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Depaoli scalda i motori per il debutto in Serie A: "Mister Maran sono pronto"

Il giovane di Riva del Garda si racconta: dal discorso di Al Pacino da ascoltare prima di ogni match alle amicizie nate nello spogliatoio: "Il più forte tecnicamente? E' Valter Birsa mentre il più simpatico è Cacciatore"

Depaoli con Dybala
Di Raffaele Dalledonne - "Ivo de Carneri" - 20 gennaio 2017 - 15:06

TRENTO. Fabio Depaoli, giovane promessa del Chievo aspetta solo il momento che mister Maran lo chiami per dirgli “adesso tocca a te”. Classe '97, nato a Riva del Garda, centrocampista, muove i primi passi nella Trilacum. Dopo ben otto anni fatti nel settore giovanile clivense è arrivata la sua ora, il momento che ogni bambino sogna da quando inizia a giocare a calcio, quella dell'esordio in Serie A. Nonostante le molte difficoltà, gli allenamenti e i tanti impegni ha mantenuto i piedi per terra diplomandosi come geometra. Ora è capitano della primavera ed è stabilmente nella rosa della prima squadra, dove ha collezionato cinque panchine e l’esordio contro il Novara in Tim Cup allo Stadio Bentegodi lo scorso 29 novembre.

 


Il debutto in Coppa Italia contro il Novara

 

Fabio, hai già fatto cinque panchine in serie A e debuttato in Tim Cup. Ci stai pensando molto all’esordio dopo esserci stato cosi vicino?

 

Certo, l’esordio è il mio primo obiettivo dopo le diverse panchine nelle quali mi sono già riscaldato per due volte. Sarebbe il coronamento di un sogno iniziato otto anni fa.

 

Come sta andando questa stagione fra Primavera e prima squadra?

 

Con la prima squadra mi alleno stabilmente da diversi mesi e sto migliorando grazie ai consigli di mister Maran e di tutti i compagni più esperti, Chievo è l’ambiente perfetto per poter crescere calcisticamente e sta andando tutto bene. Con la primavera siamo secondi dietro alla Juventus che però abbiamo sconfitto a Torino all’andata. Il nostro obiettivo è quello di arrivare alle finali nazionali, quindi perché non pensare allo scudetto.

 

Visto che ti alleni da tempo con la prima squadra avrai iniziato a conoscere meglio i tuoi compagni, chi è il più forte e chi quello più simpatico?

 

Il più forte tecnicamente è Valter Birsa mentre il più simpatico è Cacciatore, ci divertiamo molto insieme.

 


Un selfie pre allenamento con Cacciatore

 

Miglior prestazione stagionale dal punto di vista personale e di squadra?

 

La mia miglior prestazione è stata in Coppa Italia contro il Sassuolo nella quale ho segnato, mentre quella di squadra è sicuramente la vittoria contro la corazzata Juventus, sconfitta 2-1.

 

Sono ben otto anni che sei al Chievo, come hai fatto ad arrivare nella società clivense?

 

Ho fatto un provino e mi hanno preso, anche se devo dire la verità non c’era solo il Chievo che era interessato a me. Anche l’Hellas Verona mi aveva selezionato, ma alla fine ho scelto Chievo e ho fatto bene perché è proprio un bel ambiente.

 

Ci sono ormai diversi calciatori dal Trentino nel calcio professionistico italiano tra serie A, serie B, Lega Pro e settore giovanile, sai darci una motivazione di questo incremento negli ultimi anni di calciatori trentini nel calcio che conta, è cambiato qualcosa?

 

Non saprei proprio, non so cosa sia cambiato. Dei trentini nel giro professionistico conosco solamente Pinamonti, con il quale ho fatto diversi viaggi in pulmino quando era ancora al Chievo e tutt’oggi siamo in contatto.

 

Vivi da un paio di anni a Verona, stare da soli cosi giovani non deve essere facile, come sono i rapporti con la tua famiglia, amici e fidanzata? Ti sostengono?

 

Vivo in un piccolo appartamento a Veronello assieme agli altri compagni, quindi sono in buona compagnia. I miei genitori, la mia fidanzata e gli amici sono abituati oramai a vedermi lontano da casa. I miei genitori mi sostengono da sempre, infatti li ringrazio molto per tutto quello hanno fatto per me, vengono a vedermi alle partite. Poi a dire la verità torno 2/3 volte a settimana in Trentino, quindi, riesco, fortunatamente, a passare del tempo a casa con la mia famiglia e con tutte le persone più importanti.

 

Al giorno d’oggi tutti i calciatori ascoltano musica con le Beats o super cuffie. Sei anche tu un appassionato di musica? Qual è la tua canzone preferita e hai qualche rito particolare prima di ogni partita?

 

Ascolto musica ma non sono un appassionato, il mio pezzo preferito è “Una vita da mediano” di Ligabue, mi rivedo molto in questo brano. Prima della partita ascolto il discorso di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”, mi dà una grande carica.

 

La dieta per i calciatori e per tutti gli sportivi in generale è molto importante, oltre alla pasta al pomodoro hai un piatto che mangi volentieri quando torni a casa?

 

Come ogni trentino che si rispetti mi piace davvero molto un piatto tipico: polenta, crauti e luganega.  

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