Paralimpiadi, emozioni e responsabilità per la portabandiera Chiara Mazzel e la guida Fabrizio Casal: "Pronti a dare il massimo"
La fassana classe '96 gareggerà in ben cinque discipline dello sci alpino: "Una fortuna poter vivere le Paralimpiadi in casa: sarà un evento per emozionare ed ispirare"

TRENTO. Un palmarès di alto profilo, grandi aspettative e responsabilità: Chiara Mazzel, sciatrice trentina sciatrice classe 1996, sarà la portabandiera della spedizione azzurra alle ormai imminenti Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
L’atleta fassana con disabilità visiva sarà impegnata nelle discipline dello sci alpino ed arriva all’appuntamento delle Paralimpiadi forte di un quadriennio in cui ha collezionato ben cinque medaglie ai campionati mondiali tra Espot 2023 e Maribor 2025. Insomma, le sua ambizioni per il grande evento dell’inverno sono piuttosto chiare anche senza bisogno di elencarle dettagliatamente.
“Per me poter partecipare ad una Paralimpiade in casa – racconta Mazzel – è un orgoglio e un'emozione. Sono super felice di avere il ruolo di Portabandiera, ancora di più di poter competere a un passo da casa con la presenza della mia famiglia e del mio ragazzo, e con la spinta delle tante persone che ci seguiranno dal vivo o in televisione. È davvero una fortuna prendere parte ad un evento di questa portata qui in Italia”.
Chiara, affetta da disabilità visiva in seguito ad un glaucoma che le ha tolto in poco tempo quasi completamente la vista, rappresenta con senso di appartenenza l’Italia e il Trentino, ma anche la cultura e la comunità ladina a cui è particolarmente legata: “Sono della val di Fassa, in questo ambiente in cui si parla ladino ci sono cresciuta e delle mie radici vado fiera ed orgogliosa”.
Le Paralimpiadi saranno un’occasione per mettersi alla prova come atleta, ma anche un’importante occasione di visibilità e di sensibilizzazione intorno al tema dello sport per persone con disabilità: “Io stessa – ricorda Mazzel - ho scoperto l’esistenza dello sci alpino paralimpico nel 2018 grazie alla tv che trasmetteva i successi di Giacomo Bertagnolli. Ero reduce da un periodo durissimo, quello dopo la diagnosi quando facevo fatica anche solo ad uscire dalla mia camera. In quel momento ho capito che anche chi non vede può sciare, un messaggio di speranza potentissimo”.
Mazzel, proprio come l’altro trentino Giacomo Bertagnolli al maschile, sarà impegnata in tutte e cinque le gare di sci alpino previste nelle Paralimpiadi: “Metterò tutta me stessa, ci tengo davvero a fare il meglio possibile. Se arriveranno buoni risultati bene, e altrimenti avrò comunque la certezza di aver dato il massimo dopo tanti anni di allenamento e preparazione”.
Insieme a lei a sfrecciare sulle nevi di Cortina d’Ampezzo ci sarà la guida Fabrizio Casal: “La guida per noi atleti ipovedenti – conclude Mazzel – è una figura chiave, fondamentale. Le guide sono i nostri occhi, indica svolte e asperità: è importante costruire un rapporto di fiducia e di affiatamento”.
Anche il diretto interessato, 27enne trentino di Capriana con la passione per gli scacchi e (ovviamente) per lo sci, aspetta con trepidazione il momento delle gare: “Le Paralimpiadi sono le Olimpiadi in versione ‘power’. Sarà bellissimo esserne parte, in casa poi sarà tutto ancora più magico”.
“Credo che le Paralimpiadi – racconta Casal - lasceranno tante emozioni, tanto cuore, tanta gioia, sia agli atleti sia ai tanti tifosi azzurri che sono certo le seguiranno con passione e trasporto. Saranno un’occasione per ispirare le nuove generazioni, per trasmettere la potenza e il significato dello sport per tutti, e perché no, anche per lasciare un territorio più accessibile e inclusivo”.












