''Per me Brignone non ci sarà alle Olimpiadi'', De Chiesa al via della stagione dello sci: "Per Goggia potrebbe essere un'annata d'oro. I giovani? Pochi e faticano"
Il punto sulla prossima stagione dell'ex membro della ''Valanga Azzurra''. Sul "Cannibale" Odermatt, dominatore in ambito maschile: "Lui è il numero uno indiscusso, un atleta fantastico, che mi piace tantissimo, perché è un vero uomo squadra. Lui si allena con la Nazionale, non ha un team privato, sta con i compagni, tifa per loro, si sente parte integrante del gruppo. Ha un'altra mentalità, punto e basta. Non vedo nessuno in grado d'impensierirlo"

TRENTO. Il Circo Bianco scalda i motori. Tra dieci giorni, sulla Rettenbach di Solden, prenderà il via la Coppa del Mondo edizione 2025 - 2026.
Sabato 25 ottobre sarà il momento del primo gigante femminile, il giorno successivo toccherà ai "colleghi" gigantisti, con il cannibale svizzero Marco Odermatt che andrà a caccia del quinto trofeo generale consecutivo e ha messo già nel mirino il lussemburghese Marc Girardelli, che ne ha vinti cinque.
L'Italia dovrà fare a meno di Federica Brignone? Probabilmente sì: la fuoriclasse valdostana non ha ancora sciolto le riserve ma, visto il gravissimo infortunio patito ad aprile 2025 durante i Campionati Italiani, sembra veramente utopia una sua partecipazione alle gare, sia quelle di Coppa del Mondo che quelle olimpiche di Milano Cortina, in programma a febbraio 2026.
Ecco, allora, che stagione sarà, in generale e per i colori azzurri? L'abbiamo chiesto a Paolo De Chiesa, ex membro della "Valanga Azzurra" e da oltre trent'anni la "voce" tecnica più autorevole di RaiSport e uno dei commentatori più rispettati dell'intero circuito.
De Chiesa, quale è lo stato di salute dello sci azzurro?
"Bisogna fare un distinguo tra maschile e femminile. E' chiaro che l'assenza di Federica Brignone priverà la Nazionale "in rosa" della sua punta di diamante, della campionessa uscente di Coppa del Mondo, ma abbiamo comunque una Sofia Goggia che potrà fare faville e speriamo in una rinascita di Marta Bassino. In ambito maschile, invece, qualche speranza dalle discipline veloci, mentre per quanto riguarda il settore tecnico la situazione è quantomeno complicata, tanto per usare un eufemismo".
Andiamo nello specifico: partiamo dal settore della velocità maschile.
"Dominik Paris ha 35 anni ma può ancora dire la sua e speriamo riesca ad esprimersi sui livelli dello scorso anno, quando è andato forte, vincendo in Norvegia sia in discesa che in SuperG, conquistando il terzo posto a Crans Montana e sfiorando il podio a Wengen e ai Mondiali di Saalbach. Speriamo anche in Mattia Casse, che ha vinto il SuperG in Val Gardena, sulla Saslong, poi si è fatto male a marzo. Poi abbiamo Florian Schieder e Pietro Zazzi che, però, non hanno mai ottenuto grandi risultati. Tra i giovani speriamo in Max Perathoner, 22enne che nel 2024 ha vinto due medaglie d'oro ai Mondiali juniores. Speriamo si sia ripreso dallo shock per quanto accaduto a Franzoso in Sudamerica, visto che il giovane altoatesino era su in partenza e sarebbe dovuto partire subito dopo sulla pista dove ha perso la vita Matteo".
E nelle discipline tecniche?
"Nel gigante abbiamo Luca De Aliprandini, trentino, che va forte e vale un piazzamento tra i primi dieci. Nella scorsa stagione ha centrato un fantastico terzo posto ad Adelboden: speriamo tiri fuori dal cilindro qualche super gara e ci regali soddisfazioni. Poi abbiamo Tommy Sala, che torna dopo un anno di stop e sarà da valutare. Alex Vinatzer sta lavorando per tornare a certi livelli in gigante e da Filippo Dalla Vite è arrivato qualche sprazzo. Lasciamo perdere, per entrambi, la medaglia d'oro conquistata nella gara a squadre ai Mondiali: se ci basiamo su quello commettiamo un grave errore".
