Emergenza incendi, “Situazione senza precedenti, stop alla caccia”: le associazioni scrivono a Governo e Regioni
Le associazioni chiedono di fermare la caccia: “In questo drammatico contesto, ci chiediamo come sia possibile autorizzare gli spari contro i selvatici, stremati, senza più habitat cancellati dalle fiamme e dalla siccità”

TRENTO. Spaventosi incendi stanno colpendo la Penisola da nord a sud portando tanta devastazione in territori già duramente provati dalla siccità e caldo anomalo. Per questo Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf hanno scritto ai presidenti delle Regioni, al Ministro Cingolani, all’Ispra chiedendo di adottare provvedimenti urgenti per la tutela della fauna selvatica. Fra questi si chiede la sospensione della caccia.
“La scarsità di acqua, i roghi, il caldo torrido stanno duramente mettendo a repentaglio l’intera fauna selvatica, determinando situazioni ambientali assai critiche, proprio nella fase della riproduzione e di nidificazione”. Inoltre, scrivono sempre le associazioni: “Numerosi habitat risultano compromessi o profondamente modificati a causa degli effetti, diretti e indiretti, dei cambiamenti climatici, nonché di comportamenti irresponsabili e in taluni casi criminali, come quelli perpetrati da chi si rende autore di incendi boschivi.”
Da qui la richiesta di sospendere l’attività venatoria per la stagione 2022/2023, o perlomeno di revocare le aperture anticipate della caccia adeguando i calendari venatori con l’indicazione delle zone interessate dagli incendi, in cui è vietata l’attività di caccia.
Inoltre le associazioni chiedono di adottare provvedimenti immediati che estendano i divieti anche alle aree limitrofe a quelle oggetto di incendio, dove hanno trovato e troveranno rifugio gli animali scampati al fuoco. “In questo drammatico contesto – concludono – ci chiediamo come sia possibile autorizzare gli spari contro i selvatici, stremati, senza più habitat cancellati dalle fiamme e dalla siccità”.


















