Contenuto sponsorizzato
Bolzano
05 novembre | 20:20

Valanghe e tragedie in Nepal, Messner: "La montagna non fa errori. Siamo troppo piccoli rispetto alla natura che non si può controllare"

Il bilancio in Nepal è più che drammatico a causa delle valanghe. Il re degli Ottomila, Reinhold Messner: "Capisco il fascino delle montagne, la vastità, la solitudine, il senso di libertà che ti fa sentire vivo, indipendente, indomito, guidato solo dalle tue leggi, non da quelle che ti vengono imposte. Ma la vita è così: alcuni sono fortunati, altri no. Io sono stato tra i fortunati. Altri no. E in momenti come questi, i miei pensieri tornano sempre a mio fratello Günther"

BOLZANO. "La montagna non fa errori". Queste le parole di Reinhold Messner sulle tante, troppe, tragedie di questi giorni in Nepal. "Siamo troppo piccoli rispetto alla natura che non si può controllare".

 

Il bilancio è già più che drammatico, cinque alpinisti sono già morti e si teme per la vita di altri cinque italiani, dati per dispersi a causa delle valanghe e del violento maltempo degli scorsi giorni.

 

La Farnesina ha comunicato che le autorità locali hanno confermato il decesso di Alessandro Caputo, Stefano Farronato e Paolo Cocco.

 

Dopo il maltempo abbattutosi sul Panbari (dove sono morti Caputo e Farronato, trovati nella loro tenda al campo 1 sotto metri di neve), un'altra valanga ha travolto il campo base nello Yalung Ri, provocando almeno 7 morti

 

Tre sarebbero italiani: Paolo Cocco, il cui corpo è già stato individuato e Marco Di Marcello amici, entrambi abruzzesi e l'altoatesino Markus Kirchler

 

Le altre quattro vittime sono un tedesco, un francese e due nepalesi. In queste ore è arrivata la comunicazione che altri 7 italiani risultano dispersi (Qui articolo). 

 

Il re degli Ottomila, profondo conoscitore del Nepal, spiega che sa cosa significa perdere qualcuno e che ha rinunciato alla metà delle ascese perché troppo pericoloso, prima di salire una vetta e dovuto tornare indietro più volte.

 

"So cosa significa perdere qualcuno, il silenzio che segue, le domande senza risposta, il peso di non poter dire addio", dice Messner. "Capisco il fascino delle montagne, la vastità, la solitudine, il senso di libertà che ti fa sentire vivo, indipendente, indomito, guidato solo dalle tue leggi, non da quelle che ti vengono imposte. Ma la vita è così: alcuni sono fortunati, altri no. Io sono stato tra i fortunati. Altri no. E in momenti come questi, i miei pensieri tornano sempre a mio fratello Günther".

 

Non si è mai misurato con la zona di queste tragedie. "Non conosco le 'trekking peaks' e non sono a conoscenza della dinamica", conclude Messner. "La montagna non fa errori, forse non ci sono stati comportamenti sbagliati ma la natura non si può controllare: i rischi ci sono sempre e noi esseri umani siamo piccoli".

 

Una fruizione ormai cambiata anche in alta e altissima quota, che è diventata più accessibile. Più di una volta il re degli Ottomila ha parlato in modo critico di un rispetto verso la montagna che è diminuito.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 23 luglio | 15:05
Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco di Riva del Garda e la Croce Rossa 
Cronaca
| 23 luglio | 14:11
L'allarme lanciato dai passanti vicino al rifugio Schnegga Soge: l'uomo è stato intubato e trasferito in elicottero
Cronaca
| 23 luglio | 12:42
Cgil, Cisl e Uil condividono la necessità di sostenere politiche di crescita e sviluppo per le imprese di industria e terziario avanzato. E sui [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato