La notte "magica" del derby azzurro all'Us Open. Bertolucci: "Sinner logicamente favorito, ma Musetti ha buone carte da giocarsi".
"Se tutti e due giocano al 100% vince Jannik, se tutte e due giocano all’80% vince sempre Jannik. Se Lorenzo è al 100% e l’altro al 90% allora c’è partita e dopo lì vediamo cosa succede. L’altro giorno Sinner ha vissuto una giornata negativa con Shapovalov, il canadese giocava bene e l’azzurro male. Com’è finita? Ha vinto Jannik in quattro set. Ecco, quando Musetti sarà in grado di portare a casa quel tipo di partite, allora vorrà dire che avrà fatto il salto di qualità"

NEW YORK. Mai così bello, mai così azzurro, mai così divisivo. Il tennis italiano si è già "preso" l'Arthur Ashe Stadium un anno fa, quando Jannik Sinner superò in finale uno degli "idoli di casa", Taylor Fritz, e conquistò l'Us Open 2024, vincendo il suo secondo Slam della carriera.
Nel 2015 il tricolore era sventolato altissimo sopra i cieli di New York, ma in campo femminile: Flavia Pennetta superò in due set Roberta Vinci (che in semifinale aveva eliminato niente meno che Serena Williams) nella finalissima tutta italiana.
Stanotte - inizio alle 2.10 con diretta in chiaro su SuperTennis Tv e, in modalità pay per view, su SkySport, SkyTennis e in streaming su SkyGo e Now - non ci sarà in palio il trofeo, ma il passaggio in semifinale del tabellone maschile. E sarà un derby storico, sentissimo, teso, tra due amici che si sono conoscono molto bene e, insieme, hanno condiviso le gioie dei trionfi in Coppa Davis nel 2023 e nel 2024.
Da una parte il numero uno al mondo, 24 anni appena compiuti, a caccia di un bis che sarebbe sensazionale e del quinto titolo Slam, dall'altra Lorenzo Musetti, numero 10 del ranking, che è addirittura più giovane rispetto a Sinner con i suoi 23 anni e proverà a regalarsi una notte da leone.
Il tifo sarà ovviamente diviso e, alla fine, i supporters dello sconfitto saranno delusi. Inevitabile che accada ma, intanto, la sfida "super azzurra" dei quarti di finale dell'Us Open certifica, ancora una volta, che l'Italia del tennis è la prima "potenza" assoluta a livello mondiale. Senza "se" e senza "ma" con tutti gli altri paesi lontani anni luce dal movimento tricolore, che in questo momento, oltre ai due fuoriclasse, presenta altri sette atleti - Cobolli, Darderi, Sonego, Berrettini, Bellucci, Arnaldi e Nardi - tra i primi 100 della classifica.
Sinner è favorito: è il numero 1 al mondo (ma per esserlo alla fine del torneo dovrà fare meglio di Alcaraz, altrimenti ci sarà il sorpasso), è il campione in carica e, ad oggi, è il miglior giocatore del pianeta sul "veloce", ma Musetti non è una "vittima sacrificale". Non è "predestinato alla sconfitta" prima ancora di scendere campo, perché ha colpi ed esperienza per giocarsela.
E, comunque andrà a finire, per il tennis italiano sarà un momento - l'ennesimo - indimenticabile, grazie a quella che è e sarà una vera e propria "generazione d'oro".
"Sarà una notte magica, italiana - scrive il commentatore Paolo Bertolucci nel suo blog su La Gazzetta dello Sport -. A New York, per la prima volta a livello maschile, assisteremo a un derby azzurro nei quarti di finale degli Us Open, un derby particolare tra i due tennisti tricolori più forti del momento. Un match per tanti versi anche atteso, tra il numero 1 Jannik Sinner che entra in campo da logico favorito, visti i successi ottenuti in carriera, e Lorenzo Musetti, che ha con sé delle buone carte da mettere sul tavolo. Proviamo a indovinarle".
Ecco, allora, che l'ex "braccio d'oro" del tennis italiano prova a prevedere che match sarà.
