"Dalla Provincia di Trento è mancata una comunicazione trasparente", il Cai sulla gestione Fugatti dei grandi carnivori: "Inaccettabile clima d'odio"
Il Cai sulla gestione dei grandi carnivori e sui "tanti decessi di orsi in Trentino": "Le istituzioni devono riprendere in mano le 'redini' di un percorso certamente complesso. Non possiamo accettare il clima d'odio e di 'caccia alla streghe' che si è creato e che probabilmente è alla base di quello che sembra essere un miope e illegale 'regolamento di conti'"

TRENTO. "Non ci sono mai stati così tanti decessi di orso in Trentino come quest'anno, tanto da mettere a rischio il futuro dell'orso bruno sulle Alpi e tutti gli sforzi fatti fin qui per la sua conservazione". È quanto si legge su di un documento elaborato dal Club alpino italiano, che ricorda: "Son ben sette i plantigradi morti, che salgono a nove se si considerano anche i due piccoli dell'anno, uno morto e uno recluso, di cui tre solo nelle ultime due settimane".
Una situazione che ha condotto il Gruppo di lavoro sui grandi carnivori del Cai a intervenire: "È necessaria una forte presa di posizione da parte degli Enti preposti, affinché si ponga fine a questa inaccettabile situazione - si legge nel documento -. Da parte della Provincia di Trento è infatti mancata una comunicazione trasparente e soprattutto una ferma condanna di gesti che molto probabilmente si configurano come reati di bracconaggio", viene fatto notare.
"Si può certamente (anzi si deve) discutere, sempre in maniera laica e su basi scientifiche, di gestione di orsi e lupi, comprendendo le ragioni di chi lavora e abita nei territori montani, condividendo anche alcune necessità reali nel trovare un equilibrio condiviso degli assetti naturali con quelli umani e di sicurezza, ma non possiamo tacere, tollerare ed accettare il clima d'odio e di 'caccia alla streghe' che si è creato e che probabilmente è alla base di quello che sembra essere un miope e illegale 'regolamento di conti'".
Il Cai ritiene pertanto fondamentale "affidarsi a documenti tecnici approvati e condivisi, e che hanno una valenza giuridica come il "Pacobace" per la gestione e la conservazione dell'orso bruno", nonché necessario " sottolineare l'urgenza di avere uno strumento simile anche per il lupo, come il nuovo Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia (l'ultimo approvato è scaduto nel 2007 quando la situazione del lupo in Italia era molto differente), che purtroppo è in attesa di approvazione in conferenza Stato-Regioni da ormai troppo tempo".
"Le istituzioni tutte - conclude il Gruppo di lavoro del Club alpino italiano - devono riprendere in mano le 'redini' di un percorso certamente complesso, qual è la coesistenza con i grandi carnivori, ma che va affrontato con coraggio, pragmatismo, trasparenza e dialogo, e soprattutto con lealtà verso la natura e verso la società: non solo in Trentino ma anche in Italia".












