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I castagni del Trentino sulle pendici dell'Etna assieme al millenario castagno dei Cento Cavalli

Il progetto verrà coordinato da Fulvio Viesi, Presidente dell’ Associazione Tutela Marroni di Castione di Brentonico e vuol sostituire tramite innesto la castagna sativa Miller, quella spontanea, con il marrone. Un processo che andrà oltre che riguarderà anche il recupero del paesaggio e l'industria del legname

Pubblicato il - 27 agosto 2020 - 18:39

CASTIONE DI BRENTONICO. Da Brentonico alla Sicilia per convertire le pendici dell'Etna e di altre aree circostanti con castagni che producano marroni. E' questo il progetto che verrà coordinato da Fulvio Viesi, Presidente dell’Associazone Marroni Castione di Brentonico teso a sostituire tramite innesto la castagna sativa Miller, quella spontanea, con il Marrone. Un processo che andrà oltre la sostituzione di castagne ma che riguarderà anche il recupero del paesaggio e l'industria del legname. Si parla di 1000 ettari di terreno che verranno riconvertiti in circa 10 anni. Tra le tipologie di castagno che verranno piantate ci sarà anche la qualità trentina del marrone di Castione

 

Questo è solo l’ultimo sviluppo di un progetto più ampio. La collaborazione è nata nel 2003 quando Viesi ha si è recato a Sant’Affio (Catania) per visitare il millenario castagno dei Cento Cavalli. “Si tratta di un albero straordinario, che esiste da circa 4 mila anni - racconta -. È un monumento unico nel mondo, paragonabile alle nostre Alpi”. Dal 2008, ogni anno si tiene una celebrazione chiamata Sant’Alfio fonte di pace, istituita per ricordare il riconoscimento conferito al Castagno dei Cento Cavalli quale “Monumento Messaggero di Pace”.

 

 

“Ma non ci siamo fermati lì - racconta Viesi -. Nel 2016 sono andato giù e ho visto che il castagno era messo molto male per via della vespa cinese. Da li ci siamo attivati per allevare l’antagonista in Trentino e abbiamo donato questi insetti perché l’equilibrio venisse ristabilito”.

 

Nel frattempo Viesi ha mantenuto le relazione con i comuni e l’osservatorio di Acireale. L’esperto trentino ha continuato a proporre loro idee per la conversione di numerosi castagni cedui in castagni da frutto e per la valorizzazione del castagno millenario. Poi, lo scorso inverno, è arrivata la richiesta di coordinare un progetto molto ambizioso. “Hanno deciso di partire dalla mia idea - spiega Viesi -. Avevo proposto di sfruttare anche i finanziamenti europei per convertire tutte le piante in castagni da frutto, creare un commercio circolare e mettere in moto la macchina del turismo”.

 

Viesi è da poco rientrato in Trentino dopo un viaggio in Sicilia nel quale si è accordato con i comuni, gli imprenditori locali proprietari dei terreni e il parco dell’Etna. “Cercheremo di creare un’opportunità per l’economia rurale. Sarà un progetto lungo, ci vorranno almeno 10 anni. Il fine è anche quello di promuovere il marrone di Castione, qualità trentina unica nel mondo”.

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