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Hanno oltre due secoli e sono alti più di 30 metri: a Mori al via i lavori per valorizzare i 40 faggi monumentali

L’Unesco ha già individuato, in Italia, 10 foreste vetuste da elevare al rango di Patrimonio dell'Umanità. Tra le loro peculiarità c’è la presenza di molte "piante habitat" dove vivono moltissime specie. Ora il comune di Mori darà il via ai lavori di recupero dei due ettari di Somator

Pubblicato il - 27 aprile 2019 - 21:05

MORI. L'intento è quello di valorizzare i faggi monumentali che si trovano su una località di circa 2 ettari a Somator sopra Mori. Qui sono presenti una quarantina di faggi alcuni con diametri superiori al metro (104, 127, 153 centimetri) e “diametro di insidenza” di 23 metri, 415 metri quadrati di proiezione a terra della chioma e altezze che sfiorano i 30 metri.

 

Sono piante di 200 - 250 anni, con massa fra i 100 e i 140 quintali. Quest’area ha tutte le caratteristiche per essere considerata una "faggeta vetusta", dunque con livelli di qualità ambientale e biodiversità di eccellenza. La Direttiva Habitat e la Strategia Pan-Europea della Diversità Biologica e Paesaggistica considerano questi ambienti oggetto di protezione e lo stesso fa l’Unesco che ha già individuato, in Italia, 10 foreste vetuste da elevare al rango di Patrimonio dell'Umanità. Tra le loro peculiarità c’è la presenza di molte "piante habitat" dove vivono moltissime specie, anche rare (uccelli, mammiferi, insetti, funghi, licheni).

 

E così, per dare loro respiro e valorizzarle il comune di Mori ha disposto il taglio del sottobosco e del cespugliame, oltre alla realizzazione di zone libere dove poter intervenire con macchine operatrici per il futuro mantenimento dell’area. La giunta, su proposta dell’assessorato alla promozione del territorio, ha approvato il progetto esecutivo e l’intervento consentirà di valorizzare le piante monumentali presenti.

 

Il Fondo provinciale garantisce fino a 15 mila euro per ettaro, inoltre viene riconosciuto un importo fino al 12% di quello complessivo delle spese ritenute ammissibili per i lavori. Mori ha ottenuto un finanziamento complessivo di 33.563,20 euro, di cui 26.046,86 per interventi, comprensivi di euro 783,36 per oneri della sicurezza, e 7.516,34 per somme a disposizione. La conclusione dei lavori è prevista per la fine di giugno.

 

È previsto l’esbosco a valle del rifugio – per circa 2500 metri quadri - e a ovest, sotto strada verso località Nagustel, ripristinando il precedente assetto di pascolo alberato. L'area a ridosso del rifugio si sta imboschendo con l’avanzare dei noccioli; l'altra area (17.500 metri quadri), ha un “soprassuolo boschivo” creato in parte dall’evoluzione naturale e in parte da rimboschimenti artificiali iniziati negli anni Settanta.

 

A lavori conclusi si avrà ampia visuale sulla media Vallagarina: dal Monte Baldo alla Lessinia, dalle Piccole Dolomiti al Pasubio e fino alla Vigolana.

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