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Trento
20 marzo | 17:20

La Milano - Sanremo. Cassani a il Dolomiti: "Pogacar va ancora più forte, ha appena fatto il record sulla Cipressa. E' l'uomo da battere, ma van der Poel è in forma e vuole il tris"

"Attaccherà sulla Cipressa e poi proverà ad andarsene da solo. E' vero che dallo scollinamento mancheranno ancora 20 chilometri al traguardo e un'altra ascesa, ma cosa sono 20 chilometri per lui? Nulla. Per me lo sloveno è ancora più forte dello scorso anno. Questo lo dicono anche i dati e poi ha messo la Milano - Sanremo tra i suoi obiettivi stagionali, correndo anche un po' meno rispetto al solito. Ganna? E' un po' indietro di condizione, ma conosce benissimo il tracciato"

TRENTO. Pogacar contro tutti, tutti contro Pogacar.

 

Che, tradotto in termini "spicci", significa van der Poel e forse Ganna contro lo sloveno, perché solamente l'olandese e forse l'italiano sono in grado di reggere il ritmo, gli strappi e la potenza del fuoriclasse di Komenda, che sul traguardo di via Roma non ha ancora vinto in carriera e per il quale la Milano - Sanremo è già diventata un'ossessione.

 

Dopo l' "antipasto" delle Strade Bianche, con il trionfo - il quarto in carriera - di Tadej Pogacar sul traguardo di Siena, al termine della "solita" incredibile azione individuale, l'attesa è ormai alle stelle per quella che è la "Classicissima" di primavera, la prima delle "Monumento" della stagione.

Domani, sabato 21 marzo, come nel 2024 e nel 2025, la corsa partirà da Pavia, punterà verso Milano, poi ancora Pavese, una "divagazione" e a Tortona verrà ripreso il percorso classico, con Ovada, il passo del Turchino, l'Aurelia, Varazze, Savona, Albenga e Imperia, la sequenza dei Capi (Mele, Cervo e Berta) ed ecco, infine, la Cipressa e il Poggio e, infine, l'arrivo in via Roma a Sanremo.

 

L'uomo da battere sarà il "Cannibale" del Terzo Millennio, che vuole iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro dopo due terzi posti, ma dovrà fare i conti con l'enorme voglia di "tris" di van der Poel, trionfatore anche lo scorso anno al termine di una delle edizioni più belle di sempre.

 

Insomma, una delle gare più belle e prestigiose del mondo promette, ancora una volta, grande spettacolo. In attesa di tornare in postazione per raccontare il Giro d'Italia, Davide Cassani, che proprio quest'anno festeggia i 30 anni da commentatore tecnico Rai (era il 1996 quando l'allora direttore Marino Bartoletti gli affidò il ruolo di seconda voce), prova a "fare le carte" alla corsa.

 

"Sì, possiamo dire che sarà Pogacar contro tutti - esordisce Cassani -: per me lo sloveno è ancora più forte dello scorso anno. Questo lo dicono anche i dati che abbiamo a disposizione e poi ha messo la Milano - Sanremo tra i suoi obiettivi stagionali, correndo anche un po' meno rispetto al solito. Proprio per questo ha accelerato la preparazione per arrivare alla "Sanremo" con una condizioni ottimale, ancora migliore rispetto al passato. Non avrà due gregari fortissimi quali Narvaez e Wellens, ma potrà contare su di una "spalla" eccezionale quale è Del Toro, che gli permetterà di rendere la corsa ancora più dura nel finale".

 

Lo sloveno attaccherà sulla Cipressa o aspetterà il Poggio?

"Sulla Cipressa, che è salita più dura rispetto al Poggio, dove lo scorso anno ha fatto il record di ascesa in gara. Ha migliorato tale primato poche settimane fa, anche se è salito dietro una moto e questo significa che è in grande forma e, soprattutto, ha preparato questa Milano - Sanremo ancora più attentamente rispetto allo scorso anno E' vero che dalla fine della Cipressa al traguardo mancheranno ancora 20 chilometri, ma cosa sono per lui, che ci ha abituato a fughe in solitaria anche di 80 chilometri? Certamente proverà a staccarli tutti lì per andarsene da solo per non correre alcun rischio".

 

L'avversario numero uno, probabilmente l'unico in grado di contendergli al vittoria, è van der Poel.

"Che ha già vinto due volte a Sanremo, che lo scorso anno non ha perso un centimetro dallo sloveno quando questi attaccava e cercava di lasciarlo lì, per poi superarlo nell'entusiasmante finale. Basterà? Vedremo. Sicuramente Tadej è il favorito, ma van der Poel resta un fuoriclasse".

 

Pippo Ganna potrà essere il terzo incomodo nella sfida a due tra lo sloveno e van der Poel?

"Rispetto allo scorso anno è un po' indietro con la preparazione e sarà dura per lui reggere il ritmo degli altri due. Dalla sua ha il fatto di conoscere benissimo la "Sanremo", ma lo vedo un passo indietro rispetto allo sloveno e all'olandese".

 

C'è qualche altro italiano che potrebbe essere protagonista?

"Difficile. Giulio Pellizzari è più da corsa a tappe, Antonio Tiberi non sarà al via e gli altri non possono reggere il ritmo in salita che verrà impresso dai "top". Ma qui il riferimento non è solamente agli italiani, ma a tutti i partecipanti. Chi potrebbe fare una buona gara e magari ottenere un buon piazzamento è Andrea Vendrame della Jayco AlUla".

 

La Uae ha scelto di non mandare Del Toro al Giro d'Italia, dove il capitano sarà Almeida. Il messicano sarà al Tour de France per fare esperienza. La scelta è condivisibile?

"Sì, è una decisione ponderata, logica e con lo sguardo rivolto al futuro. La Uae porterà Del Toro in Francia ovviamente per supportare Pogacar ma, allo stesso tempo, per conoscere il Tour e imparare "come sì fa a vincere". E, attenzione, al Giro potranno schierare un altro campione del calibro di Almeida, che sarà l'uomo di classifica e uno dei favoriti per la vittoria finale".

 

La squadra emiratina è la più forte di sempre nel ciclismo moderno?

"E' senza una formazione di altissimo livello, ma non direi la più forte di sempre. Basti pensare alla Ineos (prima Team Sky) che faceva primo e secondo al Tour de France, di cui ha vinto sette edizioni praticamente consecutive e tre Giri d'Italia. In entrambi i casi si tratta di formazioni dal budget nettamente superiore alle altre che ti permettono di avere un organico unico al mondo, sia a livello di campioni che di gregari".

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