“Autorizzato l'abbattimento di 13mila esemplari, e la specie è protetta da 30 anni: no alla caccia in deroga del fringuello in Trentino”
L'appello arriva dal Wwf per tentare di fermare “una decisione che non solo minaccia la fauna del nostro territorio, ma scardina ogni logica di tutela ambientale”

TRENTO. Via libera dalla Provincia di Trento alla caccia in deroga del fringuello, l'appello del Wwf: “Deroga indifendibile, chiediamo la revoca di questo assurdo provvedimento”. La comunicazione dell'associazione ambientalista arriva a poche settimane dalla decisione della giunta provinciale che, su proposta dell'assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, ha dato il via libera al prelievo in deroga della specie (Fringilla coelebs) “non inclusa nell'elenco nazionale di quelle cacciabili, ma classificata in stato di 'minor preoccupazione' nelle liste rosse europee e italiane”.
Una decisione, dice il Wwg: “Che non solo minaccia la fauna del nostro territorio, ma scardina ogni logica di tutela ambientale. La giunta provinciale del Trentino ha approvato una delibera che autorizza l'abbattimento di 13mila fringuelli, una specie protetta da oltre 30 anni. Un gravissimo passo indietro sotto forma di un incomprensibile regalo a una parte del mondo venatorio, che mina la credibilità degli stessi cacciatori”.
“Questa deroga – continua l'associazione – è indifendibile non solo eticamente, ma anche scientificamente. Ecco alcuni dei motivi: la caccia al fringuello aumenta il rischio di abbattere involontariamente altre specie protette, trasformando un atto già grave in una potenziale strage indiscriminata. Ogni sparo disperde nell'ambiente pallini di piombo, metallo altamente tossico che avvelena suolo, acque e l'intera catena alimentare. Basare poi il monitoraggio delle uccisioni su un'autocertificazione è una farsa che non può garantire in alcun modo il rispetto dei limiti imposti”.
Stando a quanto riportato dalla Pat, infatti: “I cacciatori autorizzati dovranno registrare online, dopo ogni giornata, i capi prelevati e annotarli sul tesserino venatorio”. In definitiva, aggiunge il Wwf Trentino: “Questa delibera è un test di coerenza per il mondo venatorio, che dovrebbe per primo ripudiare in massa un provvedimento simile se vuole anche solo lontanamente auspicare di potersi definire 'custode e gestore della natura'. Per questo non ci appelliamo solo a chi è contro la caccia, ma anche a quella parte del mondo venatorio che ha ancora a cuore la propria credibilità e il futuro della fauna. Auspichiamo che non un solo cacciatore presenti domanda per questa deroga, dimostrando con i fatti di essere dalla parte della natura, e non solo del grilletto facile. Vi invitiamo a supportare la petizione per richiedere la revoca di questo assurdo provvedimento a questo link”.












