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Trento
11 luglio | 15:11

Mentre a Levico scatta il divieto di balneazione, Legambiente promuove gli altri laghi. Ma non basta: "Serve tutela dal cambiamento climatico e da attività umane"

Ecco i risultati della campagna Goletta dei Laghi 2025, i campionamenti sono stati effettuati nel lago di Serraia e sul Garda . Legambiente: "Nel primo persistono criticità strutturali e datate, mai affrontate. Sul Garda il grande afflusso turistico rischia di compromettere il grande valore ambientale dell’area"

TRENTO. A poche ore di distanza dall'ordinanza che ha imposto il divieto di balneazione sulle spiagge del lago di Levico in località Segantini per il rischio di sversamenti fognari (QUI ARTICOLO), in Trentino si torna a parlare di qualità delle acque, e a farlo è Legambiente che presenta i risultati della campagna "Goletta dei laghi 2025".

 

Le analisi microbiologiche delle acque del Garda sulla sponda trentina e di quelle del lago di Serraia a Baselga di Pinè hanno dato infatti risultati confortanti: tutti e quattro i punti campionati sono infatti risultati entro i limiti di legge. Ma c'è un però: anche le acque in buono stato non sono al sicuro perché i cambiamenti climatici, uniti alla pressione che deriva dalle attività umane, rappresentano una minaccia concreta per la loro salubrità. Questo, in estrema sintesi, quello che è emerso in relazione al Trentino nel corso della presentazione dei dati della campagna che da vent'anni monitora la qualità delle acque dei principali laghi italiani.

 

Nello specifico, le analisi effettuate in quattro punti (due per ciascun lago, ndr), hanno rilevato concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali entro i limiti normativi. Inoltre, le quelle chimiche in sei punti del lago di Serraia, hanno rilevato concentrazioni di azoto e fosforo nella norma, ma sufficienti a produrre uno squilibrio nello stato ecologico del lago.

Tornando al “però”, nonostante i buoni risultati entrambi i laghi sono sottoposti a forti pressioni antropiche. Più precisamente il lago della Serraia, viene sottolineato, è minacciato da prelievi idroelettrici troppo intensi e prolungati, sistemi fognari parzialmente inadeguati, scarichi e dilavamenti di attività agricole, zootecniche e civili, che negli anni passati hanno compromesso l’equilibrio dell’ecosistema lacustre. Anche il lago di Garda, sponda trentina, affronta rischi simili: qui è soprattutto il sovraffollamento turistico a pesare sull’ambiente. Tra il 2014 e il 2024, i flussi turistici sono aumentati del 23,6% a Riva del Garda e dell’8,6% a Nago-Torbole , aggravando la pressione sulle risorse naturali.

 

Entrando nel merito delle analisi, i quattro campionamenti sono stati effettuati nel lago di Serraia alle spiagge di Alberon e al lido zona pontile e alla foce del fiume Sacra a Nago-Torbole e alla foce dei torrenti Varone e Albola a Riva del Garda: i due punti campionati nel Serraia hanno confermato valori entro i limiti come nei monitoraggi dello scorso anno, come anche i due punti nel Garda trentino, che invece erano stati analizzati consecutivamente dal 2015 al 2017, sempre risultando entro i limiti, mentre negli anni ancora precedenti erano emerse alcune criticità.

Un particolare focus viene dedicato al Lago di Serraia: le analisi chimiche effettuate - spiaggia lido zona pontile, torrente Fos Grant, incile del torrente Silla, centro lago, rio Croz e spiaggia Alberon - hanno evidenziato concentrazioni di azoto nella norma, mentre i valori di fosforo totale rilevati risultano leggermente superiori, in un punto, rispetto a quelli registrati l’anno precedente.

 

Cosa significa? Come recentemente confermato da esperti internazionali, spiega Legambiente, il fosforo rappresenta l’elemento limitante principale e deve essere ulteriormente ridotto nel lago, agendo sia sugli apporti esterni (nuovi ingressi) sia su quelli interni (rilascio dai fondali). Le altre osservazioni e misurazioni effettuate sul lago di Serraia, a giugno e nei mesi precedenti dai volontari del Comitato Tutela Laghi di Piné, indicano poi una riduzione della trasparenza delle acque, con le elevate temperature di giugno che stanno favorendo la proliferazione di cianobatteri, capaci di produrre microcistine, sostanze tossiche per la fauna acquatica e potenzialmente pericolose anche per l’uomo.

 

“Questo lago merita un'attenzione particolare: pur non presentando superamenti dei limiti microbiologici e chimici previsti dalle normative di riferimento, rappresenta un bacino da monitorare con attenzione, soprattutto dal punto di vista chimico. Le analisi di quest’anno - dichiara Elisa Scocchera dell’ufficio scientifico di Legambiente - mostrano un lieve aumento delle concentrazioni di fosforo totale, un dato da non sottovalutare. Il lago, per le sue caratteristiche naturali - bacino di piccole dimensioni, scarsa profondità, pochi immissari e limitata ossigenazione - è particolarmente vulnerabile ai processi di eutrofizzazione, fenomeno che può essere aggravato da pressioni di origine antropica”.

 

A fare il punto generale sui risultati è infine il presidente di Legambiente Trento Andrea Pugliese che specifica come, sebbene il quadro emerso dai monitoraggi sia nel complesso positivo, sia fondamentale mantenere alta l'attenzione.

 

“In particolare sul lago di Serraia persistono criticità strutturali e datate, mai affrontate con interventi risolutivi – specifica – e serve un impegno concreto per affrontare le cause profonde del problema e garantire la salute del lago nel lungo periodo. Per quanto riguarda il Garda trentino, la qualità delle acque è in generale buona, ma il lago è sottoposto a una forte carico antropico, dovuto soprattutto al grande afflusso turistico che rischia di compromettere il grande valore ambientale dell’area e anche di rendere meno vivibile la zona per chi ci abita e lavora. È necessario costruire un modello di turismo più equilibrato, responsabile e sostenibile, capace di tutelare il territorio e garantire benefici che siano duraturi per le comunità locali”.

 

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