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Trento
12 luglio | 20:41

"Un momento eccezionale per tutto lo sport italiano. Il favorito? Alcaraz 51%, Sinner 49%. Per vincere Jannik deve comandare. Il pubblico? Qui non siamo a Parigi"

Paolo Bertolucci, la voce tecnica di Sky Sport quanto si parla di tennis e uno dei commentatori più autorevoli del mondo, "fa le carte al match": "Per imporsi Jannik dovrà tenere alto il ritmo e comandare. Dovrà impedire allo spagnolo di "aggirare" la palla con il dritto, come è invece avvenuto nella finale al Roland Garros. Per vincere contro Alcaraz bisogna comandare la partita". E sulla semifinale contro Djokovic: "Due set da no trips for cats, un piccolo calo e poi la ripresa del fuoriclasse"

WIMBLEDON. "Sarà una grande partita, si affrontano i primi due al mondo, i più forti, i più giovani, i più belli, i più talentuosi. I "più" tutto quello che volete. E abbiamo la fortuna che uno dei due è italiano: sarà una grande, grandissima, enorme giornata, non solamente per il tennis, ma per tutto lo sport italiano".

 

Paolo Bertolucci, la voce tecnica di Sky Sport quanto si parla di tennis e uno dei commentatori più autorevoli del mondo, "scalda" la voce in vista di domani: dopo aver raccontato, assieme ad Elena Pero, la semifinale tra il numero 1 al mondo e Djokovic, si prepara a narrare (il verbo non è casuale) "la sfida delle sfide", quella tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

 

Nel contesto più meraviglioso e magico che ci sia: il "Centre Court" di Wimbledon, l'università (per distacco) del tennis, un luogo quasi "mistico", dove gli atleti devono obbligatoriamente giocare in bianco e tutto è iniziato nel 1877, i due dominatori del presente e del futuro si troveranno nuovamente uno di fronte all'altro dopo essersi affrontati, poco più di un mese fa, in finale al Roland Garros in una partita che è già entrata nella storia del tennis.

 

L'appuntamento è per le 17, ora italiana, quando a Londra saranno le 16: il murciano cercherà il tris consecutivo, dopo aver trionfato nel 2023 e nel 2024, l'altoatesino il primo "sigillo" in quello che, volenti o nolenti, "lo Slam degli Slam".

 

E, allora, chi vincerà? C'è un favorito alla vigilia della sfida tra questi due meravigliosi atleti?

 

"Diciamo 51% Alcaraz - prosegue Bertolucci - e 49% Sinner, solamente perché lo spagnolo ha già vinto due volte qui e, dunque, ha un pizzico di vantaggio. Per il resto sarà una super partita, tra due fenomenali campioni che, tra l'altro, arrivano alla finale in ottime condizioni. Il morale è, ovviamente, alle stelle, ma anche lo stato di forma di entrambi è super".

 

Dopo la "serataccia" contro Dimitrov, nei quarti contro Shelton e, soprattutto, in semifinale contro Djokovic, Sinner è stato mostruoso.

"E' tornato, sta bene, è quello di "prima", è "centrato", concentrato, determinato, devastante quando assume il controllo delle operazioni".

 

La chiave per battere Alcaraz, che è anch'egli in splendida forma e "in fiducia" totale, cosa dovrà fare? C'è una possibile chiave di volta?

"Dovrà tenere alto il ritmo e comandare. Dovrà impedire allo spagnolo di "aggirare" la palla con il dritto, come è invece avvenuto nella finale al Roland Garros. Per vincere contro Alcaraz bisogna comandare la partita. E' difficilissimo, ma Jannik lo può fare".

 

Dica la verità: quanto si è divertito a commentare la semifinale contro Djokovic?

"Beh, quando in campo ci sono questi "mostri" come fai a non divertirti? Una goduria completa. Uno spettacolo assoluto e un Sinner pazzesco, come ho detto. E si è visto immediatamente: sul 2 a 1 per Jannik nel primo set, al momento del cambio di campo l'ho detto ad Elena (Pero, ndr) che non ci sarebbe stata partita. Per due set è stato da "No trips for cats", poi un momentino - piccolo - di flessione, ma poi ha ripreso a macinare come solo i fuoriclasse sanno fare".

 

Il pubblico sarà dalla parte di Alcaraz o sarà "imparziale"?
"Non siamo in Francia, dove "ce l'hanno" con gli italiani e tifano contro. Qui siamo a Londra e il pubblico è diverso. E' chiaro che, magari, ci sarà un po' più di simpatia per Alcaraz, ma perché ha già vinto due volte Wimbledon e non per altro. E poi, diciamocela tutta: gli spettatori non fanno la "differenza", quando in campo ci sono questi "mostri" non è il pubblico a decidere le partite. Chi vince e chi perde lo stabilisce il campo. E domani in campo accadranno cose meravigliose".

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