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| 02 lug 2022 | 12:15

Oltre 200 ettari ai piedi del Lagorai con il sentiero Natura che racchiude la biodiversità del territorio: ecco l'Oasi di Valtrigona del Wwf

L'oasi di Valtrigona è un'area protetta in alta quota, molte le possibilità per scoprire i cinque servizi ecosistemici e per percorrere il sentiero Natura con la vegetazione di boschi di larici e pino cembro con un'ampia biodiversità di specie animali

Oltre 200 ettari ai piedi del Lagorai con il sentiero Natura che racchiude la biodiversità del territorio
di Redazione

LAGORAI. L’Oasi di Valtrigona, situata in una valle laterale alla val Calamento, rappresenta l’unica oasi Wwf di tutto l’arco alpino. Si estende per 236 ettari ai piedi della catena Lagorai e al suo interno si sviluppa il meraviglioso Sentiero Natura, in cui è possibile ammirare la ricca vegetazione composta principalmente da boschi di larici e pino cembro. Il percorso si estende tra i 1.600 e i 2.200 metri di quota e comprende la Valtrigona e la sinistra orografica della val Scartazza.

 

Valtrigona: un’area protetta in alta quota. Gli amanti della montagna, e soprattutto dell’alta quota, troveranno nell’oasi di Valtrigona un vero e proprio angolo di paradiso. Le malghe dell’area sono state interamente ristrutturate per essere messe a servizio dell’oasi e anche per incentivare l’attività tradizionale pastorale che è ancora in atto in queste zone.

 

Il sentiero venne inaugurato nel 1997 e racchiude una biodiversità di specie vegetali e animali molto ampia. Tra conifere, praterie d’altitudine e rare specie animali come la rana temporaria, il gallo cedrone, la pernice bianca, l'aquila reale, il picchio rosso maggiore, il camoscio, la volpe e l’ermellino, sarà possibile immergersi in un ambiente totalmente naturale dove ascoltare i rumori della natura. È possibile inoltre avvistare anche animali selvatici senza mai uscire dal sentiero, così da non disturbare l’ambiente.

 

L’Oasi di Valtrigona rientra all’interno del progetto Renature Italy, volto alla tutela della biodiversità italiana e creato grazie al Wwf Italia e con la collaborazione di Procter & Gamble Italia. Si tratta di uno dei più grandi progetti di rinaturazione ambientale su vasta scala mai realizzato nel nostro Paese, tra i cui obiettivi troviamo anche la riduzione delle emissioni, la restituzione alla natura degli spazi che le appartengono e la sensibilizzazione dei cittadini nel rispetto ambientale.

 

Il tutto nasce all’interno del programma di cittadinanza d’impresa “P&G per l’Italia”, con il quale il noto multimarca americano sostiene ormai da diverso tempo il Wwf in un’azione di ripristino degli habitat degradati o distrutti dislocati in tutto il paese. Tra questi troviamo, oltre all’Oasi di Valtrigona, anche quelle di Vanzago (Milano, Macchiagrande (Roma) e Monte Arcosu (Cagliari). L’impatto positivo del progetto è già visibile nelle aree verdi su cui si è agito ed è anche quantificabile in numeri.

 

Nello specifico sono stati misurati i dati relativi a cinque servizi ecosistemici: il sequestro e il mantenimento del carbonio per contrastare l’emergenza climatica; la conservazione della biodiversità, intesa come conservazione della diversità delle specie e ripristino delle caratteristiche naturali delle foreste; il mantenimento della qualità dell’acqua; il mantenimento delle aree rilevanti per il turismo.

 

Per raggiungere l’oasi è possibile seguire la strada provinciale che attraversa Telve nella direzione del Passo Manghen per circa 15 chilometri. Giunti alla Valtrighetta si prosegue a piedi seguendo il sentiero Sat 374 fino alla Bocchetta d’Ezze. L’oasi è aperta naturalmente tutto l’anno, ma il periodo migliore per le visite va da giugno a ottobre, dove la flora e la fauna sono al massimo del loro splendore.

 

Cosa si può ammirare durante il Sentiero Natura? Ecco una breve guida all’oasi di Valtrigona alle meraviglie presenti all’interno dell’oasi: Il pascolo in Val Calamento dove, durante la stagione estive, è possibile entrare in contatto con le vacche da alpeggio; il torrente Maso, un tipico corso d’acqua alpino permanente ricco di acque e che scorre lungo le rocce porfiriche; il vecchio rimboschimento; il punto trigonometrico nel bosco dei cedroni, il quale in passato serviva ai topografi per misurare le altezze e le distanze delle vette circostanti utilizzando uno speciale strumento ottico chiamato teodolite, utile a prendere le misure da punti noti e la valle sospesa, il punto in cui si abbandona la Val Calamento e ci si inoltra nella Valtrigona. Qui si può ammirare uno stacco netto delle pendici che indica il raggiungimento della valle glaciale sospesa osservata da Malga Valtrighetta.

 

Poi il pascolo di Malga Valtrigona, che presenta un lavoro di dissodamento del bosco durato secoli, con il quale gli abitanti delle valli hanno intagliato la radura e modificato i boschi circostanti verso una struttura più rada. Questo permise di incentivare la nascita di specie erbacee appetibili per gli animali domestici; la frana dopo il ghiaccio, dove guardando verso monte il paesaggio della zona attorno al capitello si noterà un cambiamento rispetto al bosco sottostante molto ripido. Questo segnala che sì si trova sull’antica valle glaciale; il pascolo arborato a larice e i fiori del porfido.

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