Sinner è pronto al rientro. Paolo Bertolucci: "Lui è un extraterrestre, potrebbe tornare già al top. La Pellegrini lo attacca? Non è la prima volta che parla a sproposito di Jannik"
C'è poi la questione del nuovo allenatore che sostituirà Cahill per affiancare Vagnozzi. "Dovrà essere un top dei top. Un allenatore esperto, che abbia vissuto personalmente la "condizione" di numero uno o abbia già allenato un grandissimo, che sappia perfettamente cosa significhi scendere in campo favorito, che conosca perfettamente le pressioni del caso". E poi: 'La Pellegrini? Ha detto cose inesatte'"

TRENTO. Tra undici giorni Jannik Sinner tornerà in campo. Finalmente, dopo aver scontato i tre mesi di squalifica patteggiati con la Wada, il numero 1 al mondo ritroverà il proprio habitat naturale, l'emozione e il trasporto dell'agonismo.
E, a partire dal 9 maggio, il fuoriclasse di Sesto, che guida sempre saldamente il ranking (per la serie: "il potere logora chi non ce l'ha"), sarà protagonista agli Internazionali d'Italia. L'attesa è febbrile, non solamente nella Capitale e in tutta Italia, perché Sinner è un "patrimonio mondiale" dello sport, ammirato - non solamente per le gesta sportive - in ogni angolo del paese.
Ecco, allora, che le domande sorgono spontanee: come rientrerà Sinner dopo uno stop di quasi 100 giorni? Sarà subito pronto o avrà bisogno di "rodare"? La voglia di tornare a fare quello che gli riesce meglio di tutto (e meglio di chiunque altro al mondo) e il lavoro svolto in tranquillità in questi mesi saranno più "forti" della sosta forzata?
Gli interrogativi sono diversi, così come cresce la curiosità riguardo al nome del nuovo coach che prenderà il posto di Darren Cahill, che ha annunciato il suo addio a fine stagione, a fianco di Simone Vagnozzi. Chi sarà? Chi aiuterà l'altoatesino a migliorare ulteriormente su veloce ed erba e gli permetterà di compiere il definitivo salto di qualità sulla terra rossa?
Chi meglio di Paolo Bertolucci, il "braccio d'oro" del tennis italiano, la "voce" di Sky, uno dei commentatori più autorevoli di tutto il mondo, può rispondere ai nostri quesiti?
Bertolucci, tra meno di due settimane terminerà la squalifica di Sinner, che potrà tornare finalmente in campo. Sarà subito pronto o avrà bisogno di un "rodaggio"?
"Me lo aspetto bello carico, pimpante, determinato. Ad un tennista "normale" per tornare in forma servirebbero un paio di tornei e, almeno, 5 - 7 partite. Ma qui stiamo parlando di uno che normale non è e, dunque, non è assolutamente da escludere che subito ritroveremo il Sinner che conosciamo. Anzi, forse addirittura più forte, per un semplice motivo. A memoria d'uomo non ricordo nessun tennista che sia rimasto fermo per 3-4 mesi e non per infortunio. Durante questo lungo periodo ha potuto allenarsi regolarmente, senza precauzioni, senza dover lasciare a riposo una parte del corpo e tornerà con la testa "libera" e non di chi, invece, magari è bloccato psicologicamente per paura di una ricaduta. Si è potuto allenare praticamente per 100 giorni senza doversi spostare, dedicando tempo ad altre attività, liberando anche la testa e lavorando in maniera specifica, sia dal punto di vista tecnico che fisico".
Rientrerà ufficialmente agli Internazionali di Roma. Dire che l'attesa è alle stelle è dire poco.
"Ah senza dubbio siamo a livelli altissimi e, conseguentemente, ci sarà un'enorme pressione su di lui. Ancora maggiore rispetto al solito. Se ci fosse uno stadio da 30mila posti probabilmente si riempirebbe. Il clima sarà pazzesco anche se, l'abbiamo visto in passato, Sinner è amato in tutto il mondo. Diciamo che a Roma il "calore" sarà più evidente per l'indole del pubblico rispetto a Wimbledon, ad esempio, dove sono più pacati. Ma, anche lì, ve lo posso assicurare, Jannik è un idolo".
C'è poi la questione del nuovo allenatore che sostituirà Cahill per affiancare Vagnozzi. Il "toto" nomi impazza ogni giorno di più. Quale è l'identikit del "perfetto" tecnico per Jannik?
