Ancora Alcaraz contro Sinner: a Riad non ci saranno in palio punti per la classifica, ma 4,5 milioni di dollari
Il numero 1 e il numero 2 al mondo hanno travolto - guarda caso con identico punteggio - Taylor Fritz e Novak Djokovic, praticamente senza mai rischiare e dominando i rispettivi match: 6-4, 6-2 il risultato finale per entrambi, che hanno impiegato rispettivamente 70 e 63 minuti. Djokovic ha ammesso la superiorità dell'altoatesino: "Ho provato ad intimidirlo, ma Jannik è un treno in corso, ha spaccato la pallina ad ogni scambio"

RIYAD. Sarà, ancora una volta, Sinner contro Alcaraz. O, guardando la classifica generale, Alcaraz contro Sinner. Come preferite: sì, perché cambia l'ordine dei fattori, ma non il "prodotto" finale, per quello che è un caso di proprietà commutativa esemplare, quasi da studiare.
Ormai è scritto: i titoli che contano sono completamente un affare tra l'altoatesino e lo spagnolo. E, a tutti gli altri, restano solamente le "briciole". E' così oggi e la sensazione è che sarà così per tanto, tanto tempo.
Nelle due semifinali del "Six Kings Slam", che in palio non mette nemmeno un punto per la classifica Atp ma una "montagna" di soldi, con il vincitore che potrà rimpinguare il proprio già cospicuo portafoglio con ulteriori 4,5 milioni di dollari, il numero 1 e il numero 2 al mondo hanno travolto - guarda caso con identico punteggio - Taylor Fritz e Novak Djokovic, praticamente senza mai rischiare e dominando i rispettivi match.
6-4, 6-2 il risultato finale sia per Alcaraz che per Sinner, che si ritroveranno l'uno di fronte all'altro nella serata - non prima delle 20 - di sabato 18 ottobre nell'atto finale di un torneo dal montepremi altissimo, ma con una visibilità ridotta al pubblico di Netflix, che ha acquistato i diritti della manifestazione.
Dopo il ritiro per crampi a Shanghai, il fuoriclasse di Sesto ha riposato, recuperato energie in vista del finale di stagione e il risultato si è visto: contro Djokovic l'altoatesino è parso in grandissima forma, tanto che il serbo ha dovuto candidamente ammettere: "Mi spiace che questo bellissimo pubblico non abbia potuto vedere una partita più lunga, ma non è stata colpa. Ho provato ad intimidirlo, ma Jannik è un treno in corso, ha spaccato la pallina ad ogni scambio. Ho tentato di stargli dietro ma non c'è stato verso".
Sinner ha impiegato 63 minuti per avere ragione del serbo, Alcaraz ne ha utilizzati 70 per superare Fritz. Dopo Roma, Parigi, Wimbledon e New York (non considerando Cincinnati, dove l'altoatesino si è ritirato in finale), ecco l'ennesimo capitolo della saga.
Stavolta in palio non ci saranno un titolo Slam prestigioso, un albo d'oro nel quale iscrivere il proprio nome e un "pezzetto" di storia del tennis, ma tanti, tanti soldi. Il bilancio dei confronti diretti tra i due è nettamente a favore di Alcaraz che ha vinto 10 dei 15 match sin disputati.