"Partiamo dal braccio di "Muso" - prosegue la voce tecnica di Sky Sport -, sappiamo già che può attingere da diverse soluzioni ogni volta. Certamente con il dritto, ma soprattutto lavorando di più la palla, cioè sporcandola. L’ideale, per lui, sarebbe alternare situazioni più tenute, con colpi lenti e morbidi, a giocate più lavorate, con accelerazioni improvvise. Terzo aspetto è il famoso rovescio a una mano contro quello bimane di Sinner: significa senza dubbio avere di fronte i due migliori rovesci del circuito. Con questo colpo, Lorenzo è in grado di attingere anche al back e ad accelerazioni improvvise lungolinea, con i quali sicuramente può destabilizzare e farsi largo nella testa di Jannik. Significa guadagnare terreno, e a quel punto potrebbe anche fare un uso sapiente della palla corta per chiamare fuori posizione l’avversario. Che non vuol dire assolutamente abusarne. Sono tutti schemi sulla carta possibili, ipotizzabili, sempre che riesca a reggere il forcing che sicuramente Sinner sarà in grado di attuare da dietro. Sappiamo, infatti, che con la profondità dei colpi e la pesantezza di palla, anche il braccio più educato va incontro a una marea di difficoltà".
La tecnica, certo, ma a fare la differenza saranno anche la testa, la concentrazione, l'aspetto psicologico.
"Sarà, per Musetti, anche un test importante dal punto di vista mentale, un fattore che esula - ma fino a un certo punto - dall’aspetto tecnico - analizza Bertolucci -, dove Sinner è al momento il più forte al mondo, per vedere quanto è migliorato e quanto la forbice tra i due da questo punto di vista sia più o meno diminuita. Perché potenzialmente, il vero tallone d’Achille di Lorenzo è pensare di poter fare match pari con Jannik al meglio dei cinque set. Non avrà problemi dal punto di vista fisico, ne sono certo, ma sotto il profilo psicologico ci sono diversi punti interrogativi, per esempio la capacità di portare a casa partite “sporche”. Se riuscirà a superarli, allora potremmo assistere a un derby equilibrato e applaudire da una parte il Sinner visto con Bublik, in linea con le sue potenzialità e il suo valore, dall’altra un Musetti deciso a vivere una giornata particolare, di quelle in cui il giocatore parla con la palla, la colpisce quasi a occhi chiusi e si sente leggero, libero di mente per un lunghissimo tratto del match. Allora sì che non vedremmo la grande differenza che c’è tra il vincitore di quattro Slam e il toscano, tra il numero 1 e il numero 10 del ranking, che ha abbastanza talento dal poterla accorciare, anche di molto. Colmarla tutta in un match, invece, è complicato".
Dunque, come potrà Musetti contrastare lo strapotere, tecnico, mentale e fisico di Sinner?
"Anche qui, Musetti ha le armi per creare problemi a Sinner, può portarlo fuori posizione e affondare i suoi colpi - spiega -. Ma dovrebbe riuscire a farlo per tre ore e mezza, quattro, altrimenti come molla un secondo va sotto di 3 game e non lo riprende più. Se tutti e due giocano al 100% vince Jannik, se tutte e due giocano all’80% vince sempre Jannik. Se Lorenzo è al 100% e l’altro al 90% allora c’è partita e dopo lì vediamo cosa succede. L’altro giorno Sinner ha vissuto una giornata negativa con Shapovalov, il canadese giocava bene e l’azzurro male. Com’è finita? Ha vinto Jannik in quattro set. Ecco, quando Musetti sarà in grado di portare a casa quel tipo di partite, allora vorrà dire che avrà fatto il salto di qualità. Finché vincerà gli incontri dove tutto riesce alla perfezione, resterà un buonissimo giocatore, ma non potrà mai ambire a diventare il numero 1 del mondo. Stanotte ha una bella occasione per affrancarsi da questo limite: è vero che Sinner conduce 15-0 nei derby italiani, ma i record sono fatti per essere battuti".
Comunque andrà a finire, per il tennis azzurro si tratterà dell'ennesima giornata da incorniciare. Anzi, storica. E che nessuno pensi che il bicchiere "sarà mezzo vuoto". Vietato farlo.
"Non resta che goderci questo straordinario momento del tennis italiano - conclude Bertolucci -, chiunque vinca tra i due sarà poi favorito anche in semifinale, quindi è un altro Us Open da incorniciare. Mi preoccupano soltanto quelli che invece di assistere con gioia a un incontro tutto italiano dicono "che peccato, uno tra Sinner e Musetti se ne andrà a casa". Ci rendiamo conto che fino a pochi anni fa ci saremmo entusiasmati per un derby azzurro nei quarti? Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto stiamo volando alto, altro che disperarci perché Lorenzo è finito nella stessa parte di tabellone invece di incontrare De Minaur o un altro. Siamo davvero messi bene, ma così bene che a novembre, salvo sorprese, li ritroveremo entrambi alle Atp Finals di Torino, la grande festa di casa".












