Darderi, Cobolli, Arnaldi e un Berrettini che sta tornando sui propri livelli, come ha dimostrato anche a Wimbledon".

 

Chi vincerà Wimbledon?

"Ah questa è una domanda a cui è impossibile rispondere in modo "secco". Mi aspetto che i big arrivino tutti sino in fondo, da Sinner ad Alcaraz a Djokovic, anche se quest'ultimo non è certamente nella sua miglior condizione. Il serbo, però, è favorito da un tabellone sicuramente agevole, considerata anche l'uscita a sorpresa di Hurkacz, che sull'erba è fortissimo. Certo è che non sarà semplice migliorare la forma e, in questo momento, Jannik tira molto più forte e molto più veloce rispetto a Djokovic".

 

Dica la verità: quanto si diverte a commentare il tennis? Perché, chi la ascolta da casa, percepisce tutto l'entusiasmo, oltre alle indiscutibili competenze tecniche.

"Tantissimo, senza dubbio. E poi: per 20 anni abbiamo raccontato le gesta di Federer, Nadal e Djokovic, cercando di "avvicinarli" un po' a noi. Adesso che il migliore del mondo è un italiano, beh abbiamo chiuso il cerchio direi. E' splendido avere come "vicini" di postazione gli spagnoli che, qualsiasi cosa faccia Sinner durante una partita, fanno subito il paragone con Nadal. E' un grande orgoglio poter raccontare di un azzurro in vetta alla classifica. E, ovviamente, è motivo di ulteriore 

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