"Ovviamente un top dei top. Un allenatore esperto, che abbia vissuto personalmente la "condizione" di numero uno o abbia già allenato un grandissimo, che sappia perfettamente cosa significhi scendere in campo favorito, che conosca perfettamente le pressioni del caso, che sia completo, insomma. E, per "completo", intendo che sappia lavorare dal punto di vista tecnico - tattico, ma che sappia anche migliorarlo per quanto riguarda il linguaggio del corpo, nella gestione delle situazioni. Gli aspetti sono numerosi e lui è già bravissimo adesso a gestirli alla perfezione, figuriamoci con una guida di primissimo livello. C'è poi, fondamentale, anche l'aspetto caratteriale: il nuovo allenatore dovrà avere lo stesso "stile di Sinner, cioè essere calmo, tranquillo e dovrà piacere, ovviamente, a Jannik. Quello tra allenatore e atleta è un vero e proprio "matrimonio": bisogna stare bene assieme, andare d'accordo e condividere tutto o quasi".
Qualche nome? Chi sceglierebbe lei?
"Non posso esprimermi su chi sarebbe meglio, perché - come ho detto - subentrano anche tutti gli aspetti personali e "intimi", quindi la valutazione non può essere compiuta da un "esterno". Gli allenatori "top" sono quelli che tutti conoscono: Moya, Ferrero, Norman, Ivanisevic, Ljubicic. Forse ne dimentico qualcuno, ma il cerchio è ristrettissimo".
E' uscito anche il nome di Agassi. Potrebbe esserci qualcosa di di vero o si tratta di una semplice suggestione?
"Direi di sì. Il suo nome è stato fatto, probabilmente, perché è stato allievo di Cahill, attualmente allenatore di Jannik. Vive a Las Vegas, ha allenato per un breve periodo Djokovic e non ha l'esperienza - da tecnico - sottolineo, da tecnico, degli altri nomi allenatori "top" a livello mondiale".
Si è parlato anche di Seppi, altoatesino come Sinner?
"Sono amici, Andreas ha frequentato per vent'anni il circuito, è stato un ottimo tennista e, certamente, dal punto di vista caratteriale, sarebbe perfetto per affiancare Jannik. Ma, se parliamo d'esperienza, quella a livello di tecnico gli manca per seguire il numero 1 al mondo".
Sarà una scelta da non sbagliare assolutamente.
"Chiaro. Sinner non è una macchina, non è una fuoriserie, è una Formula 1 del livello della McLaren o, se preferite, della Red Bull. E' il più forte, ma compete con altre Formula 1 e, dunque, se nell'ingranaggio entra anche un solo granellino di sabbia si rischia il cortocircuito. Ma sono assolutamente certo che lui e il suo team non sbaglieranno la scelta. Anzi".
Un commento, infine, alle parole di Federica Pellegrini e Serena Williams su Sinner?
"Per quanto riguarda Serena Williams credo servano i piedi di piombo: quella frase è stata estrapolata da un intervento più lungo? Il suo intervento è stato tradotto correttamente? Bisogna vedere cosa ha detto esattamente. Federica Pellegrini, invece, ha sbagliato, ha detto cose inesatte ed è doppiamente grave che tali affermazioni arrivino da chi fa parte del Cio e del Coni. Lei ha detto che 'diventa una mia responsabilità se il fisio usa una crema su di me e poi io risulto positivo'. Questo non corrisponde assolutamente a verità, perché il fisioterapista non ha usato alcuna crema su Sinner, che è stato contaminato dalla sostanza che era presente sul dito del fisioterapista stesso. E, tra l'altro, è stato condannato per un qualcosa per cui nessuno è stato accusato. Ma non è la prima volta che Federica Pellegrini parla a sproposito di Jannik, vedi le critiche per non aver partecipato alle Olimpiadi. Ma lui è troppo forte, impermeabile ai "veleni" altrui. E l'ha dimostrato nell'ultimo anno e mezzo quando, tra una partita e l'altra, durante la notte, doveva fare le call con i suoi avvocati. Poi tornava in campo e vinceva, nonostante vivesse una situazione difficilissima. A parte Wimbledon l'ha fatto sempre. Ma lui, infatti, anche per questo, non è normale: è di un altro pianeta".












