"Gli assorbenti abbandonati e il fazzoletto sporco te li bevi in pianura. Per cui, ti conviene raccoglierli". Dal rifugio, un prontuario su come (non) comportarsi all'Alpe Ventina

La pulizia settimanale della zona attorno il Rifugio Gerli-Porro ha avuto esiti piuttosto infelici: bottiglie, scontrini, fazzoletti e altro materiale utilizzato per l'igiene intima. Il personale ha deciso di rispondere a modo suo, con un simpatico elenco di consigli per rispettare l'ambiente. "Puoi portare le mutande a valle con te, le volpi non le indossano, abbiamo chiesto ad esperti"

di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.
Al Rifugio Gerli-Porro, in Alta Valmalenco, come di consueto è giunto il momento della pulizia settimanale della piana dell'Alpe Ventina. Da qualche tempo, però, per il personale del rifugio questo è un appuntamento piuttosto sgradito: "Sacchetti con deiezioni abbandonati lungo i sentieri, bottiglie, cartine, scontrini e fazzoletti. Una quantità di rifiuti che non vedevamo da anni".
Non si tratta solo di numeri, qui il problema sembra essere strutturale. "Sicuramente quest'anno, rispetto agli anni scorsi, c'è stato un incremento della frequentazione della montagna - riflettono i gestori -, ma non credo che il problema sia semplicemente quello: il vero tema è l'impatto umano sull'ambiente e, forse, una certa mancanza di educazione ambientale".
"Manca la consapevolezza che ciò che lasciamo in montagna rimane nell'ambiente e diventa un problema per tutti".
Intanto, il "bottino" di coloro a cui toccano le pulizie si arricchisce: solo ieri hanno raccolto un sacco pieno di immondizia, che il personale evita volutamente di descrivere nel dettaglio. "Si trattava all'80% di deiezioni, fazzoletti, assorbenti. Nella piana ci sono due rifugi, perché non andare in bagno lì? Piuttosto che tu la faccia in giro, preferisco che tu venga nel mio rifugio".
"E poi - continuano i rifugisti con amarezza - se vuoi campeggiare, non ci vuole molto a portarsi dietro un piccolo sacchetto per raccogliere i propri rifiuti".
Data la difficoltà di comprensione di certe dinamiche, il Rifugio ha allora pensato di diffondere tramite i propri social un piccolo e irriverente prontuario su come comportarsi nell'alpe;
- un doppio controllo non costa nulla, se campeggi o se fai pic nic.
- se devi andare in bagno ci sono due rifugi. Non occorre abbandonare fazzolettini, assorbenti, pannolini, soprattutto dall'altra parte del torrente.
- se campeggi perché ami la natura puoi portare mutande e latte di cibo a valle con te, le volpi non le indossano, abbiamo chiesto ad esperti.
- se qualcuno ama prendere i girini (cosa che non bisognerebbe fare), vigila affinché le bottiglie e le lattine non rimangano nel lago.
- le deiezioni di cani le raccogliamo noi la sera con la pala, e le buttiamo nella nostra vasca - sia le nostre che le altre.
"E ricorda: il fazzoletto e l'assorbente te li bevi in pianura.
Per cui, ti conviene raccoglierlo".
"Come rifugisti - continuano i gestori - cerchiamo di intervenire direttamente: facciamo pulizia regolarmente e raccogliamo anche ciò che troviamo lungo i sentieri. Se troviamo una cosa caduta per terra, la raccogliamo. Non è un compito gravoso quando si tratta di uno o due rifiuti; il problema è quando la quantità aumenta al punto da richiedere vere e proprie campagne di pulizia, come accadeva negli anni Ottanta e Novanta".
Non solo, nel tempo al Gerli-Porro hanno anche realizzato campagne di sensibilizzazione sui rifiuti lungo i sentieri, perché il fenomeno sta diventando sempre più evidente. "Forse c'è una crescente disconnessione tra le persone che vivono in città e l'ambiente montano", ipotizzano al rifugio. "È un tema che riguarda anche l'educazione, la cultura e il modo in cui ci rapportiamo agli spazi naturali".
Fatto sta che intanto tocca pulire. "Tra poco affronteremo il sentiero": speriamo che questa la ricerca ottenga meno successo.











