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Lotta alla cimice asiatica, dall'Europa più risorse per i produttori agricoli danneggiati

La Provincia di Trento ha approvato una delibera a firma dell'assessora Giulia Zanotelli con cui si fissano i criteri per l'affidamento di risorse ai produttori agricoli danneggiati dalla piaga della cimice asiatica

Pubblicato il - 25 giugno 2020 - 19:04

TRENTO. Più risorse per gli agricoltori colpiti dalla piaga della cimice asiatica. A deciderlo è stata la Provincia di Trento, con una delibera predisposta dall'assessora Giulia Zanotelli, dopo che da Bruxelles sono arrivati corposi fondi destinati proprio a sostenere coloro che vengono danneggiati da questo parassita, su cui in Trentino e non solo si è cominciato da questa estate a “rispondere” liberando in natura il suo “acerrimo nemico”, la vespa samurai.

 

Al fine di far fronte ai danni causati alle colture, dunque, il regolamento di esecuzione dell'Unione Europea 2020/465 del 30 marzo 2020 ha introdotto su sollecitazione dei territori interessati la possibilità di attivare all'interno dei propri piani operativi misure per ovviare alle “malefatte” della cimice asiatica. Cinque saranno le regioni italiane interessate, tra cui anche, appunto, il Trentino-Alto Adige.

 

Per il solo 2020 l'Unione europea ha messo a disposizione maggiori risorse, per tale fine, pari allo 0,4% del valore della produzione commercializzata dall'organizzazione dei produttori. Tra le misure di interesse, in particolare, c'è la possibilità di costituire un fondo di mutualizzazione volto a compensare le perdite di reddito (quando superiore al 20%) dei produttori aderenti all'OP conseguenti appunto ai danni arrecati alla produzione ortofrutticola dalla cimice marmorata asiatica.

 

Con questo provvedimento, dunque, si definiscono i criteri di riferimento che le Op/Oap interessate devono seguire per la costituzione e gestione del fondo di mutualizzazione.

 

Per attuare il regolamento europeo, il Ministero dell Politiche agricole, alimentari e forestali ha dato facoltà alle Regioni e alle Province autonome di adottare delle proprie disposizioni attuative tenendo conto delle peculiarità e delle esigenze specifiche di ciascun territorio. La Giunta provinciale trentina, con una delibera promossa dall'assessora competente, ha così definito i criteri di riferimento che le organizzazioni di produttori interessate devono seguire per la costituzione e la gestione del fondo.

 

Il provvedimento fissa i costi ammissibili con importi aggiornati ed estendibili a colture in pieno campo oltre che a quelle in serra, e consentirà alle organizzazioni di produttori di adottare gli adempimenti necessari per costituire e poi gestire il fondo di mutualizzazione in tempo utile all'eventuale presenza della cimice sulle produzioni, in particolare melicole.

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