Fisi, si chiude l'era Roda. De Chiesa: "Un presidente che non ha ravvisato evidenti responsabilità della Federazione nei drammi di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso" (VIDEO)
Per essere rieletto, il 78enne dirigente emiliano avrebbe dovuto conquistare il 66,6% dei consensi: si è fermato al 57,88%, con lo sfidante principale Antonio Noris, ingegnere bergamasco e presidente dello Sci Club Zanetti - Goggi, che ha raggiunto un lusinghiero 35,97%. "Però dopo queste due tragedie, dopo questi due drammi immani la Federazione qualcosa, ad onor del vero, ha fatto. Ha indotto, di fatto obbligandoli, gli atleti a firmare una liberatoria nella quale si assumono le proprie responsabilità in caso d'incidente, quindi sgravando la Federazione di corresponsabilità"

TRENTO. L'era di Flavio Roda alla guida della Fisi si è esaurita in un ventoso sabato di ottobre.
Alla Fiera di Verona, la sede scelta quest'anno per l'assemblea elettiva della Federazione Italia Sport Invernali, il tre volte presidente uscente è stato "fermato" dal movimento italiano dopo quattordici anni trascorsi al vertice di una delle federazioni sportive più importanti della Penisola.
Per essere rieletto, il 78enne dirigente emiliano avrebbe dovuto conquistare il 66,6% dei consensi: si è fermato al 57,88% con lo sfidante principale Antonio Noris, ingegnere bergamasco e presidente dello Sci Club Zanetti - Goggi, che ha raggiunto un lusinghiero 35,97% e, di fatto, ha impedito che Roda venisse nuovamente nominato numero uno della Fisi.
Il mondo dello sci italiano si è dunque spaccato: i numeri parlano chiaramente e adesso si tornerà a votare entro novanta giorni o, in alternativa, verrà nominato un commissario che porterà a termine la stagione con ritorno alle urne in primavera, a stagione conclusa.
In tanti hanno commentato: "era ora" mentre c'è chi, come l'opinionista di RaiSport Paolo De Chiesa, ex componente della "Valanga Azzurra", che da quasi quarant'anni commenta lo sci alpino per la tv di stato, ha offerto un'analisi più approfondita, partendo dalle due tragedie che, negli ultimi anni, hanno colpito lo sci azzurro.
Lo ha fatto con un video postato sui propri canali social ufficiali pochi minuti dopo che l'assemblea di Verona ha "bocciato" Roda.
"Non sarà più presidente per non aver raggiunto, e non di poco - queste le parole di De Chiesa -, il quorum necessario per accedere al quarto mandato, un presidente che non ha ravvisato evidenti e oggettive responsabilità della Federazione che rappresenta, o rappresentava, per meglio dire, per quanto riguarda i due drammi che hanno funestato lo sci italiano negli ultimi tempi. Due anni fa, sulle nevi della Val Senales, è morta Matilde Lorenzi, andando a sbattere violentemente contro un muretto di neve ghiacciata a bordo tracciato delle azzurre, per poi finire nel dirupo adiacente. Un caso inspiegabilmente e vergognosamente, aggiungerei, chiuso in pochi giorni per poi, per fortuna, essere riaperto. Un anno dopo, quindi un anno fa circa, è morto invece sulle nevi del Cile Matteo Franzoso, che si è andato a schiantare contro una staccionata di legno che non avrebbe dovuto essere assolutamente lì oppure, come minimo, avrebbe dovuto essere protetta da reti adeguate, non certo da quelle due retine che non servono neanche a pescare le trote".
Ma non è finita, perché De Chiesa parla anche del documento che la Fisi ha fatto firmare agli atleti delle varie Nazionali.
"Però dopo queste due tragedie, dopo questi due drammi immani - prosegue - la Federazione qualcosa, ad onor del vero, ha fatto. Ha indotto, di fatto obbligandoli, gli atleti a firmare una liberatoria nella quale si assumono le proprie responsabilità in caso d'incidente, quindi sgravando la Federazione di corresponsabilità. Tanti auguri al nuovo presidente quando sarà eletto - credo il prossimo anno - alle prossime elezioni. Certo, sicuro, farà meglio di così, soprattutto dal punto di vista etico e morale. Non so se mi sono spiegato. Ad majora".
De Chiesa, il discorso merita di essere approfondito: cosa avrebbe dovuto fare di diverso la Federazione dopo le tragiche morti di Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso?
"E' molto semplice. Il caso riguardante la morte di Matilde Lorenzi venne chiuso subito, perché sul rapporto - non corrispondente alla realtà - presentato al procuratore di Bolzano dai carabinieri di Silandro, era riportato che a bordo pista era presente una rete di protezione. Ebbene la Federazione avrebbe dovuto subito comunicare che tale rete non c'era e che, invece, che presente un pericolosissimo muretto di neve ghiacciato, contro il quale Matilde si è schiantata, rimosso "misteriosamente" nella notte. Nel caso di Matteo Franzoso, invece, ricordo ancora benissimo il comunicato della Fisi con cui veniva annunciata la morte del giovane sciatore piemontese. Si parlava di un errore dell'atleta e non dell'inadeguatezza di quelle due misere reti di protezione, assolutamente inadatte a contenere un'eventuale uscita di pista. (riportiamo testualmente dalla nota del 15 settembre 2025: "ha affrontato male il primo, piccolo salto del tracciato di allenamento, finendo sbalzato in avanti verso le reti. Ha oltrepassato due file di reti e ha sbattuto contro la staccionata posizionata 6-7 metri fuori dal tracciato", ndr). La Federazione avrebbe dovuto dire subito la verità".
Antonio Noris si ripresenterà anche alle prossime elezioni, forte di un ottimo risultato. Potrebbe essere lui l'uomo giusto per guidare la Fisi?
"Intanto gli voglio fare i complimenti perché è grazie a lui se l'ex presidente non ha raggiunto il quorum richiesto. Comunque andrà a finire sarà l'artefice di un cambiamento che doveva esserci. E' stato uno sciatore di buon livello, è un dirigente esperto, un ingegnere e, intanto, ha raggiunto un grande risultato, grazie ad un affiatato team del quale fa parte anche il mio ex compagno squadra, già vincitore a Madonna di Campiglio, Ivano Edalini".
Sa che in tanti vorrebbero Paolo De Chiesa alla guida della Fisi? Un "hombre vertical" come lei potrebbe fare solo che bene agli sport invernali.
"Faccio il giornalista da quarant'anni, mi piace parlare di sci, quello vero e non quello che si pratica nelle stanze della politica e non mi è passato per l'anticamera del cervello di candidarmi. E cosi sarà".


















