Dalla siccità al caldo, preoccupa il boom di alghe al laghetto di Melta. In azione i tecnici del Comune: "Verifiche per l'installazione di apparecchiature specifiche"
Il problema delle alghe, viene spiegato dal Comune di Trento, si è aggravato anche in seguito alla chiusura temporanea degli ossigenatori a causa di un gusto. "Quello del lago di Melta non è dunque un problema di trascuratezza, ma una questione più seria, che ha a che fare con un cambiamento climatico a cui è necessario adattarsi cambiando anche le modalità di gestione degli specchi d'acqua” viene spiegato

TRENTO. Le cattive condizioni in cui si trova il laghetto di Melta sono causate dalla siccità, il calo della portata dell'acqua che arriva dalle prese delle gallerie di Martignano e l'aumento delle temperature che favorisce la proliferazione delle alghe.
Sono queste le motivazioni portate dal Comune di Trento che avrebbero favorito la proliferazione delle alghe nello specchio d'acqua che si trova a Trento nord.
Il problema delle alghe, viene spiegato, si è aggravato anche in seguito alla chiusura temporanea degli ossigenatori (sono stati riattivati già dallo scorso 30 agosto) dovuta a problemi tecnici ora risolti. Gli ossigenatori sono i due getti d'acqua, di ricircolo, che servono proprio ad agevolare lo scorrimento e l'ossigenazione per contrastare le alghe. Infine, pure il caldo perdurante e la presenza massiccia di pesci nel laghetto hanno peggiorato l'intorbidimento dell'acqua.
Sono state già adottate delle misure per cercare di migliorare la situazione. Gli operatori addetti alla manutenzione del verde del parco già da giorni intervengono quotidianamente per rimuovere la vegetazione in superficie.
Tuttavia, visto che il problema continua a ripresentarsi, sono in corso verifiche per l'installazione di apparecchiature specifiche per la riduzione drastica delle alghe, la cui efficacia sarà però visibile nell'arco di alcuni mesi.
“Quello del lago di Melta non è dunque un problema di trascuratezza, ma una questione più seria, che ha a che fare con un cambiamento climatico a cui è necessario adattarsi cambiando anche le modalità di gestione degli specchi d'acqua” conclude il Comune di Trento.












