Amatori Nuoto Fiemme, una crescita che va oltre le medaglie: “L’importante è dare un valore al percorso”
Il nuoto è spesso associato all’agonismo e alla ricerca della prestazione, ma esistono realtà che mettono al centro anche la crescita personale e la condivisione. È il caso dell'associazione "Amatori Nuoto Fiemme" di Cavalese, nata nel 1998 con corsi di nuoto e nuoto artistico e che, dal 2020, ha dato vita anche ad una prima squadra che partecipa ad alcune competizioni nazionali come il circuito Csi. "Nell'ultimo campionato, una nostra atleta si è aggiudicata il quarto posto e tutta la squadra, compreso il sottoscritto, siamo molto fieri di lei" racconta l'allenatore Giuseppe Scarian

CAVALESE. Nata nel 2020, nel difficile contesto della pandemia, la prima squadra della scuola Amatori Nuoto Fiemme è oggi una realtà ben radicata e che porta a casa i suoi risultati. A raccontarne la crescita il Presidente e allenatore Giuseppe Scarian, che opera presso la piscina comunale di Cavalese, dove la federazione è presente già dal 1998 e continua a promuovere lo sport come strumento educativo e di formazione per le nuove generazioni.
“Avviata la squadra eravamo in piena pandemia. Abbiamo trascorso un anno intero ad allenarci senza partecipare a gare perché dal punto di vista tecnico partivamo in ritardo rispetto ad altre realtà già consolidate, ma con il lavoro e la costanza siamo riusciti a diminuire il divario e a raggiungere un buon livello” spiega a Il Dolomiti l'allenatore Scarian.
Oggi la scuola conta circa 30 piccoli nuotatori, dei quali 13 partecipano alle competizioni nelle diverse categorie, dagli esordienti fino ai cadetti. Un numero che potrebbe crescere ulteriormente, soprattutto nella fascia tra i 6 e i 10 anni, dove la partecipazione è ancora limitata.
I risultati, una volta partite le sfide, non hanno tardato ad arrivare: le medaglie conquistate nel circuito del Centro Sportivo Italiano (Csi), che si differenziano per il livello tecnico da altre competizioni, testimoniano il lavoro svolto negli ultimi anni. Un circuito che si differenzia dalla Federazione Italiana Nuoto per il suo carattere più amatoriale, ma che coinvolge numeri importanti: nell'ultima competizione nazionale c'erano oltre 1.300 atleti, provenienti da una decina di regioni italiane.
In questa competizione (Csi) tenutasi di pochi giorni fa, l’atleta della squadra "Nuoto Fiemme" Lucrezia Piredda, si è aggiudicata un secondo posto nei 50 rana e un terzo posto nei 200 stile libero: “Una grande soddisfazione per lei e per il sottoscritto” racconta l’allenatore Scarian. Ma per chi vive quotidianamente il bordo vasca, il valore delle medaglie va ben oltre il risultato sportivo: “Vedere un bambino o una bambina che hai preso per mano all’inizio del suo percorso e ritrovarlo/a dopo cinque anni sul podio è un’emozione difficile da descrivere. La medaglia non è mai un fine, ma il riconoscimento di tutto il cammino fatto per arrivarci” continua sempre l'allenatore.
Dietro ogni successo ci sono infatti allenamenti, sacrifici, difficoltà superate, amicizie costruite e momenti condivisi, un aspetto particolarmente importante in uno sport considerato individuale come il nuoto: "In realtà il gruppo è fondamentale. Senza il sostegno dei compagni tutto diventa più difficile. Lo stimolo quotidiano arriva anche dagli altri e questo crea un ambiente molto unito. La passione rappresenta il motore principale di questo percorso, per questo motivo, dopo una giornata di scuola, compiti e impegni, servono motivazione e dedizione per trovare le energie necessarie ad allenarsi.. La passione e la voglia di migliorarsi sono elementi indispensabili per praticare questo sport, ma anche ogni sport con continuità" spiega ancora l'allenatore.
Una disciplina sportiva che però non si misura soltanto in secondi o classifiche. Secondo l’allenatore, lo sport svolge un ruolo fondamentale nella crescita personale dei giovani: "Attraverso lo sport i ragazzi imparano a gestire le difficoltà, a organizzare il proprio tempo, a responsabilizzarsi e a distinguere ciò che è importante da ciò che è superfluo. Imparano a fare delle scelte e a dare il giusto valore alle persone che li circondano"
In un periodo come l’adolescenza, dove emergono nuove sfide e nuovi bisogni, lo sport può offrire un ambiente sano, capace di creare relazioni positive e fornire punti di riferimento importanti.
“Non tutti vinceranno una medaglia. Ma tutti porteranno con sé qualcosa di molto più grande: i ricordi, le amicizie, le emozioni vissute insieme, le gioie e anche le delusioni affrontate col gruppo. Sono convinto che lo spot resti uno degli strumenti educativi più importanti per le nuove generazioni. Le medaglie? Sono solo la ciliegina sulla torta” conclude l'allenatore.












