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Saronni-Moser pace fatta in sella ai "cavalli d'acciaio" della Moserissima

I due storici rivali erano presenti al via della ciclostorica di Trento, tra maglie in lana, caschi in cuoio, puntapiedi e cinghiette, pantaloncini d'un tempo e aneddoti del ciclismo "eroico" di qualche anno fa senza rinunciare a qualche frecciatina

La stretta di mano Saronni-Moser
Pubblicato il - 08 luglio 2017 - 16:50

TRENTO. Una sfida d'altri tempi, anzi La Sfida d'altri tempi (quelli compresi tra il 1978 e il 1986). Saronni-Moser/Moser-Saronni a seconda di come si decida di leggerla. I due rivali eterni, un dualismo che ha reso grande il ciclismo di casa nostra, negli anni che furono, e che lo rese appassionante, avvincente, divisivo come proprio solo il ciclismo riesce ad essere. In quegli anni era così: c'erano i tifosi dello Sceriffo e quelli del Giaguaro e ogni occasione diventava buona per ribadire che era il proprio beniamino ad essere migliore dell'altro. E loro due non se le sono mai risparmiate.

 

Salite, sterrati, discese, volate, cronometro. Dal Giro d’Italia (Saronni ne vincerà due, nel ’79 e nell’83, Moser uno nell’84 ma indosserà la maglia rosa per 57 giorni risultando il terzo di ogni epoca alle spalle di Merckx e Binda) alle classicissime come la Parigi Roubex (Moser ne ha vincerà tre consecutive, Saronni nessuna e nell’81 anche per polemizzare con il suo rivale la definì "un ciclocross da abolire") e in qualche occasione hanno anche combattuto insieme (anche se qualcuno dirà mai l'uno per l'altro) con la maglia azzurra per vincere la coppa del mondo (nel ’77 Moser vinse a San Cristobal, nell’82 Saronni a Goodwood).

 

Oggi a Trento la terza edizione de "La Moserissima" ha segnato ufficialmente la pace di questi due grandi rivali in quella che abbiamo definito una sfida d'altri tempi. Già perché i due campioni la simbolica (e anche reale) stretta di mano se la sono data in sella a dei veri e propri "cavalli d'acciaio", poiché il regolamento della seconda sfida in ordine cronologico dell'Apt Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi e Asd Charly Gaul Internazionale recita inflessibilmente: maglie in lana, caschi in cuoio, puntapiedi e cinghiette, pantaloncini d'un tempo, e biciclette fabbricate rigorosamente prima del 1987.

 

Il primo a presentarsi ai nastri di partenza di Piazza Duomo a Trento è stato il pedalatore di Caldogno Marino Basso, campione del mondo in linea nel 1972 e vincitore di ventisette tappe nei tre grandi giri, decisamente uno dei più in forma quest'oggi: "Vado ancora in bicicletta perché non bisogna arrendersi mai", ha detto al via. All'appuntamento del Giro d'Italia d'Epoca era presente anche la famiglia Moser al gran completo, con al via campioni (poiché non è corretto chiamarli ex) quali Renato Laghi, Simone Fraccaro, Palmiro Masciarelli, Filippo Pozzato, Imerio Lucchini, Imerio Massignan, Roberto Poggiali, Claudio Torelli, Luciano Armani, Stefano Giuliani ed il già citato Marino Basso a sfrecciare sulla sua fiammante Bianchi anni '70.

 

Gli irriducibili del ciclismo si sono ovviamente cimentati con il percorso "lungo" di 94 km e 943 metri di dislivello (come disse Basso 'mai mollare'), con partenza ed arrivo nel centro storico di Trento, con qualcuno dubbioso, visto il gran caldo, se svoltare per il "corto" di 57 km e 590 metri di dislivello. Ma al via si attendeva prima di tutto la stretta di mano fra Francesco Moser e Giuseppe Saronni, la quale a dire la verità c'era già stata la sera precedente, quando i campioni del ciclismo si sono radunati alla tenuta Moser per una "cena rustica a casa di Checco".

