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Erbicidi nell’acquedotto di Calceranica, il sindaco: “Accadimenti gravi che devono essere affrontati con la massima serietà e urgenza”

Dopo il caso degli erbicidi riscontrati nell’acquedotto la situazione a Calceranica è tornata alla normalità. Ora fra gli obiettivi c’è la creazione di migliori sinergie tra Enti per la tutela della risorsa acqua. Il sindaco: “Abbiamo informato la Procura della situazione”

Di Tiziano Grottolo - 03 settembre 2021 - 18:59

CALCERANICA AL LAGO. Nei giorni scorsi, grazie a un’interrogazione del consigliere provinciale Filippo Degasperi, si è scoperto che nell’acquedotto che serve Calceranica al lago (nel 2020) erano stati trovati due erbicidi: Metolaclor e Terbutilazina. Prodotti pericolosi tanto che si era dovuti intervenire tempestivamente con dei lavori di messa in sicurezza e vietando il consumo di acqua potabile.

 

Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Calceranica, Cristian Uez, che precisa: “Il problema ha interessato la sorgente ‘Slavazzi’ che fornisce l’acquedotto di Calceranica, ma che insiste sul territorio del Comune dell’Altopiano della Vigolana”.

 

Ovviamente, in seguito alla segnalazione da parte dell’Azienda sanitaria l’amministrazione comunale si era attivata immediatamente bloccando l’approvvigionamento d’acqua dalla sorgente interessata. Ad oggi, fa sapere il primo cittadino, dai dati del monitoraggio settimanale (che continuerà) arrivano segnali rassicuranti con valori mai sopra i limiti di legge. “L’Amministrazione – ribadisce Uez – ha tenuto informata la cittadinanza degli interventi posti in essere per affrontare la problematica e ha mantenuto coinvolto il Consiglio comunale sia nei consessi ufficiali, sia nei periodici incontri informali”.

 

Diversi i tavoli tecnici attivati per monitorare la situazione. Da un lato si seguono gli interventi contingenti sulle reti acquedottistiche, la messa in sicurezza degli approvvigionamenti, dall’altro si stanno sviluppando ragionamenti di medio-lungo termine rispetto alle possibilità di approvvigionamento anche da altre fonti e sorgenti di territori limitrofi, al fine di stabilizzare ulteriormente la fornitura idrica da fonti alternative e qualitativamente eccellenti. Il Tavolo di coordinamento provinciale, formato da tutti i soggetti interessati, ha anche provveduto a informare la Procura della situazione e delle azioni intraprese nella sua gestione.

 

“Riteniamo – conclude Uez – che tali accadimenti siano molto gravi e preoccupanti, e che debbano essere affrontati con la massima serietà ed urgenza”. Fra gli obiettivi pure la creazione di migliori sinergie tra Enti per la tutela della risorsa acqua, “aprendo anche a riflessioni in termini di convivenza e sostenibilità fra uomo e natura”. Su questa linea stanno proseguendo i lavori del Tavolo di Coordinamento Provinciale che si sta facendo promotore di varie iniziative in questo senso, con nuovi indirizzi di lavoro ed azioni di studio, per aggiornare e approfondire linee guida per la salvaguardia delle risorse idriche.

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