Altro via libera al declassamento del lupo, ora si va al Parlamento europeo. Wwf: ''La politica si allontana dalla scienza. I parlamentari italiani votino contro''
L'Associazione Io non ho paura del Lupo: ''Riteniamo che ogni decisione definitiva debba essere sospesa fino al completo chiarimento sul piano scientifico, giuridico e procedurale. Sebbene la modifica non apra formalmente alla caccia indiscriminata, rappresenta un grave arretramento nelle politiche di conservazione. Il declassamento dello status di protezione rischia di vanificare decenni di sforzi per la coesistenza, umilia la scienza e amplifica ulteriormente conflitti e tensioni sociali''

TRENTO. Un altro passo verso il declassamento dello status di protezione del lupo. Oggi il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri ha approvato il mandato del Consiglio dell’Unione Europea per modificare lo status di protezione del lupo, allineando la normativa europea alle recenti decisioni della Convenzione di Berna. Al momento non cambia niente ma nelle prossime settimane la decisione sarà votata dal Parlamento europeo e a quel punto per il grande carnivoro potrebbe arrivare lo stato di specie non più a rischio e quindi con un minor grado di tutela.
Fortemente contrarie le associazioni ambientaliste e quelle che si occupano specificamente di lupi. Anche perché questo processo non è avallato dalla comunità scientifica ma è più una decisione ideologica fortemente spinta dal mondo che osteggia le specie selvatiche e in particolare i grandi carnivori (allevatori, cacciatori etc). ''Il Wwf - scrivono dall'associazione ambientalista - chiede di mantenere l’integrità della Direttiva Habitat e di garantire una protezione rigorosa del lupo in Italia. Oggi, i rappresentanti degli Stati membri dell’Unione europea hanno avallato la proposta della Commissione europea di declassare lo stato di protezione del lupo in Europa, nonostante la mancanza di solide prove scientifiche. La decisione fa seguito al declassamento del lupo nel quadro della Convenzione di Berna e ad una lunga battaglia portata avanti dalla Presidente Ursula von der Leyen esclusivamente per motivazioni di convenienza politica non basate sulla scienza''.
''Una scelta che solleva forti preoccupazioni all’interno di buona parte della comunità scientifica, - prosegue l'associazione Io Non ho paura del Lupo - che ne contesta la mancanza di solide basi: la proposta della Commissione si fonda infatti su un’unica fonte, oggi oggetto di una revisione indipendente che ne mette in dubbio la validità. Sul tema, inoltre, sono attualmente aperti un procedimento presso la Corte di Giustizia dell’UE e un reclamo al Mediatore europeo. Alla luce di questi elementi, come associazione riteniamo che ogni decisione definitiva debba essere sospesa fino al completo chiarimento sul piano scientifico, giuridico e procedurale. Sebbene la modifica non apra formalmente alla caccia indiscriminata, rappresenta un grave arretramento nelle politiche di conservazione – dichiara l’Associazione –. Il declassamento dello status di protezione rischia di vanificare decenni di sforzi per la coesistenza, umilia la scienza e amplifica ulteriormente conflitti e tensioni sociali, mettendo nuovamente a rischio una specie che rappresenta un patrimonio naturale e culturale europeo.”
Dante Caserta, Responsabile Affari Legali e Istituzionali del WWF Italia, dichiara: “Il declassamento della protezione del lupo è una decisione sbagliata che antepone il tornaconto politico alla scienza. Non offre alcun aiuto concreto alle comunità rurali e agli allevatori, ma riduce la possibilità di investire in misure preventive per favorire la convivenza. Rappresenta un precedente pericoloso per la protezione delle specie a rischio in Europa ed è anche un segnale preoccupante di come la politica si stia allontanando dalla scienza. Ora il Parlamento europeo è chiamato a votare questa decisione sbagliata. Il Wwf chiede ai parlamentari italiani di mantenere l’integrità di questo strumento essenziale per proteggere l’ambiente in Europa. Al Governo italiano, che purtroppo è stato uno dei primi a chiederne il declassamento, chiediamo con forza, ma con poca speranza, di non implementare nell’ordinamento italiano l’eventuale declassamento del lupo e di continuare a mantenere una protezione rigorosa”.
L’Associazione Io Non ho paura del Lupo richiama inoltre alla responsabilità la politica italiana: ''Il Governo italiano deve chiarire con urgenza la propria posizione, lavorando per l’approvazione del Piano nazionale di conservazione e gestione del lupo, bloccato da anni. Senza uno strumento aggiornato, qualsiasi decisione risulta priva di efficacia e visione. Molte Regioni inoltre mostrano gravi carenze nel monitoraggio della specie, con lacune enormi nella raccolta dati e nella conoscenza effettiva della distribuzione del lupo, sull’impatto delle numerose e spietate uccisioni illegali, elementi indispensabili per ogni politica di gestione seria e scientificamente fondata. Oggi bisognerebbe chiedersi se la maggioranza dei cittadini italiani voglia l’uccisione dei lupi, o prediliga soluzioni concrete per la coesistenza e la prevenzione dei danni. In questo senso il Governo dovrebbe ascoltare la società civile e la scienza, anziché gli interessi di una parte del mondo agricolo''.
L’Associazione, per voce del suo Presidente Daniele Ecotti lancia infine l’allarme: “Il lupo, simbolo italiano di resistenza e rinascita, rischia di tornare nell’ombra da cui, con fatica, lo avevamo salvato. Non possiamo permettere che questo accada. Serve responsabilità, serve coraggio politico e serve ascoltare la scienza e i cittadini''.












