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L'altoatesino Ploner e il trentino Ciech portano l'Italia sul tetto del mondo in Brasile

Al campionato mondiale di deltaplano il pilota di San Cassino e il campione di Folgaria hanno conquistato l'argento e il bronzo e regalato, assieme agli altri azzurri, il titolo alla nazionale italiana. Nell'individuale l'oro è andato al ceco Benes

Pubblicato il - 20 agosto 2017 - 12:35

BRASILIA. C'ha provato fino all'ultimo Alessandro Ploner, il campione di deltaplano originario di San Cassiano (Bolzano) a fare il bis e riconquistare il titolo di campione del mondo. Alla fine s'è dovuto accontentare, se così si può dire, della medaglia d'argento e del titolo di campione del mondo conquistato assieme alla nazionale azzurra. Già, perché a vincere singolarmente c'ha pensato Petr Benes, pilota della Repubblica Ceca, ma a piazzarsi sulla terza piazza c'è riuscito il trentino Christian Ciech, idolo di Folgaria e campione assoluto della disciplina (vincitore del titolo mondiale individuale in Messico nel 2015 e di vari titoli di squadra).

 

La 21esima edizione del campionato del mondo si è svolta in Brasile e singoli piloti e squadre hanno volato sotto l'egida della FAI (Fédération Aéronautique Internationale) nella Valle di Paraná. Dalle sue pendici a circa 1000 metri di quota, nelle vicinanze di Formosa, comune dello Stato del Goiàs a 92 km dalla capitale federale, per nove giorni sono decollati i volatori alla volta dell'atterraggio nella Esplanada dos Ministérios a Brasilia. La valle gode di un clima secco e vento costante, ma talvolta i piloti hanno incontrato anche condizioni difficili.

 

 

I percorsi assegnati dalla direzione di gara misuravano tra i 100 e i 135 chilometri ed erano contrassegnati da boe aeree in corrispondenza di punti salienti del territorio che i piloti dovevano obbligatoriamente aggirare prima di raggiungere la meta. Il tempo impiegato mediamente dai migliori è stato tra poco meno delle due ore e le tre ore e mezza, secondo le condizioni meteo della giornata. Alle stesse si sono subordinate le velocità medie, aggirate tra i 35 ed i 53 km/h, ma questi mezzi sono idonei a raggiungere velocità massime oltre i 100 km/h. Il tutto sfruttando un motore che non consuma e non emette nulla, vale a dire quello dell'irraggiamento solare del territorio e delle correnti ascensionali che esso provoca.

 

L'altoatesino Ploner ha quasi ininterrottamente tenuto la testa della graduatoria nei nove giorni di gara e il divario con l'atleta ceco nella classifica finale è risultato assolutamente esiguo. Quarto un altro pilota della Repubblica Ceca, Dan Vyhnalik e quinto Filippo Oppici, pilota di Parma. Ottime le prestazioni del ciociaro ed esordiente Marco Laurenzi e del resto del team azzurro, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e il padovano Valentino Bau che hanno contribuito al successo collettivo. Dirigeva la nazionale Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). 

 

 

La supremazia degli azzurri come squadra non è mai stata in discussione. Ha iniziato e chiuso in testa davanti alle nazionali della Repubblica Ceca, Germania, USA, Australia, Brasile, e Giappone. 26 i paesi presenti per un totale di 131 piloti.

Le classifiche sono stilate in base ai risultati di ogni volo con assegnazione di un punteggio a ciascun pilota secondo l¹ordine di arrivo al traguardo. La somma dei punteggi di tutti i voli determina la graduatoria individuale e quella di tutti i voli dei piloti di ogni nazionale quella a squadre.

 

 

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