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Elektra Bonvecchio e Carlo Rigotti dominano la "Ciaminada Nonesa"

I due runner si sono aggiudicati la mezza maratona organizzata dallo Sci Club Fondisti Alta Val di Non fra i boschi e i prati anauni battendo rispettivamente don Torresani (giunto al via dopo le due funzioni religiose) e la meranese Lanthaler

Rigoni e Bonvecchio (Foto Merler)
Pubblicato il - 17 ottobre 2016 - 20:29

TRENTO. Carlo Rigoni dell'Us 5 Stelle Seregnano ed Elektra Bonvecchio dell'Atletica Trento sono il signore e la signora della sesta edizione de la «Ciaminada Nonesa», mezza maratona organizzata dallo Sci Club Fondisti Alta Val di Non fra i boschi e i prati anauni. Sono stati loro domenica a mettere in riga gli oltre duecento atleti che si sono dati battaglia sul percorso tracciato fra Sarnonico, località di partenza e di arrivo, Fondo, Malosco, Ronzone, Cavareno, Amblar e Romeno, affrontando un dislivello di 400 metri.

 

Per Rigoni si tratta del secondo successo in questa competizione, che si era già aggiudicato nel 2013, mentre per l'atleta trentina si tratta della prima assoluta. Entrambi hanno dominato le rispettive gare, svettando fra i duecento podisti presentatisi al via, che si sono sommati ai 200 iscritti alla gara di nordic walking e alla passeggiata non competitiva con i bastoncini.

 

La gara maschile ha impiegato qualche chilometro prima di individuare con precisione i candidati al podio, dato che fino al passaggio di Fondo la situazione era apparsa piuttosto fluida. A fare da lepre, davanti a tutti, si era messo Marco Pozza (Athletic Club 96 Bolzano), inseguito da una coppia, composta da Franco Torresani (Fondisti Alta Val di Non) e dal vincitore, e anche dal giovane Francesco Larcher (S.F. Val di Sole). Larcher e Torresani hanno fatto a lungo coppia fissa, così come Adriano Pinamonti (Fondisti Alta Val di Non) e Pozza; le cose non sono cambiate fino all'ultimo chilometro, quando il diciottenne Larcher ha accusato la stanchezza e la scarsa abitudine a disputare questo tipo di gare, piombando dal terzo al quinto posto, superato da Pozza e Pinamonti.

 

Rigoni è giunto al traguardo di Sarnonico con il tempo di 1h18"32, tre minuti più elevato di quello fissato da Giuliano Battocletti nel 2012 (1h15'18") su un tracciato leggermente diverso. Franco Torresani ha chiuso in 1h20'01", Marco Pozza in 1h22'10", Adriano Pinamonti in 1h22'24" e Francesco Larcher, primo degli junior, in 1h22'44". Fra i primi dieci sono entrati anche Andrea Stanchina (migliore dei senior), Andrea Cesaro, Luca Nascimbeni, Johnny Bolognani e Federico Bertagnolli.

 

In campo femminile Elektra Bonvecchio, 21ª assoluta, non ha mai dovuto guardarsi alle spalle, avendo creato il vuoto fin da subito, perfettamente a proprio agio su questo percorso assai vario: 1h30"34" il suo tempo finale. Anche il secondo posto della meranese Ingrid Lanthaler (Mölten Raiffeisen) in 1h35'28" e il terzo della bolognese Tiziana Rossi (9.92 Running) in 1h37'32" non sono mai stati messi in discussione. Quarto posto per Giulia Franchi (Fondisti Alta Val di Non), impegnata sulle strade di casa, che ha chiuso in 1h39'13". La classifica per società è finita nelle mani dello Sci Club Fondisti Alta Val di Non, che organizza questa manifestazione, considerata un banco di prova ideale per i mezzofondisti specializzati nei circuiti cittadini interessati a esplorare le gare con un dislivello più impegnativo.

 

LE VOCI A FINE GARA

 

Rigoni: «Ero partito senza forzare troppo, perché sapevo che fino al punto più alto del percorso non sarebbe stato opportuno opportuno bruciare troppe energie. Appena è cominciata la discesa ho attaccato, tenendo un ritmo che mi permettesse di tenere a distanza Torresani, che conosco molto bene. È un vero piacere correre in una ambiente naturale come questo, immerso nei caldi colori autunnali».

 

Don Franco Torresani: «Dopo le due funzioni religiose mi sono precipitato verso il via e sono inevitabilmente partito senza aver affrontato alcun riscaldamento. Nonostante questo sono rimasto sempre fra i primi tre, facendo la corsa su Larcher e Pozza, ho anche cercato di raggiungere Rigoni, che vedevo davanti a me, ma non me lo ha permesso».

 

Elektra Bonvecchio: «Sono partita con il mio ritmo senza guardare cosa succedeva alle mie spalle. Ho deciso di agganciarmi a due concorrenti maschi e di tenere il loro passo, così sono arrivata al traguardo godendomi il percorso. Fino a sabato non avevo ancora preso la decisione di iscrivermi, ma ho fatto bene a seguire il mio istinto, perché è stata una bella esperienza, che ripeterò certamente, dato che il tipo di altimetria si adatta alle mie caratteristiche. Uniche difficoltà alcuni passaggi sull'erba bagnata».

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