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Tadej Pogacar fa il marziano alle Strade Bianche: scatta a 81 chilometri dall'arrivo e arriva da solo in piazza del Campo (I VIDEO)

Nel tratto sterrato di Monte Sante Marie dedicato a Fabian Cancellara (11, 5 chilometri di sterrato con punte al 18%) Wellens dà una "trainata", poi Pogacar parte e tanti saluti a tutti. Il foltissimo pubblico presente impazzisce per lo sloveno. "Sì, è stata una grande vittoria. Non avevo mai visto così tanta gente a una gara in Italia. Amo questo paese - queste le sue parole -, non solo per la buona pasta e la pizza. Ho corso qui per tutta la vita e questa vittoria aumenta la mia fiducia per il Giro"

Di D.L. - 02 marzo 2024 - 20:39

SIENA. Un marziano. E' vero, al via dell'edizione 2024 delle Strade Bianche mancavano Van der Poel, Van Aert, Evenepoel e Vingegaard, ma quello che ha fatto Tadej Pogacar oggi in Toscana sugli sterrati della provincia di Siena è un qualcosa di alieno.

 

Il fuoriclasse sloveno, alla prima uscita della stagione in cui ha dichiarato di voler puntare all'accoppiata Giro d'Italia - Tour de France, stravince quella che ormai è stata definita dagli addetti ai lavori e dai ciclisti stessi la "Sesta Classica Monumento" con un'azione d'altri tempi, scattando a 81 chilometri (sì, avete letto bene: 81) dal traguardo e procedendo in solitaria sino al traguardo di piazza del Campo a Siena, rifilando distacchi siderali a tutti gli avversari.

 

 

Basti pensare che il secondo della generale, il lettone Skuijns, giunge a 2 minuti e 43 secondi, il belga Van Gils è terzo a 2'46", mentre Pidcock prende 3'49" e Mohoric finisce a 4'25".

 

L'attacco decisivo, per l'appunto, arriva ai meno 81 dal traguardo, nel tratto sterrato di Monte Sante Marie, quello dedicato a Fabian Cancellara, che questa meravigliosa gara l'ha vinta per tre volte: si tratta di 11,5 chilometri di difficoltà assoluta (difficoltà: cinque stelle) con punte addirittura del 18%. Wellens dà una "trainata", poi Pogacar parte e tanti saluti a tutti, entusiasmando il foltissimo pubblico presente

 

 

In una giornata di pioggia e freddo, quando il fuoriclasse sloveno arriva in piazza del Campo spunta il sole. Taglia il traguardo, si ferma e alza la bici al cielo in un tripudio di folla che lo osanna perché quello che ha fatto oggi il 25enne di Komenda è un'impresa che riporta con la mente al ciclismo eroico di una volta, quello fatto di fughe da lontano e di "uno contro tutti".

 

 

"Sì, è stata una grande vittoria. Non avevo mai visto così tanta gente a una gara in Italia. Amo questo paese - queste le parole di Pogacar in conferenza stampa -, non solo per la buona pasta e la pizza. Ho corso qui per tutta la vita e questa vittoria aumenta la mia fiducia per il Giro. Spero di avere una buona stagione di corse italiane davanti, a partire dalla Milano-Sanremo tra due settimane. Non era nei piani attaccare da così lontano, ma mi sono trovato in una situazione più difficile del previsto. A Monte Sante Marie non erano rimasti molti corridori in gruppo e a quel punto sarebbe stato difficile andare via da solo più tardi, dato che le salite successive non erano adatte a me. Così ho spinto a tutta e ho vinto una delle corse più belle al mondo".

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