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Trento
19 agosto | 13:33

Sinner, il ritiro a Cincinnati. Le possibili cause. Bertolucci: "Sono cose che possono capitare: tutto il resto sono chiacchiere. La programmazione va comunque rivista"

Cosa è accaduto? Si è parlato di un virus intestinale, di un colpo di calore, della torta di compleanno con panna che ha mangiato per festeggiare il suo 24esimo compleanno, fatto sta che l'altoatesino non era veramente più in grado di continuare. "Cosa sia accaduto lo sanno solamente Jannik e il suo team noi siamo in Italia e non possiamo esprimerci con certezza, così come non possono farlo tutti quelli che scrivono sui social a sproposito. Come ha detto giustamente Sinner sono cose che possono capitare e nel tennis, se non stai bene, non riesci a giocare una partita intera"

TRENTO. Venti minuti. Tanto è durata l'attesissima finale del Masters 1.000 di Cincinnati tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, in quello che avrebbe dovuto essere l' "atto quarto" dell'eterna sfida tra il numero 1 e il numero 2 del mondo, gli incontrastati dominatori del tennis di oggi.

 

Poi, sul 5 a 0 in favore dello spagnolo, che aveva già "breakkato" due volte l'azzurro, incapace di reagire di fronte alle bordate dell'iberico, il fuoriclasse di Sesto ha detto "basta". "Non ce la faccio, sto troppo male" ha comunicato al direttore del torneo e ai sanitari che erano intervenuti per soccorrerlo. Si è tolto la protezione al gomito, il polsino, ha abbracciato Alcaraz e lo speaker ha comunicato che Sinner non avrebbe continuato l'incontro.

 

Cosa è accaduto? Si è parlato di un virus intestinale, di un colpo di calore, addirittura della torta di compleanno con panna che ha mangiato per festeggiare il suo 24esimo compleanno quale causa, fatto sta che l'altoatesino non era veramente più in grado di continuare.

 

Il match non aveva avuto alcuna storia sino a quel momento e la musica non sarebbe certamente cambiata: troppo debilitato il numero 1 al mondo per reggere, anche solo parzialmente, ad un avversario che, invece, appare in ottima forma e ha accorciato sensibilmente le distanze in classifica generale.

 

Il divario tra i due è attualmente di 1.890 punti e all'Us Open Jannik "scarterà" 2mila punti, mentre Alcaraz solamente 50. Tradotto in "soldoni", lo spagnolo inizierà il torneo che prenderà il via il 24 agosto sui campi di Flushing Meadows da numero uno nella classifica live con 60 punti di margine sull'altoatesino. E, in caso di vittoria, a New York, anche in una finale diretta, il murciano sarebbe certo di riguadagnare la posizione numero 1 del ranking.

 

Sinner ha annunciato che non parteciperà al doppio misto e si concentrerà esclusivamente sul singolare. Si prenderà due giorni di riposo e poi inizierà a lavorare in vista dell'ultimo Slam dell'anno. "Di solito parto parlando dell'avversario - ha spiegato a fine gara -, ma oggi è giusto partire dal pubblico. Da ieri (domenica, ndr) non mi sentivo bene. Speravo di migliorare nel corso della notte, ma invece sono peggiorato. Mi dispiace tanto perché molto di voi il lunedì lavorano o hanno altro da fare e invece sono venuti qui. Grazie per il sostegno e per aver capito la situazione. Mi dispiace deludervi, ma a volte capitano queste situazioni e bisogna saperle accettare. E' stato uno dei tornei più caldi che abbia mai giocato. Grazie per il sostegno e alle persone che sono venute. Ci rivediamo l'anno prossimo... sperando di essere in una condizione migliorare".

 

L'ipotesi più probabile è che il fuoriclasse di Sesto sia stato colpito da un virus intestinale che lo ha debilitato. Il gran caldo ha poi acuito il problema e reso "ingiocabile" una sfida di altissimo livello anche se, probabilmente, in quelle condizioni il numero 1 al mondo avrebbe faticato contro chiunque.

 

Insomma, il problema sembra essere "passeggero", ma un po' di preoccupazione, a cinque giorni dall'avvio dell'Us Open (il cui sorteggio si terrà giovedì), c'è. Inutile negarlo.

 

"Cosa sia accaduto lo sanno solamente Jannik e il suo team - esordisce Paolo Bertolucci, la voce tecnica di Sky e uno dei commentatori più autorevoli al mondo -: noi siamo in Italia e non possiamo esprimerci con certezza, così come non possono farlo tutti quelli che scrivono sui social a sproposito. Come ha detto giustamente Sinner sono cose che possono capitare e nel tennis, se non stai bene, non riesci a giocare una partita intera. L'ho visto relativamente preoccupato e, dunque, non trattandosi di un problema muscolare, se il primo a non essere agitato è lui, non vedo perché dovrebbero esserlo gli altri. In queste situazioni, come dice, "come fai, sbagli". Se non fosse sceso in campo allora il ritornello sarebbe stato "perché non è sceso in campo e non ha provato", se avesse concluso la partita avrebbe perso 6-0, 6-1 e allora tutti a dire "in quelle condizioni sarebbe stato meglio che non avesse giocato". Ha provato, non ce la faceva e si è ritirato. Non è la prima volta che succede: c'è ovviamente grande dispiacere perché tutti aspettavamo un'altra super partita, ma chi lo colpevolizza non capisce niente".

 

La temperatura era elevatissima. Le condizioni erano comunque "impegnative".

"Vabbè, si è sempre giocato con 30 gradi e non si può pretendere che ci sia sempre un campo coperto. Sono pochi i tornei che possono disporre anche di un terreno di gioco con copertura. Fa parte di questo sport. Piuttosto mi chiedo come sia possibile che a Cincinnati abbiano speso 260 milioni di dollari per ampliare e realizzare un centro meraviglioso e poi, dalla televisione, non si riesca a vedere la pallina. Ma qualcuno glielo avrà fatto notare che il colore del fondo impedisce di vedere la pallina? Quello è incredibile".

 

L'evento è stato particolarmente impattante perché si trattava della finale e del numero 1 al mondo.

"Certamente, ma quale potrebbe essere la soluzione. Tenere in ballo il semifinalista sconfitto e, in caso di forfait del vincitore, farlo subentrare. Non sarebbe giusto: perché, poi, a vincere il torneo, potrebbe essere un atleta eliminato nel turno precedente. Mi ripeto: è una cosa che può succedere nello sport, in qualsiasi disciplina, non solamente nel tennis. Nel caso specifico ha avuto tanta risonanza perché stiamo parlando del numero 1 al mondo che affronta il numero 2 nell'ennesimo capitolo di una grande, grandissima rivalità".

 

Si è parlato, tantissimo, della calendarizzazione del tornei, della durata eccessiva dei Masters 1.000 e degli impegni ravvicinatissimi. Andrebbe rivista la programmazione?

"Eh, ma come? I tornei importanti sono 13, i 4 Slam e 9 Masters 1.000, poi c'è il Six Kings. Non è così semplice. Gli atleti si lamentano ma poi, di fronte al prize money e ai bonus raddoppiati, non si tirano indietro. Auspico un tavolo di confronto tra tutte le componenti - atleti, organizzatori, sponsor - per migliorare la programmazione ma, lo ripeto, non certamente un'impresa facile. Sinner e Alcaraz, infatti, sono andati a Toronto, altrimenti avrebbero dovuto disputare uno Slam e due Masters 1.000 nel giro di un mese e mezzo, a due sole settimane dalla fine di Wimbledon. I giocatori hanno dei ritmi che sono semplicemente folli, perché devono conciliare la classifica con tutto il resto ma, con queste "road map", nella migliore delle ipotesi hai dei cali vertiginosi, nella peggiore ti fai male. Un esempio? Pensate a Cobolli: Wimbledon, Bari, Torono e Cincinnati in poco più di un mese".

 

Il Masters 1.000 di Cincinnati è durato dodici giorni. Decisamente troppo, verrebbe da dire.

"Quello sì. Bisognerebbe tornare al torneo di una settimana, chiaramente con 64 atleti e non più 96. Il Masters 1.000 si svilupperebbe in sette giorni, con almeno due di riposo. Anche riguardo a questo, tutti si lamentano ma, come ho detto, poi tutti partecipano. E ci sono anche altre questioni".

 

Tipo?

"Penso agli orari, ad esempio. Non è possibile che un tifoso, un appassionato venga a conoscenza dell'orario d'inizio di un match solamente il giorno prima, con tutte le variabili - tra l'altro - del caso, vedi la durata del match match precedente, la pioggia. Quelle fanno parte del "gioco". Sul resto si può e si deve fare di più".

 

All'Us Open Sinner sarà il favorito?

"Il giorno del suo compleanno mi hanno chiesto cosa auguravo a Jannik e io ho risposto "la salute". D'altronde cosa si può dire ad un ragazzo di 24 anni, che è il numero 1 al mondo e ha tutto. Quindi se starà bene sarà certamente il favorito e non potrebbe essere altrimenti, visto che è in testa alla classifica. Ha detto che in un paio di giorni smaltirà il problema che ha accusato e, dunque, auspichiamo di ritrovarlo in grande forma per difendere il titolo conquistato lo scorso anno. Però, lo ripeto per l'ennesima volta, per vincere a questi livelli devi essere al top".

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