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| 21 ott 2025 | 18:23

"Troppe vittime: serve coraggio politico per limitare 'hobby' pericoloso", Guarda sui 5 cacciatori morti in 5 week end: "Non possono essere derubricati a banali incidenti"

Ci sono stati 5 cacciatori morti in altrettanti week end dall'inizio della stagione venatoria. L'eurodeputata Cristina Guarda: "Servono regole più severe, controlli efficaci e un cambio di mentalità: la tutela della vita, della salute e degli ecosistemi deve venire prima degli interessi di una lobby. È tempo di dire basta a un’attività che appartiene al passato e che oggi rappresenta un pericolo per tutti"

VENEZIA. "E' un 'hobby' che mette a rischio la biodiversità ma anche la sicurezza di chi vive e lavora e nelle aree interne, persino degli stessi cacciatori". A dirlo Cristina Guarda, l'eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra si riferisce al bilancio nero della caccia dall'avvio della stagione venatoria: 5 morti in 5 week end. "Serve coraggio politico per limitare questa attività pericolosa".

 

A intervenire su il Dolomiti è stata anche l'Enpa del Trentino. "Siamo fermamente contrari alla caccia. Girare armati per uccidere animali di 200 chili è pericoloso, si portano rischi in un ambiente naturale che richiede prudenza", le parole della presidente Ivana Sandri. "A noi piacciono i boschi più tranquilli e senza potenziali rischi per i cacciatori stessi, così come per un escursionista, un fungaiolo e un appassionato di montagna". E non è l'unico problema (Qui articolo).

 

“Gli agricoltori denunciano da anni l’invasione dei propri fondi da parte dei cacciatori, con conseguenze gravi per la sicurezza e per il rispetto della proprietà privata", aggiunge Guarda. "Da consigliera regionale del Veneto, mi sono battuta per tutelare le famiglie che denunciavano spari dei cacciatori a pochi metri dalle case. Eppure la politica regionale e nazionale continua a cedere alle pressioni della lobby venatoria, invece di assumersi la responsabilità di regolamentare e limitare un’attività che stagione dopo stagione si conferma dannosa per gli ecosistemi e pericolosa per le persone".

 

L'eurodeputata chiede una svolta. "Regioni e governo, anziché rafforzare la tutela della biodiversità, continuano a concedere più spazio alla caccia in deroga, persino in luoghi delicati come i valichi montani e lungo le rotte migratorie, colpendo specie già in difficoltà", prosegue Guarda. "Una condotta reiterata che ho denunciato di recente, con una lettera formale inviata alla Commissione europea per chiedere di aprire una nuova procedura di infrazione contro l’Italia".

 

Si ribadisce che questa è un'attività superata. “Occorre rispetto per le cinque tragiche morti registrate dall'inizio della stagione venatoria. Questi episodi, che non possono essere derubricati a banali incidenti, ci ricordano che la caccia non è una tradizione da difendere, ma un problema da affrontare con coraggio politico. Servono regole più severe, controlli efficaci e un cambio di mentalità: la tutela della vita, della salute e degli ecosistemi deve venire prima degli interessi di una lobby. È tempo di dire basta a un’attività che appartiene al passato e che oggi rappresenta un pericolo per tutti", conclude l'eurodeputata.

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