Aumenta del 153% il numero di incendi in Italia. L'appello della protezione civile del Trentino: "Evitare di accendere fuochi"
É allarme siccità e fra assenza di piogge e alte temperature, gli incendi continuano a divampare: i danni sui raccolti corrispondono a almeno 3miliardi di euro, ai quali vanno sommati anche quelli che interessano tutte le aree verdi che il fuoco sta poco a poco distruggendo

TRENTO. L’allarme siccità si sta facendo sentire sempre con più forza, mostrando in questi giorni le nefaste conseguenze che l’assenza di pioggia può comportare. Non sono infatti recentemente mancate notizie relative a incendi boschivi, come quello che ha interessato la zona di Nago, che qua e là stanno cancellando quella vegetazione che caratterizzava le nostre montagne (ma anche il resto d'Italia).
Nel 2022, il numero di incendi in Italia è cresciuto non a caso del +153% rispetto alla media storica, racconta Coldiretti, causando danni incalcolabili su ambiente, produzioni agricole e biodiversità. Questo, per l'appunto, è quanto emerge dai dati dell'European forest fire information system (Effis) che Coldiretti ha rielaborato e presentato, in riferimento a quei roghi che a macchia di leopardo hanno sconvolto quest'anno, senza scampo, da nord a sud tutta la Penisola.
Assenza di precipitazioni e temperature oltremodo elevate hanno inaridito i terreni di campagne e boschi, esponendo sempre più tali aree al divampare delle fiamme: drammatica situazione che non sembra lasciare spazio a prospettive di miglioramento, in quanto è già stata annunciata una prossima (ed ennesima) ondata di calore, con temperature che supereranno i 40 gradi.
Stiamo infatti vivendo l'anno più caldo di sempre, con "temperature superiori di 0,76 gradi rispetto alla media storica e con precipitazioni praticamente dimezzate (-45%) lungo la Penisola", si legge sull'analisi Coldiretti. Inoltre, dall'inizio dell'anno "si è già verificato più di un quarto di tutti gli incendi avvenuti nell'intero 2021: anno, quest'ultimo, nel quale si sono registrate 659 tempeste di fuoco". Fiamme che in realtà stanno colpendo e devastando tutta Europa, che si è trovata a vivere il secondo mese di giugno più caldo della storia.
"Ogni rogo – dichiara Coldiretti – costa agli italiani oltre 10mila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e bonifica dei territori colpiti, insieme a quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali e economici in un arco di tempo che raggiunge i 15 anni. Una situazione che aggrava il conto dei danni causati dal caldo e dalla siccità che hanno ormai superato i 3 miliardi di euro sui raccolti".
A unirsi al grido d’allarme, anche la protezione civile del Trentino, che attraverso un comunicato stampa “invita la cittadinanza a evitare di accendere ogni tipo di fuoco, eccetto nelle aree appositamente predisposte. Questo, alla luce della persistente siccità che ha provocato condizioni di particolare secchezza e aridità dei boschi. L’appello è quindi al buonsenso, per contenere il rischio di incendi”.












