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| 05 mag 2017 | 15:51

Finita l'attesa per il Giro d'Italia del centenario, Francesco Moser: "Vince Quintana, la corsa rosa si decide in Trentino"

Ciclismo. Alghero è la tappa inaugurale del Giro d'Italia. Arrivo a Milano il 28 maggio dopo tre settimane e oltre 3.000 chilometri. Solo un trentino al via, Cesare Benedetti della Bora-Hansgrohe

di Gabriele Andretti, Liceo G. Prati, Trento

TRENTO. L'attesa è finita. Alle 12.30 è ufficialmente iniziato il Giro d'Italia del centenario. Tremilaseicentoquindici chilometri totali, due cronometro individuali, sei tappe per velocisti, otto frazioni di media montagna e cinque di alta montagna, questi gli ingredienti di una corsa rosa accattivante e imprevedibile scattata dalle vie di Alghero che in tre settimane attraversa tutto lo ‘stivale’.

 

Solo un trentino al via, Cesare Benedetti, classe 1987 di Rovereto e portacolori della Bora-Hansgrohe, mentre l'Astana corre in otto invece di nove atleti per ricordare Michele Scarponi, scomparso nel tragico incidente di Filottrano: sono 198 i ciclisti per 21 tappe attraverso 14 regioni. Il percorso tracciato dagli organizzatori, alterna tappe di mare a tappe di alta montagna per scalatori puri, ma la corsa si deciderà probabilmente proprio sulle salite trentine.

 

Il Giro sbarcherà in terra trentina mercoledì 24 maggio, una tappa che si preannuncia piuttosto mossa, che ‘taglierà’ letteralmente la regione da ovest a est: 219 chilometri, con partenza da Tirano (Lombardia) transito al Passo del Tonale e discesa lungo la Val di Non. Le pendenze ritornano poi ardue fino al terzo Gpm posto a Giovo, patria di grandi campioni del ciclismo come Aldo e Francesco Moser e Gilberto Simoni. Il tracciato risale quindi in falsopiano il corso del torrente Avisio attraversando le valli di Cembra, Fiemme e Fassa, per concludersi sul traguardo rettilineo di Canazei.

 

Il giorno dopo in scena quella che si annuncia la frazione più spettacolare: quattro passi alpini a ridosso tra Trentino, Veneto e Alto Adige che congiungeranno Moena e Ortisei in 137 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello.

 

La diciannovesima tappa avrà invece partenza a San Candido e dopo appena 10 chilometri sarà già sul territorio bellunese con arrivo a Piancavallo.

 

I grandi favoriti sono indubbiamente i due grandi scalatori, Nairo Quintana (Movistar) e Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida): lo squalo di Messina, vincitore dell’ultima edizione, scalpita sui blocchi di partenza, e non nasconde di aver puntato tutta la sua stagione sul Giro. Non avrà però vita facile con il colombiano che, reduce dalla vittoria alla Tirreno-Adriatico di qualche mese fa, sta vivendo un momento di grande forma e mira alla doppietta Giro d’Italia-Tour de France.

 

Non mancano ad ogni modo gli ‘outsider’: i fari sono puntati su Steven Kruijswijk (Lotto-Jumbo), che ha ancora il dente avvelenato dall’anno scorso, quando aveva perso la maglia rosa dopo una brutta caduta sul Colle dell’Agnello, ma attenzione anche Bauke Mollema, Adam Yates, Tom Dumoulin e Thibaut Pinot, che aspirano alla vittoria del prestigioso ‘Trofeo senza fine’, che verrà consegnato in piazza Duomo a Milano il 28 maggio.

 

Nel frattempo fanno già scalpore le notizie di doping: Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni sono stati infatti squalificati nella serata di giovedì 4 maggio dall’UCI in quanto trovati positivi all’antidoping nei controlli a sorpresa del 25 e 26 aprile.  

 

Per la centesima edizione del Giro abbiamo sentito l’opinione del grande Francesco Moser, già campione della corsa rosa nel 1984.

 

Un nome su tutti, chi parte con i favori del pronostico?

Quintana è indubbiamente il favorito poiché è una spanna sopra gli altri. Starà a Nibali tentare di insidiarlo. Come possibili sorprese indico Mollema e Kruijswijk, che l’anno scorso ci è andato molto vicino, anche se sarà molto difficile.

 

Come vede questo percorso del Giro?

E' un giro con molte salite. Ormai questa corsa è disegnata per gli scalatori. Si parte in Sardegna con tre tappe e poi ci sposta in Sicilia dove vi sarà uno spettacolare arrivo sull’Etna, sul quale inizierà a movimentarsi la classifica. Calabria e Puglia propongono un po’ di tappe per velocisti, mentre la situazione tornerà ad animarsi sulla salita del Blockhaus in Abruzzo, dove tra l’altro vinsi la tappa nel 1984. Prima di attraversare gli Appennini e l'Emilia Romagna, una cronometro, e poi il Giro entra nel vivo con la sedicesima tappa, probabilmente quella decisiva, che affronta due mitici passi come il Mortirolo e lo Stelvio.

 

E quindi si arriva finalmente in Trentino.

Esatto. Si comincia con una tappa non particolarmente impegnativa da Tirano a Canazei, passando anche per Giovo, il mio paese. E poi abbiamo lo spettacolare tappone Dolomitico, altra corsa decisiva, dove si scaleranno passi famosi come il Pordoi. Dopo un arrivo impegnativo a Piancavallo, abbiamo la penultima tappa che porta ad Asiago, transitando per il Monte Grappa. Infine la passerella finale con partenza nell’autodromo di Monza e arrivo in piazza Duomo a Milano.  

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