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Trento
21 ottobre | 06:00

Bilancio nero per la caccia: 5 morti in 5 week end. I cacciatori: "Imprevisti che capitano in montagna". L'Enpa: "Attività anacronistica"

In poco più di un mese sono state registrate cinque vittime con un lutto anche in Trentino. Nell'ultimo week end due morti nel Bellunese di 86 e di 75 anni. Bisogna rivedere anche i limiti della licenza? Il presidente dei cacciatori: "Assolutamente contrari e ci sono controlli stringenti nel rilascio e nei rinnovi". La presidente di Enpa del Trentino, Ivana Sandri: "Fermamente contrari alla caccia, che aumenta i rischi in montagna. Ma condanniamo l'odio social quando c'è un lutto"

TRENTO. Nell'ultimo fine settimana due cacciatori sono morti nel Bellunese. Un bilancio tragico dall'inizio della stagione venatoria con 5 decessi in 5 week end, un lutto anche in Trentino in questo mese di attività con il drammatico incidente costato la vita a Davide Verones a 39 anni.

 

"Purtroppo sono imprevisti che possono capitare nella frequentazione della montagna", dice Matteo Rensi, presidente dell'associazione cacciatori del Trentino. "L'ambiente in quota è rischioso. L'equipaggiamento e l'attrezzatura sono elementi fondamentali ma serve naturalmente molta attenzione. I cacciatori sono ottimi e profondi conoscitori dei luoghi e questo talvolta può infondere una sicurezza che poi porta a tragici incidenti. Ma scivolare, inciampare e cadere possono capitare a chiunque, anche agli escursionisti".

 

Le morti tra Selva di Cadore e Borgo Valbelluna coinvolgono due cacciatori rispettivamente di 86 anni e di 75 anni. Nel primo caso - venerdì 17 ottobre - il cacciatore è ruzzolato su un prato ripido per cercare per un cervo ferito mentre nel secondo episodio - domenica 19 ottobre - Edoardo Val è precipitato lungo un pendio roccioso e ha battuto la testa perché la corda si è spezzata durante le operazioni di recupero dell'ungulato ucciso.

 

Incidenti che riguardano due persone con un'età piuttosto avanzata. E' il caso di valutare un limite di anzianità per il rinnovo delle licenze?

 

"Non siamo favorevoli a un processo di questo tipo", evidenzia Rensi. "Limitare l'età sarebbe inaccettabile. Il rilascio o il rinnovo della licenza di porto di fucile è strettamente disciplinato. Ogni 5 anni si deve sostenere una visita con il medico di famiglia, poi c'è la verifica dell'ufficiale sanitario e infine il titolo discrezionale della Questura. I controlli per il maneggio, il trasporto e l'uso di un'arma sono molto approfonditi".

 

Intanto la stagione venatoria prosegue "e il bilancio preliminare è in linea con le attese sul fronte del prelievo degli ungulati e non ci sono particolari segnalazioni". 

 

In senso opposto invece la valutazione di Enpa, l'associazione resta "fermamente contraria alla caccia", spiega la presidente Ivana Sandri. "Girare nei boschi armati per uccidere animali di 200 chili è pericoloso, si portano rischi in un ambiente naturale che richiede prudenza. I cacciatori si professano grandi conoscitori di un territorio, tuttavia ci sono numerosi infortuni o incidenti purtroppo mortali".

 

Un'attività considerata anacronistica. "A noi piacciono i boschi più tranquilli e senza potenziali rischi per i cacciatori stessi, così come per un escursionista, un fungaiolo e un appassionato di montagna", aggiunge Sandri. "La caccia è superata e non ci sono più le motivazioni di sussistenza per una famiglia oppure una comunità. Oggi è un hobby con decine e decine di migliaia di animali che vengono ammazzati ogni anno. E i cacciatori agiscono in deroga alla legge: un normale cittadino non può giustamente prelevare i selvatici mentre loro sono autorizzati a uccidere un patrimonio indisponibile dello Stato, quindi di tutti".

 

Posizioni giocoforza e diametralmente distanti ma unite nel condannare l'odio che serpeggia, soprattutto sui social network, quando un cacciatore perde la vita. "Ci vuole rispetto", continua Rensi. "Siamo aperti al confronto perché si possono avere idee diverse e si può essere contrari alla caccia ma quando c'è purtroppo un morto ci dovrebbero essere solo manifestazioni di solidarietà e vicinanza". Messaggi e commenti che vengono criticati anche da Enpa. "Un incidente sicuramente non ci rallegra. Siamo contrari alla caccia ma ci dispiacciono le tragedie perché noi siamo a favore della vita di tutti gli esseri viventi", conclude Sandri.

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