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Mondiali di corsa in montagna, a Premana brillano la trentina Linda Palumbo e l'altoatesino Daniel Pattis

Running. La manifestazione viene dominata dalle 'gazzelle' africane, ma il bottino (tre argenti e due bronzi) è molto buono. Nel paese del lucchese il meglio della disciplina e quasi trecento atleti a sfidarsi per i titoli iridati

Di Gabriele Andretti - 31 July 2017 - 11:45

PREMANA. Premana, un piccolo paese nel lecchese, è stato invaso nella giornata di domenica da quasi trecento atleti giunti da ventitré nazioni per darsi battaglia sulle ripide salite della Val Varrone.

 

La pioggia caduta il giorno precedente non ha affatto intimorito i runners, favoriti anche dalle condizioni climatiche eccellenti in una splendida giornata di sole: le gare non hanno deluso le attese e sono state dominate, come da pronostico, dalle ‘gazzelleafricane (4 ori su 4).  

 

Allo stesso tempo però si sono ben distinti gli atleti italiani, in particolare l’altoatesino Daniel Pattis, laureatosi vicecampione europeo qualche settimana fa, giunto secondo al traguardo nella categoria juniores, mentre a squadre è stata una pioggia di medaglie per le tutte e quattro le formazioni juniores e senior.

 

Ben cinque le medaglie appese al collo dei fortissimi atleti selezionati dal responsabile tecnico Paolo Germanetto: il bottino finale dice tre argenti (Pattis, squadra senior maschile e femminile) e due bronzi (squadra juniores maschile e femminile) che vanno a confermare l’ottimo operato e il livello raggiunto della nazionale italiana.

 

Nel percorso molto impegnativo della gara senior maschile (13 chilometri e 860 metri di dislivello) ha ben figurato il trentino Cesare Maestri, tredicesimo al traguardo di una gara che ha visto come protagonisti dall’inizio alla fine gli ugandesi: sul gradino più alto del podio è salito per l’appunto Kiplangat, atleta della squadra trentina dell’Us Quercia che, dopo una rimonta, si è messo alle spalle i connazionali Musobo e Ayeko.

 

Il primo italiano al traguardo è stato invece il campione europeo Xavier Chevrier, in sesta posizione, davanti di qualche secondo al capitano Bernard Dematteis.

 

Anche le senior femminili si sono laureate squadra d’argento, in una gara che ha visto un’accesa sfida tra l’austriaca Mayr e la keniana Murigi, che dopo aver fatto il vuoto sulla discesa, taglia in solitaria il traguardo.

 

Si è aggiudicata invece il bronzo la britannica Tunstall, mentre le azzurre, dopo un promettente avvio, hanno perso qualche posizione nella seconda parte di gara e hanno chiuso rispettivamente settima Gaggi, undicesima Iozzia e quattordicesima Bottarelli, mentre l’oro a squadre è scivolato via a causa del ritiro di Ciappini.

 

Tra gli juniores invece spicca la sontuosa prestazione di Daniel Pattis, che si è arreso solo al fortissimo Oscar Chelimo, classe 2001, che ha condotto la gara in testa dall’inizio alla fine. Al terzo posto ha chiuso invece lo statunitense Hull. Secondo italiano al traguardo è poi il valtellinese Andrea Prandi che si è posizionato all’undicesimo posto precedendo il compagno di squadra Andrea Rostan, quindicesimo invece Stefano Martinelli che consente quindi agli azzurrini di conquistare la medaglia di bronzo a squadre.

 

Ottimi anche i risultati delle junior femminili: nona posizione per la piemontese Paola Varano, mentre subito dietro troviamo la pistard trentina Linda Palumbo. Sfortunata invece la valdostana Gaia Colli, che ha accusato una brutta caduta in discesa ma che, stringendo i denti, ha tagliato coraggiosamente il traguardo tra lacrime e sangue, posizionandosi al quattordicesimo posto e riuscendo comunque a regalare assieme alla compagna Anna Frigierio il bronzo alle azzurrine.

 

Visibilmente soddisfatta al traguardo la trentina Linda Palumbo, reduce da un altro impegno in nazionale agli europei nei 3.000 siepi, svoltisi lo scorso giovedì a Grosseto.

 

"È stata una gara una gara veramente dura con salite ripide e pendenti - commenta l’allieva di Claudio Tavernini che corre per l’Atletica Clarina Trentino -. Non sono abituata a questo tipo di gare perché i miei allenamenti sono concentrati sulla pista, ma anche grazie a un inatteso e calorosissimo pubblico sul finale della salita abbiamo ricevuto tutti una spinta in più". 

 

La trentina si è poi soffermata sulla sua prestazione. "Ho impostato - dice - la gara cercando di trovare il mio ritmo e ho trascorso maggior parte della gara assieme a un atleta ugandese, poi però la discesa è stata molto tecnica e difficile. Devo dire di essere comunque davvero felice e soddisfatta di questo mondiale".

 

Meglio la pista o la montagna? "Sono due mondi completamente differenti - conclude Palumbo - il clima della corsa in montagna è più tranquillo e rilassato. Credo però che alle mie caratteristiche si adattino meglio le gare in pista".

 

  

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