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Trento, quattro trofei e una sola sconfitta in tutto il 2016. Giacca: "Un anno praticamente perfetto"

Il presidente del sodalizio di via San Severino traccia il bilancio di un'annata straordinaria e guarda al futuro: "C'è da giocare la coppa italia nazionale dove rappresenteremo tutto il Trentino". E poi c'è la serie D nel mirino e il nuovo centro sportivo: "Noi siamo pronti: vorremmo fare quattro campi d'allenamento, uno dei quali "a nove" con copertura mobile mediante teloni"

Pubblicato il - 24 dicembre 2016 - 20:07

TRENTO. Mauro Giacca non si ferma nemmeno a Natale. Il presidente del Trento ha trascorso parte della vigilia in sede. Lavori di routine, per carità e niente di più, ma il numero uno gialloblù non conosce la parola "ferie". Il 2016 del sodalizio aquilotto è stato praticamente perfetto: dieci e lode sarebbe probabilmente troppo, ma il voto relativo all'anno che sta per andare in archivio si aggira tranquillamente attorno al nove e mezzo. Quattro trofei conquistati nell'anno solare, con la vittoria del campionato di Promozione, l'Euregio Cup, la Coppa Italia provinciale e quella regionale, e un totale di 41 partite ufficiali disputate da gennaio a dicembre. Il bilancio parla complessivamente di 38 vittorie, 2 pareggi (ad aprile contro il Castelsangiorgio e qualche settimana fa contro il Brixen) e una sconfitta. L'unico risultato negativo del Trento risale al mese di novembre: nella gara d'andata della semifinale di Coppa Italia l'Anaune dell'ex Pippo Moratti ha saputo imporre lo 0 a 1 agli aquilotti, che hanno visto così rovinato, ma solo in minima parte, lo strepitoso percorso "netto" del 2016.

 


 

"Il bilancio è più che positivo - commenta Giacca -, sia per quanto riguarda la prima squadra che per il settore giovanile. Manfioletti e i ragazzi, sia quelli che hanno vinto il campionato di Promozione che quelli arrivati nel corso dell'estate, hanno lavorato in maniera perfetta: i risultati parlano chiaro e aver conquistato quattro trofei nel corso dell'anno è motivo di grande soddisfazione. Ma anche in questa fase positiva io non dimentico da dove siamo partiti, dal nulla. Nel giro di due anni e mezzo abbiamo rifondato, riorganizzato e restituito credibilità ad un club che, non scordiamocelo, era fallito e "distrutto". In ambito giovanile stiamo crescendo a vista d'occhio: c'è ancora molto da fare, ma il percorso che abbiamo intrapreso è quello giusto. Ne sono convinto".

 

Tutto bello, insomma, o c'è qualcosa che da "cancellare"?

 

Nessuno è perfetto e chi lavora, nel nostro caso parecchio, inevitabilmente commette degli errori. La collaborazione con le società del territorio è produttiva e c'è grande rispetto. Il progetto "Promesse Trentine", legato esclusivamente al settore giovanile, sono convinto ci porterà lontano, ma dobbiamo migliorare nel rapporto con le realtà della provincia di Trento. Abbiamo sbagliato, in alcune circostanze, e cercheremo d'imparare dalle cose negative per far sì che in futuro tali errori non si ripetano. L'abbiamo detto più volte: vogliamo riportare la società nelle categorie che merita e diventare il punto di riferimento per il movimento calcistico provinciale, ma per farlo dobbiamo essere praticamente "perfetti" nei confronti delle realtà del territorio. Non a caso - e chi mi conosce sa che non parlo a vanvera - ho sinceramente dedicato la conquista Coppa Italia regionale a tutti i sodalizi trentini.

 

Il presente dice Eccellenza, il futuro è la serie D. E la Quarta Serie non sarà un traguardo, ma solamente un ulteriore punto di partenza.

 

E' chiaro che l'obiettivo è quello di tornare in serie D ma a questo la società penserà concretamente solo quando la matematica ci conforterà. Sicuramente non vogliamo farci trovare impreparati per l'eventuale salto e il nostro direttore sportivo Claudio Rastelli, il miglior acquisto operato nel corso dell'anno, è già al lavoro. E poi c'è la fase nazionale di Coppa Italia: dopo alcuni anni il Trento tornerà, finalmente aggiungo, a giocare al di fuori dei confini regionali e vogliamo fare bella figura. Ai ragazzi l'ho già detto: quando affronteremo formazioni venete, friulane o di altre regioni, non rappresenteremo solamente il Trento, ma un'intera provincia.

 

Il futuro, però, non è solamente "sportivo", perché Giacca, da presidente e imprenditore, non può non pensare anche all'ambito "extrasportivo". Il riferimento è chiaro: da mesi si parla del nuovo centro sportivo che la società vuole fortemente costruire in sinergia - termine assai caro al numero uno di via Sanseverino - con la pubblica amministrazione.

 

Ne stiamo parlando da tanto tempo, il discorso è ben avviato e un centro sportivo così come lo intendo io rappresenterebbe un enorme beneficio sia per il Trento che per tutto il movimento sportivo del territorio. L'area individuata è quella a fianco della concessionaria Dorigoni, a Trento Sud, e l'idea sarebbe quella di costruire, per il momento, quattro campi d'allenamento, uno dei quali "a nove" con copertura mobile mediante teloni. Un paio di campi verrebbero realizzati con fondo in erba sintetica e, quindi, sarebbero utilizzabili, per tutta la durata dell'anno. Per gli spogliatoi si potrebbe tranquillamente pensare ad una struttura provvisoria, che verrebbe sostituita successivamente con una costruzione vera e propria. Il Trento non chiede all'amministrazione provinciale e comunale di costruire il centro sportivo, ci mancherebbe, ma vuole lavorare in perfetta sintonia con le istituzioni e contribuire economicamente alla realizzazione di un progetto che farebbe bene a tutto il calcio trentino. Ho sentito dire, poi, che noi avremmo rapporti "burrascosi" con Asis. Niente di più falso: anche con l'azienda che si occupa della gestione degli impianti sportivi siti all'interno del comune, così come con la Provincia e il Comune, vogliamo collaborare in maniera serena e produttiva. Il nostro obiettivo è quello di andare lontano e, per riuscirci, abbiamo bisogno di tutti.

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