 


 

Dalla mano tesa di Francesco Moser ad inizio gara ("Le gare sono finite, non ci sono più frizioni") alle simpatiche provocazioni di Beppe Saronni ("Allora, quando si comincia a far sul serio? Devo sbrigarmi perché stasera parto per il Tour de France"), sino agli interventi di altri sportivi quali Pippo Pozzato, in sella ad una bicicletta del 1976 prestatagli da uno dei figli del Checco, Ignazio Moser, "ma anch'io ne posseggo una storica". Fraccaro era invece un gregario, ma uno di quelli indispensabili, visto che un anno corse con Gimondi, due con Moser e tre con Saronni: "Soddisfazioni e vita dura con loro non mancavano, il più difficile caratterialmente era sicuramente Gimondi, ma questo gli permise di essere un vincente".

 

Alla ciclostorica non poteva far mancare il proprio sostegno la direttrice dell'Apt Elda Verones, al timone di tutti gli eventi trentini del weekend: "Oltre alle pedalate, sono previsti anche ristori alle cantine Moser e Cavit, quindi un'ottima occasione per degustare i prodotti del territorio". Presso Cavit, in particolare, è stata stappata la bottiglia "Primato", di ben 26.25 litri (l'equivalente di 35 bottiglie) di un pregiato Altemasi, in onore del record dell'ora 1984 di Francesco Moser.

 

Non sono mancati nemmeno gli aneddoti quando i corridori si sono fermati a rifocillarsi, qualcuno come un novello Don Chisciotte addirittura raccontava di fantomatiche incredibili competizioni spalla a spalla con Gimondi o "cuore matto" Bitossi, per non parlare di un corridore vicentino vestito di un maglione a maniche lunghe decisamente più adatto alla Siberia che all'afa estiva di questi giorni in Trentino: "Ad eccezione dello scorso anno, non perdo occasione per partecipare a 'La Moserissima'". Un soddisfatto Francesco Moser ha poi commentato all'arrivo: "Ė andato tutto bene, e visto il successo riscosso potremmo anche addirittura pensare ad una versione 'moderna' de 'La Moserissima', magari con le bici elettriche".

 


 

Domani il weekend ciclistico trentino si concluderà con la dodicesima edizione de "La Leggendaria Charly Gaul", in partenza dalle 8 da Trento e in diretta Rai Sport a partire dalle 9.30, con una miriade di protagonisti a darsi battaglia: ci sarà la vincitrice della giornata di ieri alla cronometro di Cavedine (anch'essa prova UCI Gran Fondo World Series) Carola Skarabela, la fuoriclasse bresciana Emma Delbono, la mediofondista trentina Serena Gazzini, la granfondista Odette Bertolin, e ancora Nuria Maccioni, Simona Parente, Manuela Sonzogni, Jessica Leonardi, Barbara Lancioni, Kerstin Brachtendorf e Olga Cappiello, rispettivamente terza e seconda alla crono in Valle dei Laghi. Passando poi alla compagine maschile, ci saranno Filippo Attolini, Daniele Pozzato, i due favoriti Enrico Zen e Stefano Cecchini, Filippo Calliari, il veronese Francesco Avanzo, "il principe delle granfondo" Tommaso Elettrico, Paolo Minuzzo, Paolo Decarli, Andrea Tecchio, Andrea Pontalto, il trentino Daniele Bergamo esperto mediofondista, Michele Attolini, Daniele Terzi, e addirittura numerosi bikers di Trentino MTB quali Loris Casna, Alessandro Forni, Andrea Zamboni, quest'ultimo spesso alle prese anche con il ciclismo su strada, Massimo Gottardini, Flavio Lanconelli e i veterani Piergiorgio Dellagiacoma, Tarcisio Linardi, Daniele Magagnotti e Michele Bazzanella, oltre ai super ospiti Gilberto Simoni, Aldo e Francesco Moser e Jury Chechi. 

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