''Tre momenti difficilissimi e uno incredibile quando delle persone mi hanno ospitato a casa'', l'impresa di Francesco Fumanelli: 4.000 chilometri e 40 di dislivello tutti in bici
Il 39enne trentino è arrivato ieri mattina nei Paesi Bassi dove era fissato l'arrivo dopo che era partito sabato 26 luglio, dalla Puglia. La sua intervista al termine della Via Race Chapter II

TRENTO. Ce l'ha fatta. Francesco Fumanelli ha concluso la faticosissima Via Race Chapter II, un'avventura di 4.000 chilometri caratterizzata dalla totale autosufficienza del ciclista e dalla libertà di percorso che sceglie lo stesso corridore. Il 39enne trentino è arrivato ieri mattina nei Paesi Bassi dove era fissato l'arrivo dopo che era partito sabato 26 luglio, dalla Puglia. Oltre ad aver coperto una distanza colossale, 4mila chilometri, ha anche superato 40mila metri di dislivello eppure Francesco è riuscito a chiudere l'impresa con addirittura due giorni di anticipo. Un'impresa che si caratterizza oltre che per le distanze, le salite e le discese e il fatto che va vissuta tutta d'un fiato perché l'organizzazione non fornisce una traccia Gps da seguire, ma solo alcuni "checkpoint" obbligatori che i partecipanti devono raggiungere.
Francesco cos'è stata per te questa gara? Come l'hai vissuta?
È stata un'esperienza incredibile, quasi due settimane intense. A volte è stato talmente potente e provante che devo concentrarmi per mettere in ordine i ricordi. Ho cercato questa esperienza proprio per l'aspetto psicologico e la gestione mentale della fatica. La 4.000 mi ha fatto sentire appieno ciò che cercavo: una vera e propria montagna russa di emozioni, con momenti in cui ti senti invincibile e altri in cui ti chiedi perché lo stai facendo.
Hai mai dubitato della tua scelta o hai avuto momenti di paura?
Non ho mai messo in discussione la mia scelta, né mi sono pentito. Ho avuto paura solo in un paio di momenti, quando ho temuto di non riuscire a proseguire. Ma, in generale, non ho mai avuto dubbi sul mio percorso.
Quali sono stati i momenti più difficili e bassi che hai affrontato?
Ne ho avuti tre. Il primo è stato durante la salita al gate 7, di notte, con pioggia, nebbia e freddo. Ero esausto e il freno anteriore non funzionava, tanto che ho dovuto fermarmi e dormire un'ora a bordo strada. Il secondo è stato un momento "drammatico" a causa di una pioggia fortissima per la quale non avevo l'attrezzatura necessaria. Il terzo è stato l'ultima notte, quando ho dovuto affrontare il percorso con solo due ore di sonno, fermandomi innumerevoli volte per cercare le energie rimaste.
E i momenti più belli e significativi?
I momenti più alti sono stati sicuramente legati alle persone. C'è stata una gioia sincera nell'incontrare altri ciclisti, anche se per la prima volta, condividendo brevi momenti di conforto. Inoltre, ho vissuto esperienze incredibili come quando una persona che non conoscevo mi ha offerto un posto dove dormire sul suo divano. È stato pazzesco, mi ha ospitato, ho fatto la doccia... tutto dal nulla. Mi ha sorpreso anche l'energia che ho percepito da chi mi seguiva sui social, il supporto della mia famiglia e la mia voglia di tenermi sveglio e non farmi pensare al tempo.
Hai menzionato un ambiente speciale. Che cosa hai scoperto durante questa gara?
Ho scoperto un ambiente super accogliente e un gruppo di persone che si sfidano. Ho capito che è proprio la sfida della gara a darmi la spinta per affrontare giornate così lunghe. Ma ciò che mi ha colpito è l'ambiente di rispetto e accoglienza che ho trovato, una vera e propria comunità. Nonostante la parola possa sembrare consumata, ho percepito che era una cosa molto vera e genuina.
Come valuti la sfida dal punto di vista fisico e mentale?
A livello mentale è stato molto impegnativo. Mantenere la concentrazione per così tanti giorni è davvero estenuante. A livello fisico, invece, è stupefacente vedere come il corpo possa mantenere un'andatura del genere ininterrottamente. La difficoltà più grande è stata proprio la gestione del sonno.
Qual è la cosa che ti ha lasciato di più questa esperienza?
Al di là del risultato, questa esperienza mi ha permesso di avere una conoscenza ancora più profonda con le persone che fanno parte della mia vita. Ho rafforzato il legame con la mia famiglia, che mi ha supportato al telefono per ore, e con tutti gli amici che mi hanno scritto per incitarmi. È stata un'esperienza davvero emozionante.
C'è qualcun altro che vorresti menzionare?
Sì, gli organizzatori della gara. Stanno facendo un lavoro fantastico e hanno fatto una scelta di vita, investendo per costruire una comunità di ultra-ciclisti che amano questo tipo di sfida. Il loro obiettivo è creare un ambiente sano, accogliente e sfidante per tutti. Approfitto per ringraziare ancora una volta la mia famiglia, i miei amici e tutti quelli che mi hanno accompagnato durante questa mia incredibile avventura.












