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I sentieri dei minatori premiano Vender e Zambanini

Corsa in montagna. Il podista di Pieve di Bono si è imposto sui tracciati di casa, mettendo in fila Filosi e Cozzini. Nella gara femminile Carlin e Tarter alle spalle di Zambanini. Tra gli ospiti Antonio Molinari, Michele Odorizzi e Giuseppe Ferrandi

La partenza da Darzo (foto di Ivan Capelli)
Pubblicato il - 08 maggio 2017 - 21:36

DARZO. Il campione italiano Alberto Vender (Atletica Valchiese) e Anna Zambanini (Gs Fraveggio) dopo 8,5 chilometri e 1.160 metri di dislivello sono i primi vincitori de La Volada, novità della stagione della corsa in montagna italiana che ha permesso agli specialisti di scoprire e ripercorrere i sentieri dei minatori.

 

Una gara impegnativa organizzata dall’Associazione La Miniera e dalla società Valchiese, e disegnata proprio sui sentieri che fino dall'800 sono stati battuti dai minatori, con i binari dei vagoncini della miniera ancora presenti a ricordare la fatica e il sudore degli abitanti di un tempo delle vallate del fiume Chiese.

 

Il primo a presentarsi sul traguardo è stato proprio il padrone di casa Alberto Vender (Atletica Valchiese), quasi ventunenne di Pieve di Bono diplomatosi la settimana scorsa campione italiano under 23 nel chilometro verticale. L'allievo di Ennio Colò ha completato la propria gara in 44'44" al termine di un irresistibile assolo che l'ha portato ad accumulare circa un minuto e mezzo sul compagno di allenamenti Marco Filosi (Atletica Valchiese, 46'15"), a sua volta fresco di titolo italiano nelle lunghe distanze, mentre sul terzo gradino del podio si è accomodato Enrico Cozzini (Gs Fraveggio, 48'11") con il pinetano Stefano Anesi (Us Quercia Trentingrana) sesto e primo della categoria juniores. 

(Il podio maschile, da sinistra: Enrico Cozzini, Alberto Vender e Marco Filosi - foto Nicer)
Finale thrilling invece nella gara femminile: Anna Zambanini sembrava avere la situazione sotto controllo ma nell'impegnativo tratto in prossimità dell'antica residenza dei minatori, con i suoi tratti scalinati e la caratteristica serpentina, la fatica si è fatta sentire, consentendo all'ultramaratoneta Monica Carlin (Gs Valsugana Trentino) di ricucire lo strappo fino a riportarsi nella sua scia. Una volta uscita dal tratto più duro però la Zambanini è tornata ad allungare per tagliare per prima il traguardo, posizionato tra un vagoncino di miniera ed una lampada a carburo dopo poco più di un'ora di gara, 1:00'52" per la precisione. Venti secondi dopo, ecco sopraggiungere anche la Carlin, con la fiemmese Roberta Tarter (Us Stella Alpina di Carano) in terza posizione. 

(Il podio femminile, da sinistra Roberta Tarter, Anna Zambanini, Monica Carlin - foto Nicer)

Oltre 200 sono stati gli scalatori che hanno raggiunto la località Marigole e tra loro anche volti noti, come l'ex campione iridato Antonio Molinari (Atletica Trento), il presidente del consorzio Melinda Michele Odorizzi (Atletica Valli di Non e Sole) e il direttore del Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi (Atletica Team Loppio).

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