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Da Ferrarese a Giacca, da Bertoldi a Morini, ecco la top ten del campionato di Eccellenza

Calcio. Anno nuovo e sguardo al vecchio 2016. Le dieci pagelle del campionato di Eccellenza, dove a fare davvero bene non sono stati solo il Trento e il suo presidente Mauro Giacca   

Pubblicato il - 01 gennaio 2017 - 16:46

TRENTODopo aver tracciato un bilancio delle formazioni trentine in Serie D, tocca adesso all'Eccellenza: la classifica vede il Trento obbligatoriamente in fuga, ma l'inseguimento a perdifiato del Bozner non lascia i gialloblù totalmente tranquilli. Ecco la top ten del massimo campionato regionale.

 

FABIO BERTOLDI: la domanda è una sola: ma che ci fa uno così in Eccellenza? La risposta è semplice: non fa il calciatore professionista. 33 reti nel 2016, il titolo di capocannoniere dello scorso campionato (con 33 gol complessivi), quello provvisorio della stagione attuale con 19 marcature in 16 giornate. Cosa chiedergli di più? Nulla. E che gol che segna: quello realizzato contro l’Alense è candidato al più bello dell’anno in ambito dilettantistico. Segna, aiuta la squadra e si diverte. Ah e non è mai mancato: nel 2016 zero sostituzioni. 9,5 assolutamente.

 

MAURO GIACCA: il suo è amore vero per i colori gialloblù. Ha preso il Trento, fallito e indebitato in Promozione, e lo ha portato al vertice dell’Eccellenza e a vincere coppe su coppe. In testa ha tanti progetti, molti sogni e due obiettivi concreti: riportare il sodalizio del capoluogo tra i professionisti e il grande pubblico al “Briamasco”. Ci mette cuore, soldi e tempo. Chi lo critica, per invidia o altro, farebbe bene a chiedersi: senza di lui oggi esisterebbe ancora il club di via Sanseverino. Voto 8,5, con la speranza di metterlo presto tra i “top” di serie D.

 

FLAVIO TOCCOLI: il Bozner ha Bertoldi, è vero, ma gioca un bel calcio e, soprattutto, prende pochi gol. Il “Lupo” ruggisce in panchina come faceva in campo, ma insegna a tenere palla a terra ed è maestro di mentalità. Con i bolzanini non salirà in serie D ma meriterebbe una chance importante. Voto: 8,5.

 

PATRIZIO MORINI: fosse per lui il San Giorgio giocherebbe in Lega Pro. Il “cappottone” portafortuna lo accompagna da settembre a maggio, ha sfiorato l’impresa ai playoff, cadendo solamente nella doppia finale contro il Fanfulla. Il secondo posto della passata stagione è pesantissimo per una società periferica che non può permettersi rimborsi spese esorbitanti. E non si dica che è solo un motivatore: conosce il calcio come le proprie tasche. Il girone d’andata dell’attuale campionato è stato invece un po' sotto delle aspettative. Voto: 7,5.

 

MAURO BANDERA: la riconoscenza nel calcio, se esiste, non abita ad Ala. Ok la squadra andava male e qualcosa bisognava fare, ma prima di silurare il tecnico roveretano non sarebbe stato il caso di pensarci meglio? Il terzo e l’undicesimo posto delle due stagioni precedenti sono stati dimenticati in fretta, senza pensare che in estate la rosa è uscita decisamente indebolita dal mercato. Voto 7 a Bandera e 5 all’Alense: dopo il suo esonero la situazione non è molto cambiata.

 

CLAUDIO FERRARESE: qualche atteggiamento sopra le righe non è mancato, così come le espulsioni evitabili. Certo è che, a 38 anni suonati, è ancora lui il trascinatore e leader del Trento. La differenza tra quando c’è e quando non c’è è clamorosa. Segna, fa segnare e in campo trascina. Dovrebbe essere la sua ultima stagione, ma riuscirà a restare senza respirare il profumo del campo e il cuoio del pallone? In pochi mesi ha alzato al cielo tre trofei con l’entusiasmo di un ragazzino, pur avendo giocato in serie A. Il 7 pieno ci sta e si gioca mezzo punto per quei due rossi, in Coppa Italia e campionato, evitabili.

 

MARTIN KLOTZNER: al primo tentativo ha riportato il Maia Alta in Eccellenza e adesso si ritrova quarto in classifica. Con pieno merito. Propone un calcio offensivo e, soprattutto, è un personaggio estremamente positivo per il pallone di casa nostra. Onesto, sempre lucido nelle disamine, per lui la parola alibi non esiste. Bellissimo vederlo a bordo campo sempre in tuta e scarpini chiodati, come fosse un giocatore in fase di riscaldamento. Anche lui meriterebbe una possibilità in categoria superiore. L’8 è pieno e strameritato.

 

APPIANO: può una squadra che è ultimissima in classifica vincere la Coppa Italia in Alto Adige e contendere il trofeo regionale al Trento? Sì, può assolutamente: a maggio si era laureata grande sorpresa del torneo 2015 - 2016 (quarto posto con 51 punti), adesso è la grande delusione. La salvezza non è distante, ma servirà un ritorno sopra le righe per fare l’impresa. Il 6,5 è la perfetta media riguardante il 2016.

 

JOACHIM DEGASPERI: a maggio ha chiuso con il calcio giocato a soli 33 anni a causa dei problemi fisici. Dopo una strepitosa carriera da professionista è tornato nella “sua” Bolzano. Dieci gol per dire addio alla maglia numero nove, ma non al pallone: allena nel settore giovanile del Bozner e, siamo certi, diventerà un tecnico sopraffino per il connubio di eccellenti doti tecniche e tanta intelligenza. Voto 9 (alla carriera) e 7 (e che sia di buon auspicio) al 2016.

 

PAOLO VALENTI e ADRIANO FRANCESCOTTI: le due bandiere del Comano Fiavè hanno detto basta per dedicarsi a lavoro e famiglia. Il calcio regionale, non solo quello giudicariese, è decisamente più povero senza due calciatori apprezzati anche dagli avversari: Francescotti ha trascorso tutta la sua vita in giallonero, Valenti è tornato dopo aver fatto il professionista. Voto 9, con la speranza di ritrovarli in panchina: il pallone ha bisogno di personaggi così.

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