Il percorso del Giro d'Italia è fatto: in Trentino arrivo a Campiglio e partenza da Pinzolo. Una tappa tutta Bellunese e una in Friuli, in memoria del terremoto del 1976
La val Rendena indosserà il "vestito rosa" per due giorni e per Madonna di Campiglio, la "perla" delle Dolomiti di Brenta, si tratterà della quarta volta negli ultimi 17 anni. La "prima" fu quella, diventata tristemente "storica", del 5 giugno 1999 con il trionfo di Marco Pantani, che il giorno successivo venne estromesso dalla corsa per un tasso d'ematocrito troppo alto secondo i parametri mettendo - di fatto - fine alla carriera del "Pirata"

TRENTO. Per la presentazione ufficiale bisognerà attendere ancora un mesetto (in "ballo" ci sono ancora alcune sedi, tra cui Milano), ma intanto le indiscrezioni si sprecano, alcune delle quali già confermate dagli organizzatori.
Il Giro d'Italia 2026 partirà il 9 maggio dalla Bulgaria e si concluderà nuovamente Roma, segnatamente domenica 31 maggio. Approderà in Trentino nella terza settimana, con l'arrivo della 17esima tappa a Madonna di Campiglio e la partenza, il giorno successivo, da Pinzolo con arrivo previsto a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso, tra le colline patrimonio Unesco.
Insomma, come ormai appare praticamente certo, la val Rendena indosserà il "vestito rosa" per due giorni e per Madonna di Campiglio, la "perla" delle Dolomiti di Brenta, si tratterà della quarta volta negli ultimi 17 anni.
La "prima" fu quella, diventata tristemente "storica", del 5 giugno 1999 con il trionfo di Marco Pantani, che il giorno successivo venne estromesso dalla corsa per un tasso d'ematocrito troppo alto secondo i parametri. Quell'evento - di fatto - mise fine alla carriera del "Pirata" che, quattro anni e mezzo più tardi, venne trovato privo di vita all'interno di residence di Rimini dopo essere rientrato alle corse, senza però ottenere i risultati degli anni precedenti.
Il Giro d'Italia è poi tornato a Campiglio nel 2015 con la frazione partita da Marostica e conclusasi con il successo di Mikel Landa e Alberto Contador leader della classifica generale e terzo al traguardo a 5 secondi dal connazionale, mentre nel 2020, nella versione autunnale della "Corsa Rosa", posticipata a causa della pandemia di Covid 19, la tappa iniziata a Bassano del Grappa vide il trionfo di Ben O' Connor. In maglia rosa c'era il portoghese Joao Almeida, ma a vincere la corsa fu il britannico Tao Geoghegan Hart.
E poi? Un tappa interamente bellunese, con "start" da Feltre e arrivo da Alleghe, con l'inedita salita dei Piani di Pezzé e un percorso che, a grandi linee, dovrebbe ricalcare quello della Granfondo Sportful Dolomiti Race, con le salite al passo Duran e al passo Staulanza.
La penultima frazione, la 20esima, quella in programma sabato 30 maggio, sarà invece una "tappa della memoria", a cinquant'anni : la partenza avverrà da Gemona del Friuli e l'arrivo sarà fissato a Piancavallo, nel 50esimo anniversario del terremoto che, a maggio e settembre 1976 (con epicentro tra Gemona e Artegna), colpì il Friuli, provocando 990 vittime e 45mila sfollati.
Poi l'arrivo a Roma che, per l'ottava volta, la quarta consecutiva, ospiterà il "Grande Arrivo" del Giro d'Italia con la proclamazione dei vincitore davanti ai Fori Imperiali.
Come lo scorso anno (per la decima volta dal 2002 ad oggi), anche la prossima edizione della Corsa Rosa prenderà il via dall'estero, con tre tappe che si disputeranno nel paese balcanico, come dichiarato il presidente di Rcs Urbano Cairo, toccando città importanti quali Sofia, Burgas, Plovdiv e Veliko Tarnovo.
Poi la carovana approderà in Italia, senza alcun giorni di riposo, partendo dalla Calabria, che ospiterà probabilmente tre tappe, compreso un passaggio (confermato) a Vibo Valentia. La risalita della Penisola toccherà l'Abruzzo (con il Blockhaus sulla Maiella?) e la Campania, con Napoli che dovrebbe, anche nel 2026, avere un arrivo di frazione (o sia la partenza che l'arrivo), come avvenuto nelle ultime quattro edizioni.
Le altre indiscrezioni, procedendo sempre in direzione Nord, parlano di un arrivo (o partenza) a Spoleto (Umbria) e Bellaria Igea Marina (Rimini), mentre appare già "scritta" la tappa Viareggio - Chiavari. Una salita inedita - molto dura - potrebbe essere quella della Sella dei Generali, in provincia di Piacenza.
La Valle d'Aosta ospiterà certamente un arrivo in salita e località prescelta sembra essere Pila, dopo una tappa che partirebbe dal Basso Piemonte con passaggio sul Col de St. Pantaleon e Champremier.
A Milano sperano ancora di ospitare un tappa: tramontata l'ipotesi dell'arrivo, ecco allora che l'idea sarebbe quella di far disputare sulle strade cittadine una cronometro individuale, con sviluppo nella zona di San Siro e arrivo in pieno centro. Poi possibili un arrivo per velocisti a Busto Arsizio e una frazione con partenza sempre dalla provincia di Varese (Castellanza?) e traguardo fissato in Svizzera, a Carì, nel Canton Ticino dopo aver scalato il passo del Cuvignone e il passo della Forcora.
Infine, il gran "finale" dolomitico, con Trentino, Veneto e Friuli Venezia Giulia protagonisti della quasi totalità dell'ultima settimana (con lunedì come giorno di riposo). Intanto il governo friulano ha già stanziato 8 milioni di euro, destinati agli "enti di decentramento regionale di Pordenone (5,04 mln) e Udine (2,7 mln) per interventi sulla viabilità connessi al passaggio del Giro d'Italia nel 2026".
L'Alto Adige, secondo tutte le indiscrezioni, non dovrebbe avere arrivi e partenze di tappa: la Corsa Rosa 2026 è, insomma, praticamente "fatta".
Ora bisognerà capire chi saranno i "big" al via: difficilissimo che Tadej Pogacar decisa di andare a caccia del bis dopo il trionfo nel 2024, visto che le sue attenzioni restano concentrate soprattutto sul Tour, sulle classiche di primavera (prima tra tutte la Milano - Sanremo) e autunnali, senza dimenticare il Mondiale e con un "pensierino" pure alla Vuelta (l'ultimo dei Grandi Giri che gli manca).
Ecco, allora, che la "corazzata" Uae riproporrà probabilmente il giovane Isaac Del Toro, ad un passo dal successo lo scorso anno, quale capitano, a cui la Visma risponderà certamente con Simon Yates, vincitore dell'ultima edizione. Vingegaard ed Evenepoel? Quasi impossibile siano al via, mentre saranno al via i migliori ciclisti italiani del momento, Antonio Tiberi, Giulio Pellizzari e Giulio Ciccone.