Una considerazione: si tratta di atleti tutti piuttosto "esperti". Di giovani neanche l'ombra.
"Infatti è un grosso problema. Chi sono i giovani? Corrado Barbera? Se "perdiamo" un giovane che, due anni fa, è stato campione del Mondo juniores qualche domanda dobbiamo porcela. Speriamo che l'avvento di Mauro Pini come responsabile delle discipline tecniche dia i suoi frutti, anche se la strada appare in salita".
In ambito femminile cose sembrano andare meglio. Anche se dovremo rinunciare a Federica Brignone.
"Beh, stiamo parlando della vincitrice della Coppa del Mondo, di una straordinaria fuoriclasse che mancherà tantissimo. Io non credo lei correrà quest'anno e penso non ci sarà alle Olimpiadi. Che senso avrebbe per lei gareggiare non essendo al 100%? Certo che è abbiamo una Sofia Goggia che è fantastica, ha recuperato in maniera incredibile, si è allenata benissimo e questa può essere veramente una stagione d'oro per lei nelle discipline veloci, mentre in gigante - se sta bene - è lì tra le prime cinque".
A proposito di gigante, ci si aspetta un segnale anche da Marta Bassino.
"Che, ricordiamoci, nel 2021 ha vinto la Coppa del Mondo di specialità. E' reduce da un periodo difficile, sembra aver risolto il problema legato ai materiali: tornare a livelli altissimi non è mai facile, ma spero tanto di rivedere quella straordinaria atleta che, solamente quattro anni fa, ha conquistato un trofeo sensazionale. Poi ci sono Laura Pirovano, che è cresciuta tantissimo e, chissà, che questa non possa essere la stagione della consacrazione, mentre le sorelle Delago hanno certamente i "numeri", ma sono soggette a troppi alti e bassi e avrebbero bisogno di continuità".
Nello speciale, invece, c'è da registrare il grave infortunio patito pochi giorni fa da Marta Rossetti. Ci resta solamente Martina Peterlini.
"Per Marta mi dispiace tantissimo speriamo che Martina Peterlini possa fare qualche buon risultato: allo stato attuale della cose se arriva tra le prime dieci è un trionfo".
E' l'anno delle Olimpiadi: Cambia qualcosa nella preparazione stagionale per gli atleti?
"E' chiaro che si tratta di una stagione particolare, ma non credo nessuno possa permettersi di incentrare la preparazione solamente in vista dei Giochi Olimpici, "trascurando" - tra virgolette" - la Coppa del Mondo, che è il circuito "vero". E poi non credo sia pensabile andare piano, al "risparmio" per tre mesi, per poi esplodere alle Olimpiadi. I "big" non faranno certamente "conti" di sorta, non possono permetterselo. Certo, chi partirà a mille a ottobre, poi magari avrà un calo a marzo, ma quello è indipendente dall'appuntamento olimpico".
In generale: Odermatt "over the top" e poi... tutti gli altri.
"Lui è il numero uno indiscusso, un atleta fantastico, che mi piace tantissimo, perché è un vero uomo squadra. Lui si allena con la Nazionale, non ha un team privato, sta con i compagni, tifa per loro, si sente parte integrante del gruppo. Ha un'altra mentalità, punto e basta. Non vedo nessuno in grado d'impensierirlo. Stiamo parlando di un atleta che ha vinto le ultime quattro Coppe del Mondo generali e, per il secondo anno di fila, anche quelle di discesa, SuperG e gigante. Se può diventare uno dei più grandi della storia dello sci? No, no, lo è già assolutamente, senza "se" e senza "ma". Gli avversari? Marco Schwarz doveva essere "l'alternativa", ma obiettivamente lo svizzero è di un altro mondo. Anche Loic Meillard è bravissimo, ma con l'Odermatt di oggi non si compete e Aleksander Kilde "non c'è più". L'ultimo fuoriclasse al suo livello è stato Hermann Maier".
E in ambito femminile?
"Senza Brignone, credo la favorita sia assolutamente Lara Gut, che potrebbe chiudere in bellezza. Sofia Goggia è certamente competitiva, ma in gigante tra le due la svizzera è più forte. Lara Colturi? Brava nelle sue discipline, speciale e gigante, potrà crescere molto, ma non la vedo competitiva in chiave classifica generale".












