''Abbattimenti no limits e declassamento della tutela del lupo? Dai Tar all'Unione europea, daremo battaglia in tutte le sedi''
L'Oipa: "Daremo battaglia anche contro il declassamento della protezione del lupo. Oltre a quanto previsto dall’emendamento 'Far West' che vuole la possibilità di abbattere la fauna selvatica e non solo i cinghiali"

TRENTO. "Daremo battaglia anche contro il declassamento della protezione del lupo", questo l'annuncio dell'Oipa, organizzazione internazionale protezione animali. "Oltre a quanto previsto dall’emendamento 'Far West' che vuole la possibilità, senza limiti spaziali e temporali, di abbattere la fauna selvatica, e non solo i cinghiali".
Dopo il mondo ambientalista anche diverse associazioni scientifiche contestano l'emendamento “che libera la caccia in città e aree protette”. “Prevedere generalizzate attività di abbattimenti faunistici nelle aree protette che hanno un ruolo, oltre che di conservazione e ricerca, anche di promozione territoriale e valorizzazione turistica", hanno scritto gli esperti (Qui articolo).
Numerosi gli appelli delle associazioni ambientaliste e animaliste contro il provvedimento, mentre una raccolta firme in soli 5 giorni ha raccolto oltre 24mila adesioni.
"Con l’approvazione alla Camera dell’ordine del giorno presentato dalla Lega che impegna il Governo ad adottare iniziative affinché il lupo sia declassato da specie ‘prioritaria’ a ‘protetta’, escludendo la specie dalla rigida normativa di tutela prevista dalla Direttiva Habitat, si conferma come questa maggioranza si muova esclusivamente diretta e nella direzione degli interessi delle lobby amiche".
L'Oipa con il delegato alla fauna selvatica, Alessandro Piacenza, prosegue che "questa maggioranza vuole smantellare la rete di protezione della fauna selvatica, bene demaniale e quindi di tutti, a uso e consumo degli interessi di pochi. Non ci fermeremo in questa battaglia a tutela degli animali e dell’ambiente, ora introdotta anche in Costituzione all’articolo 9, rivolgendoci a tutte le sedi opportune, dall’Unione europea ai Tar per impugnare i provvedimenti locali".
Viene evidenziato che questo modus operandi non porterebbe a una limitazione del numero complessivo di una specie come il cinghiale e si teme che questo provvedimento possa avere ripercussioni anche in materia gestione dei grandi carnivori.
"I metodi per contenere i pochi danni provocati dalla fauna selvatica si vuole uccidere gli animali invece di adottare semplici misure di buon senso. La coesistenza uomo – lupo, e non solo, può essere armonizzata attraverso l’attuazione di diversi sistemi per prevenire i danni: recinzioni elettriche, dissuasori acustici, cani da guardia. Quanto ai cinghiali in città, che il non corretto smaltimento dei rifiuti nei centri abitati sia l’unica causa dell’arrivo degli ungulati nell’abitato lo dimostra quel che avviene dove si adotta la raccolta porta a porta: in queste zone, anche adiacenti alle campagne e ai parchi protetti, i cinghiali restano nei loro habitat", conclude l'Oipa.
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