Quella volta che Fondriest vinse la Milano - Sanremo e Cipollini lanciò la bici rompendo il lunotto dell'auto del direttore di corsa. Il racconto
Vinse Maurizio Fondriest (storia meravigliosa, era diventato papà il giorno prima), arrivò con un po' di vantaggio e vicino all'arrivo rallentò molto per godersi il trionfo (giustamente). La cosa meno giusta la fece il fratello Francesco che, sull'entusiasmo del momento, gli corse incontro sull'arrivo (e qui entra in gioco l'organizzazione precaria, come può accadere che una persona possa invadere il percorso, ma soprattutto sulla linea d'arrivo?). Partito lui, fotografi e tifosi lo seguirono per immortalare il romanticismo del momento, come se la gara fosse finita, senza pensare che arrivava un gruppo di bufali inferociti" scrive "SuperMario"

TRENTO. Quella volta che Mario Cipollini lanciò la bicicletta contro il lunotto posteriore - mandandolo ovviamente in frantumi - dell'auto del direttore di corsa.
Milano - Sanremo del 1993: quello che poi sarebbe stato ribattezzato il "Re Leone", vincitore di 189 corse in carriera, campione del mondo a Zolder nel 2002, non era ancora uno dei velocisti più forti della storia, ma un giovane che era passato professionista appena quattro anni prima e "sgomitava" in cerca di piazzamenti importanti.
Il 20 marzo 1993 era lanciato verso il secondo posto nella classica "monumento" che apre la stagione delle grandi corse europee quando accadde l'impensabile. Quello fu il giorno del trionfo del trentino Maurizio Fondriest, che non era certamente uno sconosciuto (insomma, cinque anni prima si era laureato campione del mondo a Renaix, in Belgio): sul Poggio staccò tutti e arrivò in solitaria sul traguardo sanremese, festeggiando così nel migliore dei modi la nascita della primogenita Maria Vittoria, venuta alla luce il giorno prima.
Fondriest vinse a braccia alzate, subito al di là della linea d'arrivo si scatenò il finimondo, con tante, troppe, un numero incredibile di persone che gli corsero incontro. Il tutto mentre, alle spalle del fuoriclasse noneso, sopraggiungeva a grandissima velocità il gruppo. Sì, perché un secondo o un terzo posto alla "Sanremo" valgono tantissimo.
Alle spalle di Fondriest arrivò Gelfi, mentre Sciandrì salì sul terzo gradino del podio dopo una volata "condizionata" dal fatto che in tantissimi - compreso Cipollini, come lui stesso racconta - tirarono i freni per non schiantarsi a terra o investire un gran numero di persone che erano lì dove non avrebbero dovuto essere.
Il tutto, secondo quanto riporta il "Re Leone", causato da un eccesso di entusiasmo del fratello di Maurizio, Francesco, che diede il "la" ad un'invasione pericolosissima, che scatenò l'ira dei corridori. Le immagini, disponibili su Youtube, mostrano la ripresa aerea con il lunotto sfondato dalla bici lanciata da Cipollini contro l'auto del direttore di corsa, diverse ambulanze che sfilano tra due ali di folla, ormai al di qua delle transenne e alcuni corridori portati via, doloranti, in barella.
"La mia reazione (forse esagerata) - scrive sui propri canali Cipollini, ricordando quell'episodio - nacque dal sistema organizzativo, molto discutibile!!! Vinse Maurizio Fondriest (storia meravigliosa, era diventato papà il giorno prima), arrivò con un po' di vantaggio e vicino all'arrivo rallentò molto per godersi il trionfo (giustamente). La cosa meno giusta la fece il fratello Francesco che, sull'entusiasmo del momento, gli corse incontro sull'arrivo (e qui entra in gioco l'organizzazione precaria, come può accadere che una persona possa invadere il percorso, ma soprattutto sulla linea d'arrivo?). Partito lui, fotografi e tifosi lo seguirono per immortalare il romanticismo del momento, come se la gara fosse finita, senza pensare che arrivava un gruppo di bufali inferociti".
Ecco, allora, che accadde il "patatrac".
"Io ero nel gruppo inseguitore - prosegue "SuperMario" - e stavamo lottando nello sprint per le piazze d'onore (immaginate un velocista, poco più che neo professionista, in gruppo che lotta per un piazzamento che può svoltare la propria carriera)... Insomma sono a centro strada che sto per vincere lo sprint e quando allungo lo sguardo per il colpo di reni, vedo la croma rossa dell'organizzazione ferma (avvolta dal pubblico). Invece del colpo di reni fui costretto ad aggrapparmi ai freni per evitare uno scontro indescrivibile! Caduta generale con atleti a terra tra pubblico, macchine e moto! La mia reazione interna fu quella della delusione: un risultato eccellente svanito per la capacità dell'organizzazione di gestire la linea d'arrivo... e lì gettai la bici nel lunotto della vettura del direttore di corsa!!".












