Contenuto sponsorizzato

Quando anche una gita al lago si trasforma in allenamento, Gabriele Ioriatti giovane stella emergente del triathlon

Triathlon. Il trentino difende i colori del Fersen Triathlon di Pergine e nelle ultime settimane si è classificato secondo agli studenteschi nazionali nelle Marche e nel circuito nord-est di Vittorio Veneto: "Terminato il liceo continuerò a studiare, ma l'obiettivo è diventare professionista"

Gabriele Ioriatti portacolori del Fersen Triathlon
Di Linda De Carli e Angelica Beccari (Liceo Prati) - 14 giugno 2017 - 20:35

TRENTO. Fisico asciutto, sorriso luminoso e sincero, ma soprattutto tanta voglia di vincere. “Per me il triathlon è vita. Non è soltanto un impegno e fa parte del mio essere”, questo è Gabriele Ioriatti, un triatleta diciassettenne che da cinque anni si allena alla Fersen Triathlon di Pergine Valsugana, un’associazione sportiva che promuove la pratica e la diffusione di questo sport in Trentino.

 

Si allena quotidianamente, ma anche una gita al lago con gli amici si può trasformare in un’ottima occasione per fare training. E in risultati di impegno e costanza non mancano.

 

Due settimane fa Gabriele ha vinto una borsa di studio per aver conseguito il secondo premio nella gara degli studenteschi nazionali a Porto Sant’Elpidio nelle Marche, mentre la settimana scorsa nel circuito nord-est di Vittorio Veneto si è aggiudicato il secondo posto nel supersprint (la prova più breve) dopo 34’e 34’’ di gara.

 

Gabry, chiamato così dagli amici, è nato a Trento, ma vive a Baselga di Pinè e frequenta il Liceo delle scienze umane 'Marie Curie' a Pergine. Una personalità solare, spicca per simpatia, determinazione e sicurezza nelle proprie capacità.

 

Il triathlon è uno sport multidisciplinare relativamente conosciuto: solo nel 2000 è infatti diventato per la prima volta nella storia una disciplina olimpica, sia femminile che maschile. Le tre categorie (nuoto, bici e corsa) sono riunite in un’unica sfida che si differenzia per distanza, tempo e difficoltà. La sessione di gare dura da inizio primavera a fine estate.

 

La prova più temuta da tutti è quella dell'ironman: quasi 4 chilometri di nuoto, 180 chilometri di bici e 42 chilometri di corsa. “Parteciparvi è il sogno di ogni triatleta - dice Ioriatti - e mi impegno per riuscire a sostenere la fatica di questa gara".

 

Il triathlon 'classico', quello olimpico, si articola sui 1.500 metri di nuoto, 40 chilometri in bicicletta per finire con 10 chilometri di corsa e Gabriele si cimenta in questo tipo di gara praticamente ogni settimana a livello nazionale.

 

In questo sport sono fondamentali la forza e la resistenza che vertono nel nuotare, nel pedalare e nel correre senza alcuna interruzione. Il trentino Alessandro Degasperi, tra i più forti interpreti internazionali della disciplina, si è piazzato ventesimo nella classifica mondiale del triathlon: "E indubbiamente - dice - è una fonte d’ispirazione importante, spero di poter seguire le sue orme".  

 

Gabry, quanto conta lo spirito di squadra in questo sport?

Il triathlon è visto come uno sport individuale e per questo sembra che sia assente lo spirito di squadra. In realtà è molto importante stringere amicizie con i propri compagni di allenamento per sostenersi a vicenda anche nelle gare più toste e difficili.

 

Com’è nata questa passione?

Mi sono sempre interessato all'attività sportiva e in particolare al nuoto, che ho praticato per ben sette anni anche a livello agonistico. Dopo ho pensato di conciliare anche la corsa e la bici, visto che erano discipline che praticavo già nel tempo libero. La passione è nata così e si è sempre più accresciuta negli anni.

 

Come grava questo impegno sulla tua quotidianità?

Cerco di fare sempre del mio meglio, sacrificando una gran parte del mio tempo libero per dedicarmi anima e corpo allo sport.

 

Come ti sostiene la famiglia?

Senza i miei genitori non sarebbe stato possibile arrivare fino a questo punto e non potrei ambire a risultati importanti, come il secondo posto raggiunto agli studenteschi nazionali del triathlon a Porto Sant’Elpidio. La mia famiglia mi sostiene economicamente e psicologicamente: mia madre mi accompagna a molte gare e non si scoraggia in caso di maltempo oppure davanti alle molte ore di attesa, ma anche le trasferte in tutta Italia sono un bell'impegno da gestire.

 

Qual è stato il momento più emozionante e soddisfacente?

Ogni  volta che salgo sul podio è una forte emozione: il momento in cui si raccolgono i frutti del duro lavoro quotidiano. Le gare sono faticose e in realtà si trasformano sempre in sfide con me stesso.

 

Questo sport riunisce tante nazionalità e ognuno è accomunato dalla stessa passione e dalle stesse ambizioni. Ricorderò sempre un momento speciale a maggio di quest’anno a Caldaro, in Alto Adige, quando i miei genitori, mio fratello, la mia ragazza e i miei amici mi stavano aspettando al traguardo: sono stati in piedi sotto la pioggia per due ore e mezza per fare il tifo e incitarmi. Credo che praticare uno sport sia anche questo: non sentirsi mai soli, ma sentirsi sostenuti e amati.

 

Quali sono i tuoi progetti per il tuo futuro?

Ho le idee relativamente chiare sulla mia carriera futura e sul percorso di studi. Una volta concluso il liceo, l’Uni.team dà la possibilità agli sportivi di integrare corsi e allenamenti quotidiani con la squadra dell’università: cercherò sempre di puntare in alto e oggi non so ancora dire se il triathlon sarà la mia strada, anche dal punto di vista lavorativo, ma ovviamente spero di realizzare il mio sogno, quello di poter diventare un triatleta professionista.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 04 marzo 2021
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

05 marzo - 17:02

Ancora non sono ufficiali le classificazioni per colori anche se Repubblica inserisce le due provincie autonome in zona rossa (Bolzano lo sarà comunque per decisione di Kompatscher, fino al 15 marzo). Intanto emergono i dati sull'Rt. Per il Trentino rischio ''moderato ad alta probabilità di progressione'' per l'Alto Adige seconda settimana con Rt da ''zona gialla'' e a un passo dalla zona bianca della Sardegna

05 marzo - 11:32

Coldiretti a livello nazionale ha raccolto oltre 5 milioni di chili di prodotti tipici Made in Italy a chilometri zero e di altissima qualità distribuiti poi per garantire un pasto di qualità ai più bisognosi di fronte alla crescente emergenza provocata dalla pandemia Covid

05 marzo - 11:56

Il soccorso consiglia quindi di indossare ramponcini o dispositivi similari adattabili a tutte le calzature, solo su strade pianeggianti o con lieve pendenza. In tutti gli altri tipi di terreno, è necessario utilizzare esclusivamente ramponi fissati e bloccati a dovere

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato