Si chiude la caccia, l'allarme del Wwf: "Bilancio deprimente tra incidenti e bracconaggio. E' un pericolo per la sicurezza pubblica"
Quasi 600 gli animali vittime della caccia arrivati al Centro di recupero di Valpredina tra settembre e dicembre dell'anno scorso. Il Wwf: "Bilancio deprimente che è destinato ad aggravarsi dopo il depotenziamento di Ispra e ostacoli ai ricorsi delle associazioni"

TRENTO. "Un bilancio deprimente destinato ad aggravarsi dopo il depotenziamento di Ispra". A dirlo il Wwf nell'intervenire sulla caccia. L'ente riferisce anche di ostacoli ai ricorsi delle associazioni. "In un solo anno inoltre sono state aperte due procedure europee a causa di leggi incostituzionali".
Il Wwf lancia l'allarme per "tentativi ripetuti di stravolgere la normativa sulla caccia. Tutto a vantaggio dei cacciatori di frodo e dei bracconieri e in spregio alla Costituzione, all’Europa e ai cittadini: la fauna è bene indisponibile dello Stato, non una merce di scambio a disposizione di un manipolo di fucilatori e dei loro politici di riferimento".
Un intervento che arriva a ridosso della chiusura della caccia, il 31 gennaio. "Il bracconaggio non accenna a diminuire come evidenziano i dati del Cras. E, nonostante le storiche modifiche costituzionali del febbraio 2022, governo e parlamento sembrano vivere su un altro pianeta: l’Europa chiede maggiori controlli e sanzioni efficaci, ma la politica è impegnata da mesi a eliminare ogni misura di tutela degli animali selvatici".
Nel mirino il depotenziamento di Ispra, "affidando il ruolo di esprimere pareri scientifici a un organo politico, ma anche la modifica del codice del processo amministrativo per impedire ai giudici di sospendere la caccia anche nei casi più urgenti. Ora la politica è pronta a fare approvare una proposta di legge che apre alla caccia 7 giorni su 7 ma elimina anche le più importanti sanzioni contro i bracconieri".
Questa attività, prosegue il Wwf, continua a rappresentare un pericolo per la sicurezza pubblica. "Anche nella stagione che sta per concludersi, sono decine le persone rimaste ferite o decedute a causa degli spari, da ultimo un uomo, ucciso in Sardegna da un compagno di caccia che l'ha scambiato per un cinghiale. Le battute di caccia al cinghiale hanno il primato in termini di vittime, perché, oltre a essere dannose per l’ambiente e inutili per contenere il numero di cinghiali, sono pericolosissime".
Non sono mancati poi i feriti tra i non cacciatori, "come la bambina di 3 anni ferita al volto vicino Arezzo, il giovane agricoltore ferito al volto, al torace e alla spalla, dai pallini esplosi da un fucile da caccia in Abruzzo e il ciclista ferito da una fucilata vicino Alessandria".
Per il Wwf le modifiche recentemente apportate da governo e parlamento alla legge che tutela la fauna selvatica sono fondate su un approccio contrario ai dettami costituzionali. "La caccia può essere esercitata solo fino a quando non compromette la tutela delle specie animali e non viceversa. Eliminare le deboli sanzioni esistenti non vuol dire difendere i cacciatori ma solo stimolare i criminali come bracconieri e trafficanti, a violare la legge nella consapevolezza di non rischiare nulla".
Nel Cras Wwf di Valpredina, nelle prealpi bergamasche, sono arrivati tra settembre e dicembre 2023 quasi 600 vittime delle doppiette, molti dei quali protetti e non cacciabili, come molte specie di rapaci. "Nella sola provincia di Brescia, nell’anno 2023 le Guardie giurate volontarie del Wwf hanno trasmesso alle autorità competenti ben 73 violazioni penali: 45 i sequestri messi in atto, 38 penali e 7 amministrativi e 55 le violazioni amministrative elevate, per un totale di oltre 12 mila euro che verranno incassati dalle amministrazioni locali. In questo contesto non stupisce la recrudescenza dell’illegalità venatoria".












