Dal cedro dell'Himalaya al ciliegio selvatico, 18 alberi monumentali a Trento e altri 10 candidati per diventarlo: il più antico del 1835: "Ogni pianta è un mondo e una storia"
Non solo alberi singoli ma anche viali alberati. Il sindaco Ianeselli: "Ogni albero monumentale è un mondo e una storia, ce ne prendiamo cura perché continuino a far parte per molto tempo di quel patrimonio inestimabile che è il verde urbano"

TRENTO. Ha assistito a quasi 200 anni di storia trentina: parliamo del Platano presente dal 1835 in via Santa Croce, dove al tempo segnava l'inizio del viale al Fersina.
Si tratta dell'albero più antico presente sul territorio del comune di Trento ed è tra i 18 che sono stati dichiarati "monumentali": tra questi, 5 sono stati identificati e schedati nel 2017 - come il Faggio nel prato di Malga Brigolina a Candriai o la Sequoia gigante dell'istituto delle Orsoline a Povo – mentre gli altri 13 sono stati inseriti nell'elenco degli alberi monumentali d'Italia l'anno scorso grazie ad un progetto di tirocinio dell'Università di Trento.
Al secondo posto, tra gli esemplari più longevi, troviamo il Cedro del parco Gocciadoro, messo a dimora in occasione dell'Unità d'Italia. L'albero più alto si trova sempre nel parco cittadino ed è un Liodendro alto 35 metri. La maggior parte degli esemplari monumentali si trovano in ambito cittadino e non si tratta solo di piante singole, ma anche di viali alberati come il filare che costeggia il Lungadige Sanseverino.
Nell'elenco si trovano inoltre un Cedro dell'Himalaya sempre al parco Gocciadoro, in lungadige il filare di Platani Ibridi, a Cortesano un Bagolaro, a Maderno un Tiglio Nostrano e un Ippocastano, in largo Pigarelli un Pioppo nero, in via San Francesco e in via Santa Croce due Platani Ibridi, in via Madruzzo al liceo Da Vinci un altro Cedro dell'Himalaya, a Villazzano una Sequoia gigante, tra via Romagnosi e via Torre Verde un Platano Ibrido, alla Vela un Cedro del Libano, a Sardagna un Castagno Europeo, a Povo una Sequoia Gigante, a passo del Cimirlo un Ciliegio Selvatico, in via Vannetti un Platano Ibrido e infine a Povo una Sequoia gigante.
Altri 10 esemplari a Trento sono poi candidati a diventare alberi monumentali per il loro particolare pregio paesaggistico, naturalistico, storico e culturale oltre che per l’età e le dimensioni ragguardevoli. "Siamo abituati ad associare i momunenti alla pietra, eppure anche gli alberi possono essere considerati monumentali per storia, bellezza e maestosità – spiega il sindaco di Trento Franco Ianeselli -. Ogni albero monumentale è un mondo e una storia e il Comune non si limita a censire questi vecchi patriarchi sopravvissuti a guerre e fulmimini, al traffico e al cemento: dopo averli attentamente studiati e catalogati, i nostri giardinieri se ne prendono cura in modo speciale perchè le loro chiome dai colori cangianti continuino a far parte ancora per molto tempo di quel patrimonio inestimabile che è il verde urbano".
Il censimento delle piante presenti nelle aree verdi, avviato nel 2016, permette inoltre di individuare su una mappa il punto esatto dove sono collocati gli alberi – sui quali è stato apposto un cartellino con un numero identificativo – e a partire dal prossimo aggiornamento verrà inserita anche l'eventuale informazione sul valore monumentale.












