Dal Rondone Maggiore al Falco Pellegrino e al Nibbio Bruno, l'arrampicata mette in pericolo gli uccelli protetti: ''Trasformate quel luogo in Riserva Naturale''
Si chiede al Comune di Nago-Torbole di diffondere un’ordinanza comunale che vieti l’arrampicata sulla falesia di Oltrezengol o almeno un’ordinanza di chiusura stagionale per il periodo di nidificazione. Le associazioni richiedono che vengano installati dei cartelli informativi con indicate le specie protette e le norme vigenti e che venga avviato l’iter per l’istituzione di una Riserva Naturale Locale

NAGO TORBOLE. C'è un angolo di Garda Trentino, nel comune di Nago-Torbole, dove il tempo sembra essersi fermato, un mosaico perfetto in cui le rocce calcaree incontrano la macchia mediterranea e le memorie della storia: si tratta dell’area Oltrezengol Segrom, patrimonio che merita più attenzione e supporto. Da parecchi anni le associazioni, Sos Altissimo di Nago, Wwf Trentino Alto AdigeSüdtirol, aderenti al coordinamento tutela ambientale Alto Garda e Ledro, e Lipu sezione di Trento segnalano alle istituzioni la progressiva compromissione della valle di Oltrezengol.
Le problematiche riscontrate? Disboscamento, estirpazione di edere giganti e chiodatura con fix in acciaio di nuove pareti per l’arrampicata sportiva (attività fastidiosa per la fauna selvatica). La Direttiva europea Uccelli (CEE 79/409) protegge diverse specie presenti nell’area: il rondone maggiore, il gufo reale e il picchio muraiolo. Ma qui ci sono anche tracce dell’antica Via Claudia Augusta, incisioni rupestri e resti della Prima Guerra Mondiale. Un paesaggio mozzafiato quindi, che ospita anche falesie verticali importanti: le pareti, infatti, vengono definite come “condomini” dagli esperti delle associazioni. L’area ospita la più grande colonia nidificante di Rondone Maggiore del Trentino, oltre ad alcune specie di predatori alati come il Falco Pellegrino e il Nibbio Bruno.
Nonostante il Garda Trentino sia considerato la patria del climbing, la creazione di nuove vie e la presenza ravvicinata dell’uomo durante il periodo riproduttivo (primavera-estate) possono provocare l’abbandono dei nidi e la morte dei piccoli. Si tratta di un rischio che cozza con le Direttive Europee (Uccelli e Habitat) e con le normative provinciali, che vietano in modo rigoroso il disturbo della fauna selvatica nei momenti più delicati: tali comportamenti sono infatti sanzionabili sia a livello amministrativo che penale. È stato avviato un confronto con alcuni rappresentanti degli arrampicatori, sia per informarli sulla normativa vigente sia per cercare una soluzione condivisa, nel rispetto del territorio. Era stato concordato che gli interessati rimuovessero le corde fisse, considerate molto pericolose per le specie che volano a grande velocità vicino alla parete. Tuttavia, a oggi, questi accordi non sono stati rispettati.
Le associazioni hanno inoltre installato in loco cartelli informativi per sensibilizzare i frequentatori dell’area, ma questi sono stati più volte rimossi o danneggiati. Impegni assunti, ma nessuna azione concreta anche da parte dall’amministrazione comunale: il sindaco di Nago-Torbole si sarebbe più volte reso disponibile ad installare cartellonistica col divieto di arrampicare (affinché si evitasse l’attività almeno nel periodo di nidificazione), ma poi nessuna misura è stata effettivamente adottata. È da luglio 2024 che si combatte una battaglia volta a tutelare l’area, però nessun’ordinanza è ancora stata emessa.
Il Comune dispone inoltre della prerogativa di promuovere l’istituzione di una Riserva Naturale Locale e di inserirla nel Piano Territoriale della Comunità (PTC), ma ha respinto la proposta ritenendo che non sussistano i presupposti: Oltrezengol però presenta decine di specie censite nel Trentino Living Atlas, di cui almeno 19 protette dalla Direttiva Habitat. Per “sollecitare” e fornire una base documentale e scientifica al Comune e agli enti competenti, le associazioni si sono quindi unite per redigere una dettagliata relazione tecnica con suggerimenti volti a regolamentare e valorizzare la tutela della biodiversità dell’area.
Quali sono allora richieste che emergono dal documento? Si chiede al Comune di Nago-Torbole di diffondere un’ordinanza comunale che vieti l’arrampicata sulla falesia di Oltrezengol o almeno un’ordinanza di chiusura stagionale per il periodo di nidificazione. Richiedono che vengano installati dei cartelli informativi con indicate le specie protette e le norme vigenti e che venga avviato l’iter per l’istituzione di una Riserva Naturale Locale. Si pretende più controllo e la cessazione delle attività di chiodatura e disboscamento, oltre che la rimozione delle pericolose corde fisse. Tra le iniziative volte a far conoscere alle persone l’importanza della tutela delle specie protette, le associazioni propongono un’escursione nell’area: la passeggiata naturalistica è prevista per sabato 21 marzo e sarà guidata dal naturalista e faunista Alessandro Marsilli, da Sergio Merz (delegato Lipu Trentino-Alto Adige) e da Aaron Iemma (presidente WWF Trentino-Alto Adige). Un impegno di civiltà e un atto di responsabilità: Oltrezengol è un dono fragile da proteggere con orgoglio.












