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''Un orso nutrito dall'uomo è un orso morto'': plantigradi, vademecum della Sat. L'affondo: ''Scarsa conoscenza e troppo allarmismo''

I comportamenti da avere (e da evitare) in caso ci si imbatta nei plantigradi e nei loro cuccioli. La Società alpinistica: ''Sul web troppi filmati e foto. Orso descritto a giorni alterni come peluche o assassino''

Il collage della Sat dei video e delle foto trovati in Rete
Di Pier Paolo Bonini (Liceo Prati) - 28 giugno 2019 - 12:39

TRENTO. Orso in Trentino: a chiarire i comportamenti da adottare in caso ci si imbatta in quest'animale (soprattutto nel caso di cuccioli) interviene la Sat. Gli Alpinisti tridentini: "Scarsa conoscenza e troppi allarmismi".

 

La Società alpinistica fa sapere, con una nota, di non gradire il diffondersi, ultimamente, in Rete sempre di più foto e video degli orsi e dei loro cuccioli: "Ultimamente - si legge - con sempre maggior insistenza, il web e i media sono "invasi" da filmati e foto fatti a cuccioli d'orso (ma anche adulti) da molto vicino e/o inseguiti con l'auto. La Società degli alpinisti tridentini stigmatizza questi comportamenti e si rammarica della scarsa conoscenza e dei diffusi allarmismi sull'argomento: l'orso è visto infatti, a giorni alterni, come tenero peluche o spietato assassino".

 

Serve invece, secondo la Sat, "una frequentazione delle terre alte equilibrata, consapevole e matura, anche e soprattutto nei confronti delle componenti biotiche che le arricchiscono e le rendono uniche".

 

L'incontro con un piccolo plantigrado può senza dubbio essere affascinante ("Incontrare un cucciolo di orso nel bosco può destare sicuramente attenzione e suscitare tenerezza, incuriosendo sia coloro che non amano la presenza del plantigrado sulle montagne del Trentino, sia chi invece si definisce piuttosto un pro-orso"), ma bisogna prestare attenzione, dicono dalla Sat, perché i cuccioli nati durante l'inverno dell'anno in corso "stanno con la madre per tutto il loro primo anno di vita e non solo". Questo significa che, anche se non la vediamo, vicino ad un cucciolo potrebbe esserci mamma orsa.

 

"La situazione di maggior rischio per l'uomo - ricordano sempre dalla Sat - è quella in cui ci si venga a trovare tra la madre e i cuccioli, in quanto le femmine di orso sono molto protettive nei confronti della prole.

 

Quindi propone una lista di comportamenti da osservare nel caso di incontro con un cucciolo di orso:

- "Tenersi a distanza, senza cercare di avvicinarlo per alcun motivo;

guardarsi bene intorno e allontanarsi subito;

- se si scorge la madre è bene indietreggiare, parlando con calma per segnalare la propria presenza tenendola sempre bene in vista; 

- tenere il cane sempre al guinzaglio;

- dopo essersi allontanati, riprendere il cammino".

 

In caso di incontro ravvicinato o avvistamento, è bene chiamare il numero di emergenza 335 7705966 (Servizio foreste e fauna) o anche il 112 o il 115, che poi si mettono in contatto con il corpo forestale provinciale che può intervenire tempestivamente per eventuali accertamenti o controlli.

 

L'altro imperativo è quello di "evitare assolutamente di alimentare gli orsi, perché ci fanno tenerezza e li vediamo smarriti ai bordi della strada o, peggio ancora, per poterli fotografare o osservare". Per la Sat vale insomma lo slogan dei parchi del nord America: "A fed bear is a dead bear", "Un orso nutrito è un orso morto".

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